Amici dello Tsavo

AMICI DELLO TSAVO

La rara apparizione di una iena striata nello Tsavo

E l'invasione delle cavallette diventa un goloso e proteico spuntino per gli animali

16-08-2018 di Giovanna Grampa

Un agosto decisamente fortunato per gli avvistamenti speciali nella savana dello Tsavo dove è stata immortalata con numerosi scatti fotografici,di prima mattina, una iena striata. Animale schivo e riservato, vive principalmente di notte, motivo per cui non èfacile osservarlo durante il giorno,ma è in grado di trasmettere un fascino irresistibile di fronte alla sua magica bellezza.
La iena striata è un carnivoro di medie dimensioni caratterizzata da un corpo tozzo, zampe lunghe che imitano un disegno zebrato, una testa che termina con un muso a punta e orecchie lunghe anch’esse appuntite.
L’unicità della specie è determinata da una folta e lunga pelliccia con inconfondibili striature nere su un pelo giallognolo che, partendo dal collo, si estende su tutto il dorso per terminare con una voluminosa coda simile ad una volpe.
Si distingue inoltre per una grande macchia nera nella parte anteriore del collo da un altro animale molto simile, il protele o aard wolf, che invece mostra una colorazione chiara del sottogola in tono con il colore della sua pelliccia decisamente più corta.
L’unicità dell’avvistamento è collegata alla presenza, da circa un mese, di numerose cavallette che saltano qua e là nella savana ormai bruciata dal sole. Il fenomeno però non ha nulla a che vedere con le storiche invasioni di cavallette citate nella Bibbia come una delle dieci piaghe d’Egitto.
Saltano in forma solitaria nutrendosi di vegetali e ricadono al suolo con estrema velocità,ma sono insetti del tutto innocui. Per sfortuna molte di loro atterrano ai bordi delle pozze che si stanno riducendo a distese di acque limacciose circondate da fango, su cui sono incise in profondità numerose impronte di elefanti che vanno ad abbeverarsi sia di notte che di giorno.
Nel fango rimangono tristemente intrappolate e si trasformano in un appetitoso spuntino per molti animali che da parecchie settimane festeggiano questo evento inaspettato, nutrendosi a sazietà.
Gli uccelli intercettano i vistosi salti degli insetti e li catturano in volo, i buceridal becco simile ai tucani, se li mangiano in tutta tranquillitàsui rami all’ombra delle foglie di qualche albero e le colorate lucertoleAgame, una specie di sauro dalla testa rosso-arancio e il corpo turchese-blu nei maschi e marroni nelle femmine, si danno un gran da fare nel catturarle per poi rifugiarsi sotto ombrosi cespugli per degustare questi croccanti e proteici insetti.
E i marabu si affollano ai bordi delle pozze: uccelli dalle orride teste, con i gozzi privi di piumaggio, rossi come fossero ustionati e pendenti dalle gole, si nutrono alla grande. Con i loro becchi pesanti strappano ad una ad una dal fango le cavallette, levano la testa verso il cielo e spalancano il becco nello sforzo di ingurgitare il prelibato boccone nel gozzo già saturo.
Ne approfittano anche le graziose manguste che si avvicendano nervosamente con movimenti veloci e precisi nel catturare i poveri insetti per masticarli poi con sorprendente avidità. 
In questo scenario la vista di due giovani iene maculate, osservate mentre mangiavano tranquille accanto ad uno sciacallo, una quantità esagerata di cavallette, ci era sembratoun evento straordinario. Nulla al confronto dell’apparizione di una magnifica iena striata, all’improvviso, passando davanti a noi, fermi a goderci l’abbeverata di un branco di elefanti.
Una sagoma con andatura furtiva, la schiena ricurva, guardandosi dietro alle spalle deformi e mostrando una specie di sorriso di scusa. Un attimo di sorpresa per realizzare che si trattava di una iena striata, attirata dallo specchio d’acqua, e dalla bellezza arcana.
Avevo timore di premere il pulsante della macchina fotografica, per evitare che lo scatto dell’otturatore la spaventasse e la facesse fuggire. Ed eccola avvicinarsi al bordo della pozza, abbassare la testa per cogliere gli insetti bloccati nel fango, masticando una cavalletta dopo l’altra. Intorno a noi solo silenzio, interrotto dal gorgogliare dell’acqua nelle proboscidi degli elefanti. Immagini preziose, uniche nel catalogo delle emozioni vissute in savana.
Alcune foto, postate su Facebook, hanno scatenato le reazioni più disparate: c’è chi non l’ha mai vista, chi l’ha avvistata molti anni fa, chi l’ha incontrata di notte, illuminata da una torcia mentre fuggiva, chi sostiene che è un protele e non una iena striata. Ma tutti, senza ombra di dubbio, riconoscono l’eccezionalità dell’avvistamento.
L’uomo, infine, nei secoli l’ha associata alle forze del male, ai demoni, all’oscurità. Le ha attribuito poteri magici e per questo è l’animale preferito dagli stregoni. Purtroppo,ancora oggi, nei villaggi africani e nell’entroterra keniano è oggetto di riti magici con talismani ricavati dal suo pelo. Antiche credenze popolari sostengono che “solo gli stregoni cavalcano le iene”. Noi ci siamo limitati ad osservarla senza limiti di tempo  mentre, ancora una volta, la savana ci offriva una delle sue manifestazioni più incantevoli.


 

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