KENYA NEWS
22-06-2026 di Freddie del Curatolo
La polizia keniana ha assicurato che garantirà la sicurezza dei cittadini durante le manifestazioni previste per il prossimo 25 giugno, organizzate per ricordare le vittime delle proteste antigovernative del 2024 e del 2025.
Due anni dopo l'assalto al Parlamento che sconvolse il Kenya e attirò l'attenzione del mondo, il Paese si prepara a una nuova giornata destinata a entrare nella storia. Il prossimo 25 giugno migliaia di persone sono attese nelle strade delle principali città per commemorare le vittime delle proteste contro il governo e chiedere giustizia per chi ha perso la vita negli ultimi due anni.
Le cicatrici lasciate dalle proteste del 2024 sono ancora visibili nella memoria collettiva dei keniani, e la data scelta non sarà soltanto una croce sul calendario, ma il simbolo di una generazione che ha sfidato il potere pagando un prezzo altissimo, ovvero decine croci vere e proprie.
Per questo la mobilitazione annunciata in tutto il Paese si presenta come una giornata di memoria, ma anche di riflessione sul rapporto tra cittadini, istituzioni e forze dell'ordine.
Parlando a Mombasa, il vice ispettore generale della polizia Eliud Lagat ha dichiarato che sono già state predisposte adeguate misure di sicurezza per consentire ai cittadini di svolgere le proprie attività senza timori e per permettere lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche.
Secondo Lagat, chi parteciperà alle proteste in modo ordinato non avrà nulla da temere, mentre saranno perseguiti coloro che tenteranno di provocare disordini o episodi di violenza. Il dirigente della polizia ha ribadito che la pace e la sicurezza pubblica restano una priorità e che eventuali atti vandalici o aggressioni saranno affrontati con decisione dalle forze dell'ordine.
Lagat ha inoltre rivolto un appello ai giovani affinché non si lascino strumentalizzare da politici o gruppi interessati a provocare scontri e danneggiamenti. Un riferimento che arriva in un momento in cui le autorità denunciano un crescente utilizzo di bande giovanili nelle competizioni politiche locali, in vista delle elezioni generali del 2027.
La polizia ha anche annunciato di aver intensificato le operazioni contro le organizzazioni criminali che potrebbero tentare di sfruttare le manifestazioni per compiere saccheggi o altri reati.
Le commemorazioni del 25 giugno sono state promosse da attivisti per i diritti umani, organizzazioni della società civile e leader dell'opposizione. L'obiettivo dichiarato è ricordare le persone uccise durante le proteste che esplosero contro la contestata legge finanziaria del 2024 e le successive manifestazioni che hanno attraversato il Paese fino a quest'anno.
Uno dei portabandiera della manifestazione è l’attivista leader della Gen Z, Boniface Mwangi, più volte arrestato e maltrattato negli ultimi anni, addirittura torturato in Tanzania, che ha da poco annunciato la sua candidatura a presidente alle prossime elezioni del 2027.
A lui si associano inevitabilmente le immagini dell'assalto al Parlamento di Nairobi del 25 giugno 2024, quando migliaia di manifestanti riuscirono a superare le barriere di sicurezza e a entrare nel complesso legislativo mentre i deputati stavano discutendo e approvando la controversa legge finanziaria. La repressione delle proteste provocò decine di morti e centinaia di feriti, aprendo una delle più gravi crisi politiche della presidenza di William Ruto.
Non tutti, però, condividono l'opportunità della nuova mobilitazione. Alcuni esponenti vicini al governo e dirigenti dell'ODM, il partito storicamente guidato dal defunto Raila Odinga e oggi alleato dell'esecutivo tramite l’ala del fratello Oburu, hanno invitato i propri sostenitori a non partecipare alle manifestazioni.
Tra questi la governatrice di Homa Bay e presidente nazionale dell'ODM, Gladys Wanga, che ha criticato gli organizzatori sostenendo che dietro l'iniziativa vi sarebbero interessi politici più che la volontà di rendere omaggio alle vittime.
Nonostante le divisioni politiche, tutto lascia prevedere una partecipazione significativa. Per molti keniani il 25 giugno rappresenta infatti non soltanto il ricordo di una tragedia nazionale, ma anche la richiesta di verità e responsabilità per le morti, le sparizioni forzate e gli episodi di violenza attribuiti alle forze di sicurezza durante le proteste degli ultimi due anni.
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