Speciale turismo

PROMOZIONE

A Malindi consulenti del Governo per il turismo

Esperti spagnoli e inglesi: 5 mesi per rivoluzionare Ente e servizi

12-10-2016 di Freddie del Curatolo

Abbiamo incontrato gli esperti della THR - Innovative Tourism Advisors, società spagnola incaricata dal Governo di rivoluzionare la promozione turistica del Kenya e di "trasformare" il Kenya Tourist Board in un ente competitivo, al passo con i Paesi più evoluti del mondo e in grado di rilanciare il settore del proprio Paese. 
THR è il consulente ufficiale del governo spagnolo e lavora con altri 74 stati del mondo. 
"Abbiamo cinque mesi di tempo per stendere una dettagliata relazione su quello che c'è da fare, da cambiare e su come farlo" spiega il Senior Advisor della compagnia, Roger Jones, inglese trasferitosi a Maiorca e complice del successo turistico delle Baleari. 
La parola d'ordine è "focalizzare". "Il turista di oggi non ha tempo di approfondire le ricerche sul luogo ideale per le vacanze - attacca Jones - la pubblicità deve spiegare le caratteristiche uniche o predominanti di un luogo. Per il Kenya: Masai Mara non ha altro che savana, animali e grande migrazione, e offre lusso e servizi. Nairobi ha il business e cresce in qualità, Lamu la storia e il tuffo indietro nel tempo. Malindi e Watamu invece commettono l'errore di voler essere tutto, senza avere eccellenze. Questo perché i kenioti in primis non hanno l'abitudine a focalizzarsi su una peculiarità predominante, ma anche per colpa del turismo di massa". Jones è dichiaratamente contro i Tour Operator e i voli charter. "E' una logica antica e perdente - spiega - se gli imprenditori della Contea di Kilifi vogliono lo scalo internazionale per portare qui i charter, non hanno capito nulla di come si sta evolvendo il turismo e avranno comunque vita breve, senza peraltro fare il bene della comunità. E' sull'hub di Nairobi e sul suo sviluppo che bisogna contare, sui voli di linea e sull'intensificazione dei voli interni e dalle altre capitali africane, oltre che su un turismo di livello. Ma per farlo bisogna migliorare servizi e infrastrutture". 
Jones ha individuato uno dei mali di cui soffre Malindi, la sua priorità. "Malindi è sporca, è decadente - dice convinto - il turismo che conta, quello che porta introiti e indotto, vuole vedere pulizia, ordine. E' un primo passo per sentirsi a proprio agio, anche quando non c'è il lusso sfrenato, che in Africa non è facile incontrare. Invece di creare associazioni per difendere i propri interessi e promuoversi pensando sempre all'oggi e al proprio giardino, gli investitori di Malindi dovrebbero unirsi in associazioni che provvedono a tenere le spiagge pulite e la città in condizioni accettabili. Se pensano per questo di dover aspettare le istituzioni locali, possono attendere in eterno". Jones non è venuto a dispensare carezze né ai propri committenti, né all'industria turistica della costa. "Qui prima di pensare a costruire, bisognerebbe demolire strutture fatiscenti, obsolete o chiuse da troppo tempo - spiega, citando la spiaggia di Silversand - chiederemo al Governo di farlo, perché no? E prima di ricostruire, di pensare alla riqualificazione dell'ambiente. Non è necessario occupare qualsiasi metro quadrato di lungomare, per lavorare di più o meglio. Servono strutture belle, eleganti".
Jones ha altre ricette e ha già individuato altri correttivi e priorità di Malindi e Watamu. "Ma queste me le tengo per me - conclude a Malindikenya.net - le presenterò all'interno della relazione sul Kenya che verrà consegnata al Ministro del Turismo tra cinque mesi, alla fine della nostra ricerca".

TAGS: Turismo KenyaThr tourismKenya Tourist Board

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