Solidarietà

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Il volontariato attira giovani a Malindi

Ideali non sempre ripagati dalla serietà dei progetti

24-03-2016 di Daniela Venturelli

Di solito sono ragazzi poco oltre la ventina, freschi freschi di laurea; solitamente una laurea umanistica come Psicologia.
Arrivano da famiglie benestanti, non hanno mai avuto difficoltà a mettere insieme il pranzo con la cena.
A volte sono idealisti, con la voglia di cambiare il mondo.
Somigliano un po' ai "flower power" degli anni Sessanta.
Hanno un grande spirito di adattamento.
Sono belli!
Belli nella loro ingenuità, nella loro generosità, nella voglia di fare e di dare. Viaggiano da soli o in gruppo, vivono per mesi quasi alla stregua dei popoli che sono venuti ad aiutare.
Si pagano il volo, il vitto, spesso l’alloggio. Non regalano solo il loro tempo quindi! Rinunciano alle mille comodità delle loro case, alla tecnologia, agli aperitivi, alle discoteche, per vivere spesso in stanze non troppo pulite, qualche volta con i bagni in comune.
Sono proprio belli. Talvolta la loro cristallinità li rende facili prede di gente più adulta e smaliziata: parlo di chi, purtroppo anche qui, trasforma il volontariato in un business o in un'escamotage. Ne parlavo con Giulia, volontaria di "Africa Milele".
Per lei è la quarta volta in Kenya, tre delle quali con Africa Milele.
“La prima volta - mi dice - è stata una truffa.”
Mi fa il nome del Presidente di una Onlus e mi dice che a Malindi lo conoscono tutti perchè ha lasciato debiti ovunque.
Malindi è così, un posto piccolo dove tutti sanno tutto...ma sempre dopo. 
D'altronde anche in altri posti del mondo nessuno ti da mai le dritte sui truffatori...dovrebbero istituire un ufficio o un numero verde!
Anche l'amica Martina racconta la sua storia: lei invece è al primo viaggio in Kenya: “Africa Milele é stata la sola associazione che ho trovato fino ad ora che non mi ha chiesto la quota” dice.
Le chiedo cosa sia la “quota”. “Altre Onlus chiedono tra i 1000 e i 1500 Euro per partecipare ad un progetto di volontariato”
Mi spiega che in questa quota sono compresi il transfer da e per l’aeroporto, il vitto e l’alloggio.
Cifre esagerate, di chi tende ad approfittarne: fanno pagare ad un volontario l’equivalente di una settimana in un resort.
“Certo – continua- poi alla fine ti rilasciano un certificato in cui ti spiegano che circa la metà di questa quota va in progetti di ricostruzioni o costruzione orfanotrofi, pozzi eccetera, e l’altra parte a copertura delle loro spese”
Per fortuna esistono Onlus serie, come Africa Milele appunto, il cui scopo non è quello di fregare volontari ma di esaltarne le competenze, la volontà. “Con loro- continua Giulia- mi trovo molto bene perchè lasciano molto spazio all’iniziativa del volontario, i progetti li vedi, li segui” Giulia è una di quelle che tornerà. Soprattutto perchè è stata fortunata ed ha incontrato la Onlus giusta.
Quanti non torneranno perchè hanno incontrato persone meno serie?
E quanto avremo perso noi? Non parlo solo di Onlus e di noi italiani, ma in genere del mondo adulto.
Questi giovani animati dalle migliori intenzioni, potranno ancora fidarsi e credere che far del bene paga? 

TAGS: Volontariato KenyaVolontari MalindiDaniela Venturelli

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