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TURISMO

Quanto costa un safari in Kenya? Dipende...

Le risposte dell'esperto a chi chiede informazioni

23-01-2019 di Camilla Frasca Caccia

Si fa presto a chiedere “quanto costa un safari”? 
Ma non è altrettanto veloce rispondere.
Questo perché la domanda è quanto mai generica, safari può volere dire molte cose, anche molto diverse fra loro, e questo accade anche quando si parla della stessa durata, e a volte anche dello stesso, apparentemente uguale, itinerario.
Sempre più spesso si leggono, soprattutto sui social, domande e richieste di informazioni che si limitano a chiedere il prezzo di un safari, come se un safari fosse un oggetto prodotto in serie, sempre uguale , comprabile , identico, ovunque presso qualunque fornitore.
E’ un po’ come chiedere quanto costa un cavallo, dipende. 
Ci sono cavalli giovani ed anziani, da corsa o ronzini. 
Può sembrare un esempio non calzante ma invece se ci si pensa un attimo calza eccome. 
Infatti ci sono safari di due giorni in minibus in otto e senza guida, e safari privati per due persone con guida professionale in Land Cruiser, safari che prevedono alloggio in grandi strutture turistiche da 60 dollari a notte e safari che prevedono alloggi in privati angoli di savana molto esclusivi da 600 dollari a notte. 
Ed ecco che l’esempio del cavallo comincia a calzare meglio.
Usando un’altra metafora, chiedere quanto costa un safari è come chiedere quanto costa andare ai Caraibi via mare, un conto è farlo con una crociera turistica ed un conto è farlo in barca a vela privata con equipaggio a disposizione. 
Poi ovvio che il mare sia lo stesso per tutti, come lo è la savana, ma a differenza del mare, in savana anche gli itinerari ed i tempi hanno un peso determinante nel valutare la qualità di un safari.

ITINERARI 

Quando si tratta di parchi nazionali più grandi di intere regioni italiane, dire semplicemente che “ è un safari a Tsavo est ed ovest” dice ben poco. 
Infatti un safari può prevedere lo Tsavo est ed ovest, però potrebbe attraversare il parco velocemente oppure spendere all’interno del parco tutto il tempo a disposizione. 
Essere “stati”  a Tsavo est potrebbe essere inteso come averlo attraversato da “gate” a “gate” in velocità per passare velocemente allo Tsavo ovest dove magari si intende andare a passare la notte, oppure potrebbe significare fare ore e ore di lenti “game drive” per visitarne gli angoli più interessanti. 
E’ evidente che non si tratta di fare la stessa esperienza nello stesso posto, anche se l’itinerario potrebbe sembrare simile a prima vista.
Ci sono programmi safari turistici che prevedono tre parchi in tre giorni. 
Non è necessario essere esperti di safari per capire che date le comunque enormi distanze e dimensioni se si vuole vedere tutto in poco tempo necessariamente si dovrà vedere poco e velocemente.
Amboseli è un parco che dista circa 250 km dalla costa, poiché per raggiungerlo non ci sono autostrade ma si dovrebbero attraversare dei parchi, possibilmente anche facendo safari nel frattempo , se un programma safari ci impiega tre giorni per fare “un safari con Amboseli” ed un altro ce ne impiega invece cinque o sei ecco che sicuramente il tempo dedicato ai game drive necessariamente deve essere differente.
Un programma frettoloso dedicherà al massimo qualche ora di game drive ad un parco, a differenza di un programma che prevede itinerari più lunghi ed articolati su più giorni, anche se si tratta delle “stesse” tappe. 
Quindi quanto costa un safari? dipende.

