Editoriali

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Vacanze in Kenya, la costa è ancora sicura?

Consigli e avvertenze contro superficialità e disinformazione

09-07-2026 di Freddie del Curatolo

Ogni estate è la stessa storia. Appena qualcuno prenota un volo e un transfer per Watamu, Malindi, Diani o per qualsiasi altro angolo di questa costa che sembra dipinta da un Dio di buon umore, spunta l'amico dell'amico che "ha sentito dire", quello che giura di conoscere uno che conosce uno che è stato rapinato tre volte in una settimana, possibilmente da una banda di ninja armati di machete e cattive intenzioni, quello che ha visto un filmato inequivocabile diventato “virale” più dell’ebola, che già ha fatto abbastanza danni di disinformazione.
E allora eccoci qua.
Perché, tra una foto di tramonti color mango e un mojito bevuto con i piedi nella sabbia, c'è chi mi scrive preoccupato: "Freddie, ma è vero che adesso a Watamu e Malindi ti rapinano appena esci dall'albergo?". Oppure: "Ho letto sui social che è diventato pericoloso come...". E qui ognuno completa la frase con il quartiere che gli fa più paura. Ci sono le baby gang africane simili a quelle sudamericane di Lambrate a Milano o i giovani coatti delle periferie romane che invece di andare ad ascoltare Ultimo (che alla fine non fa male a nessuno), sono i primi a stuprare turiste ed accoltellare passanti? Insomma, con tutta quell'Italia sbandierata da insegne di ristoranti e bar, e srotolata a suon di parole storpiate e luoghi comuni da beach boys e venditori della qualsiasi, ci sarà mica anche la stessa violenza?

La domanda è legittima. Le risposte lette su internet, molto meno.
In Italia conviviamo con gente che trasforma una fermata della metropolitana in un ring, con ragazzotti anche di buona famiglia che scambiano il coltello per un accessorio di moda e con cronache che, ogni mattina, ci ricordano che la violenza non ha nazionalità e bisogno del visto per soggiornare. E allora viene spontaneo chiedersi se, sotto le palme del Kenya, dietro i sorrisi dei beach boys, le bancarelle di parei e i cocchi freschi aperti col machete, si nasconda lo stesso copione.
La risposta non è un sì. Ma non è nemmeno un no da brochure pubblicitaria.
Perché il Kenya non è Disneyland e nemmeno Gotham City. È un Paese vero. Con i suoi problemi, le sue contraddizioni e le sue regole, spesso molto diverse dalle nostre.

Nel video qui sotto vi racconto come stanno davvero le cose. Senza allarmismi, senza slogan turistici e senza quell'ottimismo da catalogo che promette paradisi dove persino le zanzare chiedono permesso prima di pungere.
Rapine, piccoli furti, leggende metropolitane, errori che molti turisti commettono senza accorgersene…spesso qualche semplice accorgimento che fare la differenza tra una vacanza da ricordare e una da raccontare ai carabinieri... al ritorno.

Insomma, se state preparando la valigia per il Kenya, oppure avete sentito qualche voce di troppo e volete capire quanto c'è di vero e quanto di fantasioso, questo è il video che fa per voi.

Io, come sempre, preferisco raccontarvi il Kenya per quello che è davvero. Non quello che fa aumentare i click. Non quello che fa vendere pacchetti vacanza, ma neanche quello da frequentare a cuore troppo leggero.
Ci vediamo tra pochi secondi, qui sotto…o quando volete sul canale YouTube degli Italiani in Kenya.




 

TAGS: rapinefurtivacanzetutorialyoutubecanale

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