Solidarietà

VOLONTARIATO

Carolina, la gioia di aiutare i keniani ad aiutarsi

Un mese di volontariato a Langobaya per la NGO Karibuni: "Cose che migliorano la loro vita e il tuo mondo"

04-12-2017 di Leni Frau

Quando il primo approccio della vita con l’Africa è un tuffo nella quotidianità della sua gente, nella condivisione e nello scambio culturale, non può che rimanere dentro.
Quasi sempre costituirà la base di un legame profondo con questa realtà così diversa da quella in cui siamo nati e cresciuti, ma così piena di speranza e positività, nonostante l’ancestrale povertà, i problemi e le contraddizioni.  
E’ quello che si legge nell’espressione di Carolina Guercio, ventinovenne torinese che ha deciso di trascorrere un mese da volontaria nella fattoria della NGO italiana Karibuni a Langobaya, nell’entroterra di Malindi.
Alla bontà dei progetti Karibuni concediamo sempre ampio spazio sul portale, soprattutto per la capacità di far crescere la popolazione della costa keniana, aiutandoli ad aiutarsi.
Ma l’aspetto che chiude il cerchio è rappresentato dal momento di crescita che un mzungu può sperimentare vivendo a contatto con la realtà di Langobaya.
“Sto vivendo un’esperienza straordinaria – conferma Carolina, che in Italia lavora in qualità di buyer in un’azienda alimentare dell’astigiano – dall’iniziale periodo di adattamento e dall’aspetto pratico del “dare una mano” sono passata alla pura condivisione e al confronto quotidiano, rendendomi conto che mentre portiamo la nostra esperienza e il nostro “know-how” ai keniani, da loro possiamo imparare moltissimo: dalla semplicità, dalla filosofia di vita, dalla loro positività e dalla capacità spontanea di essere felici. Un’esperienza come questa può sembrare una piccola cosa, ma sicuramente può cambiare le prospettive del nostro mondo e migliorarci”.
Carolina vive nella casetta dei volontari di Karibuni, a stretto contatto con le attività della farm e con il personale. Si sveglia all’alba, partecipa al naturale evolversi della giornata tra produzione, distribuzione, programmi, inevitabili emergenze e novità.
“Una cosa splendida che mi accade da quando sono qui – racconta la ragazza – è che ogni mattina mi alzo con la gioia di cominciare la giornata e vedo riflesso questa mia predisposizione nel sorriso delle persone che incontro. Una sensazione completamente opposta a quella di tante mattine italiane, dove c’è sempre qualcosa che ti mette ansia e l’umore della gente quasi mai ti aiuta ad annullarle”.  
Carolina è una ragazza preparata e sensibile, in Italia ha già avuto approcci col volontariato, aiutando un’associazione che si occupa di disabilità, ma nella fattoria di Langobaya non c’è solamente solidarietà.
“L’aspetto più importante di questo progetto è portare la comunità locale all’autosostentamento – spiega Carolina – dal lavoro nei campi viene creato tutto l’indotto, attraverso una rete che in gran parte si occupa dei “food program” per le scuole della zona, e vende il 20 per cento dei prodotti agricoli sul mercato, anche in hotel e ristoranti di Malindi, per pagare le spese e i dipendenti della fattoria. Ma la cosa più bella è vedere le persone che vengono a lavorare qui e alla fine della giornata preferiscono essere pagate in frutti della loro fatica, piuttosto che con il denaro”.
L’esperienza alla farm di Karibuni è anche un ritorno all’origine, avviando un processo etico che oltre ad essere l’unica maniera per migliorare consapevolmente le condizioni dei keniani, riporta noi occidentali all’importanza di valutare le esigenze primarie e ripartire dalla serenità data dalle cose semplici e da quelle più importanti: acqua, cibo, dignità del lavoro e rapporti veri con le persone. Se l’Africa può essere tutto questo, è veramente un luogo meraviglioso.

 

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TAGS: carolina guerciongo karibunifattoria langobayaprogetti karibuni kenyavolontariato kenyavolontariato malindi

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