PERNOTTAMENTI 

Ognuno conosce il proprio budget per il proprio safari. 
Questo non significa però che si debba pensare che ogni lodge o campo tendato sia equivalente.
La comune convinzione di stare a più stretto contatto con la natura andando in posti “spartani” è esattamente contraria alla realtà del safari. 
Sono proprio le “accomodations” più turistiche, quelli dei grandi numeri, a somigliare maggiormente a grandi hotel per turisti che a veri campi tendati in mezzo alla savana. 
Per stare su prezzi più bassi si devono utilizzare situazioni di grande ricettività, rivolte ad un turismo di massa, quindi enormi lodge dotati di tante camere, parcheggi lastricati, grandi ristoranti a buffet, piscine e a volte, ahimè, sale conferenze quando non addirittura gonfiabili per bambini…per quanto possa sembrare assurdo invece  alloggiare in vere tende in mezzo al nulla, con l’acqua della doccia scaldata sul fuoco viene a costare molto ma molto di più che non ricorrere a soluzioni turistiche di grandi capienze e di poco fascino.
Oggi il vero lusso è dato dai piccoli numeri e dall’esclusività dei luoghi.
Quindi l’equazione in safari è esclusivo uguale più piccolo e spesso più eco e più a contatto con la natura, mentre più economico è uguale a più turistico e meno autentico.
Anche alla luce di tutto questo la domanda “quanto costa un safari?” può avere solo una risposta: dipende.

TEMPISTICHE 

I safari prevedono dei ticket di entrata dei parchi. Il peso di questo costo può incidere notevolmente sul safari, soprattutto quando si paragonano offerte apparentemente “convenienti”.
Un ticket ha una durata di 24 ore, non un minuto di più, scattate le 24 ore scatta il pagamento del ticket successivo. Quindi per risparmiare in molti decidono di “stare a cavallo” del ticket con una notte, e per fare questo non si può fare altro che entrare tardi e uscire presto il giorno dopo. C’è chi “perde” tempo nei negozietti all’entrata e chi si inventa rientri via asfalto lunghissimi pur di non ripassare dentro al parco per non pagare un ticket in più.
Quando addirittura qualcuno decide di accedere ai parchi da lunghe e noiosissime strade asfaltate quando si potrebbe attraversare un parco in più per entrare al gate di quello successivo.
Anche chi non è esperto di safari può capire che le ore più fresche sono le migliori per avere la possibilità di vedere più “movimento” di animali. 
Entrare nel parco e cominciare a fare game drive nelle prime fresche ore del mattino ovviamente è diverso che entrare alle undici e correre verso il ristorante in tempo per il pranzo. 
E per quanto ognuno debba fare i conti con il proprio budget resta comunque da considerare il fatto che un safari non si fa proprio tutti i venerdi e dunque sarebbe opportuno spendere tutto il tempo ed i propri denari a stare dentro al parco , e non fuori. Tutto questo si traduce in costi diversi e dunque in prezzi finali diversi.  
Quanto costa un safari? dipende.

GUIDE

Il punto non è che tipo di guida scegliere. 
La prima domanda da porsi è se il safari prevede una guida o meno. 
Infatti in molti danno per scontato che debba esserci, ma molti programmi economici prevedono solo un autista privo di certificazioni a volte con un accompagnatore al fianco, dunque a questo punto il proprio safari potrebbe essere condotto da un autista con una discreta esperienza oppure da un semplice autista di taxi assunto all’occorrenza con l’animatore del villaggio al fianco!
Ma perché è necessario avere una guida in safari? 
Perché tutti sanno emozionarsi davanti ad un leone, ma se avrete una buona guida scoprirete che in safari ci si può emozionare anche di fronte ad un uccellino o trovare affascinanti piante e formazioni geologiche. 
Oltre al fatto che la vostra guida, se brava e preparata, potrà farvi scoprire cose che non immaginavate o che non avreste notato se foste stati da soli, soprattutto vi darà informazioni vere e non chiacchiere e storielle per turisti, che si parli di elefanti o di storia locale. 
E come per ogni viaggio od escursione, per quanto possa essere simpatico un animatore o un accompagnatore, rimarrà sempre un animatore o un accompagnatore, nessuno nasce con le informazioni riguardo la struttura sociale degli elefanti nel dna, sono cose che vanno studiate , sarebbe come dire che qualunque romano sarebbe in grado di accompagnare una visita guidata al Colosseo, o ogni egiziano potrebbe parlare con cognizione di causa di piramidi e mummie.
Una buona guida non lo è in quanto si autodefinisce tale o per nascita, ma perché enti preposti a garantire la qualità dei safari in Africa a questo scopo la hanno certificata tale meditante esami e corsi appositi. 
Ovviamente fare safari con un autista di taxi od un animatore ha un costo, fare safari con una guida dotata di determinate certificazioni ne ha un altro.
Quanto costa un safari? Dipende.

