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TURISMO

Il Kenya si affida a Grayling per tutelare l'immagine turistica

I leader mondiali della comunicazione lavoreranno al rilancio del settore

30-05-2015 di redazione

Quando è troppo è troppo. 
La disinformazione che segue alle cattive notizie che riguardano il Kenya ma quasi mai i suoi luoghi turistici e tantomeno le presenze straniere sul suo territorio, con l'ultima tragica vicenda dell'Università di Garissa, ha raggiunto il limite. 
Media e agenzie governative di vari Paesi, giornali e televisioni, hanno mescolato il vero a dicerie, hanno puntato sul pericolo islamico per invitare i cristiani a non frequentare il Paese, nonostante la battaglia tra Al Shabaab e Kenya abbia tutti altri presupposti e sia da tempo limitata alle zone di confine, dato che la sicurezza nazionale nelle città e nei luoghi turistici è aumentata e ha raggiunto ottimi livelli di attenzione. Così adesso per tutelarsi e rilanciare il turismo che ha subito l'ennesima mazzata, il Governo di Nairobi ha deciso di ingaggiare la Grayling, ovvero la più importante azienda mondiale di comunicazione, pubbliche relazioni, digital marketing e rapporti con agenzie e Governi. "E' evidente che il Kenya ha subito un grave affronto alla sua industria turistica - ammette l’Amministratore Delegato di Grayling per il Medio Oriente e l’Africa, Loretta Ahmed - La sua reputazione a livello mondiale nel corso degli ultimi diciotto mesi è stata ingiustamente minata ed è triste vedere una delle economie turistiche più fiorenti del mondo subire tali ingiurie”.
La dichiarazione della Ahmed segue il comunicato del Ministro del Turismo keniota, Phyllis Kandie che ha dichiarato: “Abbiamo il sostegno internazionale per molti aspetti e sappiamo farci valere, ma è fondamentale avere anche al nostro fianco un partner esperto come Grayling, che può mobilitare la propria rete globale per garantire che il nostro messaggio venga comunicato efficacemente in ogni angolo del mondo.”
La Grayling ha già operato negli anni precedenti con Governi come il Messico o l'Egitto, che avevano avuto problemi analoghi, ripristinando attraverso una corretta comunicazione e un lavoro di "reputation management" il giusto flusso di turismo, evitando che le perdite economiche del Paese andassero a pregiudicare non solo l'economia, ma anche lo status di molti cittadini che si sarebbero trovati senza impiego. Questo potrebbe succedere anche nella nazione africana che si trova a fronteggiare problemi di terrorismo al confine con la Somalia. 
"Indipendentemente dall’età o dalla nazionalità, il Kenya è sempre e giustamente stata la prima scelta del mondo per coloro che amano la Natura e gli animali - spiega Ahmed - questo Paese è veramente il gioiello dell’Africa e siamo impegnati a ripristinare il suo splendore, rassicurando chi vuole visitarlo e fornendo esatte informazioni".

TAGS: Grayling Kenya

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