Amici dello Tsavo

AMICI DELLO TSAVO

Lewa Conservancy, un modello da seguire

Per lo Tsavo e per gli altri parchi del Kenya

06-04-2016 di Giovanna Grampa

Lewa Conservancy , 62.000 acri di estensione, popolata da animali tra cui 150 rinoceronti ben protetti.
Situata nel distretto di Laikipia, Conservancy fin dal 1920, è diventata patrimonio dell’UNESCO , merito dell’alta professionalità nella difesa dell’ambiente e degli animali.
Abbiamo voluto conoscere di persona questa realtà ,decidendo di trascorrere qualche giorno a Lewa.
Riceviamo un invito ufficiale per visitare il Centro Operativo e così veniamo a conoscenza della tecnologia e della professionalità che ha reso così famosa questa Conservancy.
Il primo deterrente al bracconaggio è il divieto di entrare nel parco con minibus o auto private : si arriva fino al gate e poi solo Land Cruiser autorizzate, guidate da professionisti , ti portano a vedere gli animali. 
Due megaschermi in ufficio colpiscono subito la nostra attenzione : uno riporta la mappa della Conservancy, divisa a settori.
Ogni settore è pattugliato dai rangers che controllano gli spostamenti degli animali e il loro stato di salute, comunicando con tempestività le loro osservazioni via radio alla base. L’altro megaschermo è collegato con Google maps e tramite il satellite controllano la posizione e gli spostamenti degli animali dotati di radio-collare. Mostro una leonessa fotografata la sera precedente con un vistoso radio collare , dando la posizione dello scatto.
Basta un clic del mouse ed ecco comparire la sua posizione : la leonessa si chiama Sarah e si è spostata più a nord per 19,6 Km e in questo momento sta riposando ad una distanza di 69 km dal campo dove alloggiamo. Zebre di Grevy, iene , leoni e matriarche sono dotate di radio collare: basta un clic ed è possibile individuare la loro esatta posizione. Tutti questi dati , rielaborati, vengono analizzati dai ricercatori a scopo scientifico per lo studio delle migrazioni. Ci indicano sulla mappa anche un tunnel costruito tra il Monte kenya e Lewa per favorire, in sicurezza, gli spostamenti degli elefanti : un sottopassaggio stradale monitorato dalla presenza di telecamere. I collegamenti radio sono imponenti e permettono scambi di informazioni tra KWS, Polizia, Autorità Aeroportuali, rangers e comunità. Il progetto infatti prevede la collaborazione anche dei villaggi Borana limitrofi; in cambio di benefits quali scuole, dispensari, finanziamenti di micro-credito, fonti di acqua e di luce, gli abitanti locali si sono impegnati a non far pascolare le proprie mandrie all’interno della Conservancy e a fornire utili informazioni su eventuali bracconieri, avvistamenti di animali malati o feriti e a segnalare il passaggio di animali in fase di migrazione. Gli sforzi maggiori del progetto sono rivolti ai rinoceronti : ce ne sono 150 tra bianchi e neri e vengono monitorati 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno.Sono identificabili attraverso tagli particolari sul contorno delle orecchie : sei marcature in tutto ad ogni rinoceronte per renderlo riconoscibile ai rangers che hanno il compito di compilare un database giornaliero che riporta data, posizione, ora dell’avvistamento e il tipo di attività in corso. Questo tipo di marcatura viene utilizzato solo per i rinoceronti adulti mentre i cuccioli verranno trattati verso il sesto anno di età ed è preferito rispetto al taglio del corno.
La centrale operativa si avvale della collaborazione di un veterinario fisso che interviene anche per curare mandrie di bovini nei villaggi. La tempestività delle operazioni è supportata dall’utilizzo di due elicotteri, un piccolo aereo, auto e centocinquanta addetti che lavorano al progetto di conservazione. Naturalmente gli ottimi risultati prevedono costi di gestione molto elevati ma i donatori che sostengono Lewa sono numerosi come testimonia una bella placca in ottone posizionata su un cippo nel giardino del Centro Operativo. Il giorno seguente fotografiamo con occhio particolare gli animali del parco prestando attenzione alle loro orecchie : giraffe , zebre di Grevy sono marcate e i primi piani dei rinoceronti che curiosi s’avvicinano alla nostra macchina, mostrano in effetti marcature diverse per ogni soggetto. Ma al di là della efficienza del progetto , mentre scattiamo le foto ci rattristiamo pensando a quanto impegno in termini economici e di forze umane debbano essere spesi per difendere questi splendidi animali che altro non chiedono di vivere la loro vita tranquillamente e invece devono essere protetti proprio dall’uomo , il peggior nemico della natura, il vero animale feroce della savana.
​​​​​​​Questa settimana mio marito parteciperà alla riunione degli Honorary Wardens dello Tsavo, riportando la nostra esperienza a Lewa nella speranza di poter avviare qualche progetto anche per gli animali di questo meraviglioso parco al quale siamo particolarmente legati. 

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