Solidarietà

SANITA'

Tungiasi, lotta alla pulce nemica dei bimbi del Kenya

Con la Onlus italiana "Totalife" per debellarla in un villaggio di Malindi

15-09-2017 di Hilary Mazzon

La Tungiasi è una piccola brutta bestia che colpisce soprattutto i bambini del Kenya che sono costretti dalle loro condizioni di miseria ad andare in giro a piedi.
Si tratta di una grave infestazione causata da una piccolissima pulce, grande circa un millimetro ("tungapenetrans", "jigger" in inglese e "funza" in kiswahili) che vive in terreni sabbiosi e che si trova nelle aree tropicali.
Nessuno si aspettava che nel cuore di Malindi la situazione fosse così disperata.
Proprio dietro al Museo Nazionale di Malindi e alla Piazzetta del cambio, c’è un agglomerato di capanne, il cosiddetto villaggio dei pescatori. 
Sabbia, capanne di fango con tetto in makuti e una tettoia di lamiera con dei banchi, che dovrebbe essere l’asilo. 
Una specie di slum nel centro di Malindi.
Proprio qui oltre 120 perone, soprattutto bambini, sono affetti dalla tungiasi. 
La pulce femmina ha la capacità di penetrare nella cute di uomini (soprattutto piedi e mani), suini, pollame ed altri animali, dopo la copulazione dove rimane qualche giorno senza causare sintomi, il tempo della gestazione, in cui le uova crescono nel suo addome.
Quando la gestazione è completa, la pulce diventa tonda e grande sino ad avere le dimensioni di un pisello, circa 1 cm (il che significa un aumento di volume di 1000 volte in 2-3 giorni) ed è a questo punto che inizia l’infezione e l’irritazione. Il paziente sente un forte prurito ed il grattamento in qualche modo aiuta la pulce penetrante a spandere le uova mature nel terreno, continuando così il suo ciclo vitale.
Proprio qui nel cuore di Malindi, sono stati visitati e curati i casi più brutti visti dai volontari della Croce Rossa Keniota di Malindi che, da febbraio, porta avanti la seconda campagna contro questa malattia.
Il progetto è supportato da TotaLife Onlus, una piccola ma tenace associazione di Avellino, supportata dalla Fondazione BNL Paribas. Lo stesso Roberto Godas, presidente di TotaLife Onlus, in visita in Kenya per la realizzazione di diversi progetti, si è sorpreso nel vedere in città tanti gravi casi, al punto che un elevato numero dei bambini avevano non solo i piedi ma anche le mani infestatati dalla pulce.
La tungiasi non è una malattia mortale, ma è terribilmente debilitante (prurito fortissimo, insonnia, problemi nelle deambulazione e impossibilità a mantenere la concentrazione) e se consideriamo l’ignoranza e la povertà estrema delle persone che ne sono infette abbiamo un cocktail fatale che può facilmente portare gravissime  infezioni secondarie come il tetano, la setticemia e l’HIV dovute spesso ai metodi atroci usati per curare la malattia.
Negli anni si sono visti casi di persone che, nel tentativo di curarsi, si sono ustionate con l’acqua bollente o si sono bruciate con l’acido o si sono provocate ferite profonde e infette per l’uso di aghi, spine o lame sporche.
Il progetto portato avanti da TotaLife Onlus e implementato dalla Croce Rossa Keniota di Malindi utilizza rimedi naturali, facilmente reperibili dalla comunità, facili da usare e privi di effetti collaterali. 
L’albero di neem offre sia la cura che la prevenzione: l’olio di neem guarisce le lesioni e le foglie di neem vengono usate come disinfestante naturale per le abitazioni e le zone di relax al di fuori delle case.
Indispensabile è inoltre il supporto del progetto TomShoes che ogni anno consegna nei paesi che soffrono di questa malattia migliaia di scarpe: indossarle è infatti l’unico modo per prevenire completamente la tungiasi.

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