SICUREZZA E MEZZI 

Non ultimo il discorso dei mezzi utilizzati. 
Molte persone danno per scontato che i safari si facciano con mezzi fuoristrada. 
Ed in effetti questo accade nella maggior parte dei paesi africani, solo in Kenya ed in parte in Tanzania abbiamo invece la presenza dei minibus. 
Ed infatti solo il Kenya e la Tanzania hanno il fenomeno dei safari di massa a basso costo. 
Più economici all’acquisto,  più persone da ospitare all’interno e meno costi di manutenzione stanno alla base della scelta minibus. Il minibus è ormai associato ad una idea di safari mordi e fuggi di breve durata e rivolto agli ospiti dei villaggi turistici che intendono il safari come una piccola escursione dal mare e non come il cuore della propria vacanza in Kenya. Qualunque struttura, lodge o riserva possa permetterselo sceglie Land Cruiser o Land Rover per portare in safari i propri ospiti. Non si sono mai visti safari di alto livello effettuati utilizzando minibus. 
Per quanto le strade all’interno dei parchi siano ben tenute e solitamente non presentino problemi di percorrenza, durante le piogge o in caso di piste particolari, avere un fuoristrada da una sicurezza totalmente diversa permettendo di potersi districare anche in situazioni più complicate. 
Oltre al fatto che i bianchi minibus sono davvero un colpo per l’occhio quando punteggiano la savana rispetto alle auto solitamente di colore verde o beige e più fuse con l’ambiente circostante e sicuramente più in tono anche esteticamente con l’avventura safari. 
Ad esempio ci sono alcune zone nel Maasai Mara dove quasi non si incontrano minibus proprio perché i rocciosi guadi per raggiungerle sono troppo impegnativi per loro. Le auto attrezzate da game drive sono più alte ed inoltre molto più “aperte” con tetti e addirittura pannelli laterali che si aprono completamente proprio per dare la possibilità di “respirare il paesaggio” anche in movimento e non di doversi accontentare di un basso “posto finestrino” con un tettuccio apribile.
Tutti i mezzi hanno una assicurazione, questo è ovvio, anche con i safari più economici, solo un delinquente porterebbe in safari i propri ospiti privo di assicurazione. Ma l’assicurazione in questione spesso è solo una banale “ third party” ovvero una responsabilità civile a bassi massimali e inerente solo ai danni causato dal mezzo a terzi. 
Essere invece protetti da assicurazioni dedicate è molto importante durante una avventura come un safari, ed inoltre dovrebbe essere doveroso da parte dell’organizzatore stipulare una copertura per il servizio di evacuazione medica di urgenza Flying Doctor per ogni proprio ospite. 
Ma ben pochi lo fanno.
Quanto costa dunque un safari? Dipende.

Detto ciò quindi risulta evidente che dire ad esempio “Safari di quattro giorni a Tsavo ed Amboseli” può rappresentare molte cose diverse tra loro, esperienze totalmente diverse, a prescindere dal “abbiamo visto il leone” o meno, l’esperienza che rimarrà nei ricordi e la qualità del servizio per il quale si è pagato possono essere davvero diverse.
Ognuno ha il proprio budget col quale dover fare i conti, ma con le giuste informazioni la domanda da porre non dovrebbe più essere “quanto costa il safari” ma “ come mi fai fare un safari, dove mi porti, quanti ticket paghiamo, dove dormiamo , quante ore di asfalto e di vero game drive facciamo, chi ci accompagna e e a che ora entriamo nel parco”  , e solo allora si può decidere con tutte le informazioni a portata di mano, valutando su cosa e come ritenere irrinunciabile o cosa si può evitare per risparmiare in base a cosa si vuole fare esattamente. 
E così molti trovano più logico e conveniente magari fare un safari più breve ma magari fatto meglio, in ogni caso solo con le giuste informazioni si può scegliere come acquistare al meglio il proprio sogno di safari.
Safari Njema…buon safari!
 

TAGS: safari kenyatsavo kenya

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