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Kenya quest'estate: le esperienze top

Cinque luoghi da vivere a luglio e agosto

31-05-2022 di redazione

C’è grande richiesta quest’estate per il Kenya, tornato ad essere destinazione forte tra le mete a lungo raggio, dopo i due anni di pandemia e la ripresa della fiducia nel viaggio di piacere.
Come confermano i siti di prenotazioni aeree e le principali agenzie di viaggio, la scelta dell’Africa è prioritaria ad esempio sull’oriente e paesi solitamente attrattivi come Thailandia e Indonesia (la guerra in Ucraina e l’instabilità del medioriente islamico non giocano di certo a loro favore).
A differenza degli anni passati, prima del fatidico febbraio 2020, c’è tanta voglia di partire già a luglio, in una stagione non propriamente “estiva” all’equatore, ma consigliata comunque per la bellezza della natura e per il clima invidiabile, specie a fronte dei continui contrasti di caldo umido e afoso e improvviso maltempo che ormai contraddistinguono l’Europa.
Ecco dunque una piccola graduatoria di cose da fare e da vedere nel luglio e agosto in Kenya.

 

1. GRANDE MIGRAZIONE NEL MAASAI MARA

Tra gli spettacoli a cui almeno una volta nella vita bisognerebbe assistere c’è senza dubbio la grande migrazione degli gnu dalla riserva del Maasai Mara in Kenya al parco del Serengeti in Tanzania, e ritorno. Il fenomeno naturale si verifica solitamente a partire da metà giugno fino a metà settembre.
Il Maasai Mara non è notoriamente una meta economica, ma il safari, anche al di là del movimento di migliaia di animali (non solo gli gnu ovviamente) e della magica e tragica traversata del fiume Mara, è qualcosa di straordinario. Dalla costa è consigliabile raggiungere la riserva in aereo, direttamente o anche a Nairobi e da lì proseguire con il fuoristrada. Dall’Italia si può organizzare arrivando a Nairobi.

(foto di Paolo Torchio)

2. ARCIPELAGO DI LAMU

La “Venezia Araba” del Kenya, all’estremo nord della sua costa, è un piccolo paradiso di relax senza troppi riferimenti alla civiltà contemporanea. Basti pensare che non vi circolano automobili e solo pochi anni fa è stato permesso alle motociclette di muoversi. Lamu è una delle più antiche cittadine della costa swahili e vive ancora di tradizioni, come quella di utilizzare gli asini, che vagano tranquillamente per i vicoli dell’isola, come mezzo di trasporto e lavoro. Il mare è meraviglioso e le isole si possono visitare a bordo degli storici dhow, le caratteristiche imbarcazioni swahili. Snorkeling e passeggiate sulle lunghe bianche spiagge di Manda e Shela sono momenti indimenticabili, così come scoprire angoli, architetture e artigianato dell’arcipelago, prima che il progresso e il progetto del grande porto internazionale possano anche solo in parte rovinare tutto.

3. MIDA CREEK

L’ecosistema marino delle mangrovie è una delle possibili salvezze del pianeta. La riforestazione delle piante acquatiche che ancora abbondano in alcuni luoghi poco contaminati del Kenya, protegge dai cambiamenti climatici e permette la riproduzione di specie ittiche che nutrono il mare e la terra, oltre a costituire fonte di sostentamento e di guadagno per l’uomo.
Ma a parte le questioni etiche e ambientali, paradisi come il Mida Creek a sud di Watamu sono per prima cosa da vivere, da respirare come fonti di serenità ed appagamento dello sguardo e dell’anima.
Un’escursione marina in barca, con le tradizionali canoe o con gli splendidi dhow, un aperitivo al tramonto o un approdo in uno dei ristorantini in cui assaggiare i fantastici granchi di mangrovia o le piccole e gustose ostriche, è un “must” per chi soggiorna nelle destinazioni turistiche della Contea di Kilifi.

4. PARCO NAZIONALE DI TSAVO EST

Se a luglio nei parchi e nelle riserve a nord del Paese il clima è un po’ più rigido che nel resto dell’anno, luglio e agosto per gli amanti della natura selvaggia sono mesi ottimi per visitare lo Tsavo Est, il parco alle porte di Malindi e Watamu ma raggiungibile anche da Mombasa e da Diani, attraverso l’ingresso di Buchuma sull’autostrada Mombasa-Nairobi e quello di Manyani arrivando da Tsavo West, Amboseli o dalla Capitale. La meraviglia delle varie scenografie del parco, dalla verde piana di Aruba traboccante di elefanti alle rocce rosse di Mudanda, fino alle cascate di Lugards e al corso del fiume Galana, tra ippopotami, coccodrilli e tutti gli animali in abbeveraggio, sono uno spettacolo così vicino alla civiltà ma così infinito e lontano dal presente che è un’esperienza in cui tuffarsi, con prezzi sicuramente più accessibili rispetto ad altre oasi di natura in Kenya.

5 SABAKI RIVER E MARAFA

I dintorni di Malindi aggiungono bellezza e incanto ad una destinazione turistica conosciuta per le sue molteplici sfaccettature, la sua storia e le diverse culture che la compongono e si intrecciano in armonia. A pochi chilometri dal centro, ad esempio, c’è la foce del fiume Sabaki che in questo periodo dell’anno vede rifiorire le sue piante grazie alle piogge di maggio e giugno e che come ormai consuetudine si riempie di fenicotteri, che una volta erano prerogativa solo delle regioni dei grandi laghi della Rift Valley. Accanto allo spettacolo cromatico e romantico dei “flamingo” ci sono gli ippopotami e gli spettacolari baobab, tra cui quello storico sotto il ponte sul fiume, che si può visitare per conoscere la leggenda che lo riguarda, con le guide che lo proteggono e gestiscono anche un ristorantino con gamberi di fiume e specialità di mare. Una mattinata ed un pranzo al Sabaki e poi si può proseguire per le famose “cucine del diavolo” di Marafa, le “Hell’s Kitchen”, un fenomeno carsico tipo canyon che all’ora del tramonto assume colori particolari e trasporta dentro un romanzo fantasy. Questo è il miglior periodo dell’anno per visitare le “Hell’s Kitchen”, perché solitamente le temperature di giorno superano i 40 gradi.

 

 

TAGS: agostoluoghimarafatsavomaasai maramida creeklamu

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