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I dieci motivi per cui scegliere il Kenya quest'anno

Sicurezza, investimenti, meno corruzione, Euro forte

18-12-2015 di redazione

1. UN PAESE PIU' SICURO

Il mondo ultimamente ci regala terrore e insicurezza a go-go. 
Il Kenya ha passato momenti difficili, per la vicinanza con la Somalia, nido del terrorismo di matrice islamico-estremista. 
Ora però con il ritorno dell’Intelligence americana, della CIA e con una politica più ferrea sugli ingressi clandestini, non si registrano più attentati. 
Nairobi è tranquilla da più di due anni, Mombasa in tutto il 2015 non ha avvertito problemi. 
Sulla costa turistica non è cambiato nulla perché terrorismo non ce n’è mai stato. 

2. L'EURO TORNA FORTE

In questo periodo, e per la stagione invernale a venire, la nostra moneta è più forte degli anni passati nei confronti dello scellino keniano. Dallo stesso periodo dell’anno scorso, l’Euro ha guadagnato il 20%. Ne consegue che affitti, mangiare safari e acquisti sono facilitati e a buon prezzo. 
La crisi economica forse non è ancora alle spalle, ma la ripresa europea coincide con la crescita dell'Africa e ha portato nelle casse dello Stato keniano molti prestiti di banche anche italiane, che significano investimenti ma anche fiducia nel Paese. 
La conseguente svalutazione della moneta del Kenya sta privilegiando non solo il commercio ma anche il turismo.

3. MOMENTO BUONO PER INVESTIRE

Il Kenya è un Paese in crescita, il mondo guarda con interesse e curiosità a questo fenomeno, da Stati Uniti a Cina, e anche l’Italia ultimamente in maniera decisa, stanno investendo commercialmente. Se molto è concentrato sulla capitale Nairobi, una delle prime città del mondo per aumento di capitali, presto anche il settore turistico avrà benefici. Con la ventilata apertura dell’aeroporto internazionale, priorità del Presidente Kenyatta, Malindi diventerà una delle mete su cui investire. Ancora per poco si possono fare affari, acquistando terreni, case o aprendo attività in sicuro sviluppo.

4. CALA LA CORRUZIONE

Le novità introdotte dalla nuova Costituzione e la tecnologizzazione della burocrazia in Kenya, permetteranno di ridurre il fenomeno della Corruzione, vera piaga del Paese negli ultimi trent’anni. L’avvento della devolution ha permesso di creare uffici dell’Unità Anticorruzione in ogni Contea del Paese (ce n’è uno anche a Malindi). Questi uffici stanno lavorando con efficacia e di concerto con i cittadini e gli stranieri, per “stanare” chi è avvezzo a questo malcostume, a tutti i livelli.


5. UN NUOVO TIPO DI TURISMO 

In pochi anni, complice un periodo di crisi economica internazionale, ma anche l’evoluzione del genere umano, è cambiato anche il modo di intendere il turismo in Kenya e in particolare sulla costa. Il fenomeno del cosiddetto “turismo di massa”, dei villaggi-vacanze e dell’All-Inclusive, sta pian piano scomparendo, lasciando alcuni capisaldi di qualità e con provata esperienza, e si fa largo un turismo più consapevole, da viaggiatori; internazionale e in grado di scegliere, online o anche sul posto, il tipo di vacanza preferita. Nascono così molte possibilità di indotto: dai Bed&Breakfast ai safari personalizzati, e tante attività che si gioveranno del fatto che i turisti saranno sempre meno “prigionieri” dei resort.

6. FAUNA E PARCHI PIU' SALVAGUARDATI

Dopo un 2013 disastroso e un 2014 in moderata ripresa, per quanto riguarda l'uccisione di elefanti e rinoceronti, quest’anno il Kenya è tornato seriamente all’attacco del bracconaggio e dei trafficanti internazionali d’avorio. Con arresti importanti, tra cui una “baronessa” cinese dell’oro bianco, e salvataggi ad elefanti ed altri animali a rischio estinzione, la salvaguardia della savana del Kenya è tornata a rappresentare una priorità. 
In questo senso il ritorno in sella al Kenya Wildlife Service dello storico fondatore, Richard Leakey, ha dato un impulso maggiore, così come la tecnologia che, grazie a droni e google view, può sorvegliare meglio i parchi e seguire gli animali ambiti dai contrabbandieri.

7. LA LEZIONE DEI FACILI ALLARMISMI

Non bastavano il terrorismo e la crisi economica: nella stagione passata il Kenya ha dovuto subire i danni di una campagna mediatica che l’ha punita per qualcosa che non solo non la riguardava, ma che è stato trattato in maniera superficiale ed eccessivamente allarmistica dai media. 
Parliamo del virus ebola, emergenza epidemica scoppiata a migliaia di chilometri dal Kenya e già difficile da esportare nei paesi confinanti a quelli dell’Africa Occidentale dove proliferava. Numeri comunque minimi, neanche dieci occidentali contagiati, hanno lasciato a casa migliaia di turisti diretti nei paesi africani. 
In Kenya, ovviamente, neanche mezzo caso. Si spera che la lezione sia stata imparata da tutti.

8. LA SOLIDARIETA' ATTIVA

In un’epoca in cui assistiamo ai drammi di nuove disperate migrazioni e all’inutilità dell’indignazione da bombardamento mediatico, l’Africa ed il Kenya rappresentano una possibilità reale per fare del bene al prossimo. Soprattutto con la cosiddetta “solidarietà attiva”, che si libera dell’idea della beneficenza e dell’aiuto “una tantum” che pulisce la coscienza ma raramente risolve problemi. Durante un soggiorno in Kenya invece ci si può rendere conto dei tanti modi per dare veramente una mano a chi è in difficoltà, cercando di creare le premesse affinché non debbano mai tentare tragiche e assurde migrazioni di massa.
Microcredito femminile, progetti di agricoltura ed altre forme di sviluppo sostenibile, incentivano ed educano chi ne riceve i benefici e fanno crescere la consapevolezza. Altro che le caramelle ai bambini, che fanno crescere solo la carie.

9. LA MEDICINA TRADIZIONALE E NATURALE

La costa del Kenya da sempre è conosciuta per essere un paradiso di relax. La bellezza avvolgente della natura, il clima mite, il sole che fa capolino quasi tutti i giorni dell’anno, il caldo secco e la brezza marina rappresentano veri e propri elisir di buona vita e, insieme al cibo sano, al pesce a basso costo e ai benefici dei frutti tropicali, diventano stile di vita per chi ama i regimi salutari o ne ha bisogno.
Oggi a queste “doti” ancestrali, il turismo in Kenya abbina la commercializzazione di piante, spezie ed elementi che aiutano ancor più il nostro corpo: l’analgesica polvere di baobab, l’antinfiammatorio neem, l’amico del cuore hibiscus, il cortisone naturale ginger, il portentoso veleno d’api contro l’artrite. 
La tradizione della medicina naturale del Kenya aiuta, eccome!

10. GLI SPORT PIU' IN VOGA

Nelle ultime stagioni la costa keniana si sta imponendo come una delle scenografie ideali per gli amanti del Kitesurf, che sono sempre più numerosi nel mondo. Sono almeno tre gli incantevoli scenari, tra vento costante e mare aperto, da provare: la spiaggia dorata di Che Shale, a Mambrui, la barriera corallina davanti al Driftwood Club a Silversand Beach di Malindi e la bianca spiaggia della Garoda di Watamu, con la meraviglia del Mida Creek.
Divertimento assicurato anche per gli amanti del beach volley, con molti campi disseminati sulle spiagge di Watamu, e di beach rugby, con un paio di tornei importanti all’anno, a Malindi e Watamu.

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