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Udienza surreale in Kenya: falso avvocato difende falsi avvocati

Giudici increduli a Kisii, anche questa è Africa...

01-11-2025 di Freddie del Curatolo

C’è una giustizia che non dorme mai, , e quindi non sogna se non a occhi aperti. e poi c’è quella che a Kisii, nel cuore del Kenya occidentale, a volte sembra sognare a occhi aperti. Giovedì 30 ottobre, nei tribunali della cittadina collinare, si è consumata una scena degna di un film di Nollywood: tre finti avvocati portati in aula per rispondere dell’accusa di... fare gli avvocati senza esserlo.

Fin qui, tutto normale, almeno per gli standard africani dell’assurdo. Ma il vero colpo di scena è arrivato quando uno dei tre imputati, salito sul banco degli accusati, si è presentato con un difensore. Solo che anche il difensore — un certo Peter Ngeri Ouma — era un finto avvocato. Un professionista del “quasi”, un esperto di cause perse in partenza.

Davanti al magistrato Benard Omwansa, Ouma ha tenuto duro finché ha potuto, discutendo con il pubblico ministero come un legale navigato, finché — incalzato dalle domande — non ha dovuto confessare: “In realtà non ho un certificato di pratica valido. L’ho richiesto, ma non mi è ancora arrivato.” Una frase che in un tribunale keniota suona come “il cane mi ha mangiato la laurea”.

A quel punto il magistrato, forse stanco del teatro, ha invitato la polizia a “prendersi cura” del finto difensore e accompagnarlo gentilmente fuori dall’aula. “Senza certificato non hai diritto di parola”, ha sentenziato con quella calma glaciale che solo i giudici e i medici africani riescono a mantenere davanti al caos.

I tre falsi avvocati — quelli veri, nel senso che sono davvero falsi — sono stati rilasciati su cauzione da 50.000 scellini ciascuno. Il processo riprenderà il 13 novembre, data in cui forse scopriremo se qualcuno dei tre avrà nel frattempo trovato un avvocato autentico (impresa più ardua di quanto sembri).

Nel frattempo, la Law Society of Kenya di Kisii ha promesso di continuare la caccia ai finti legali, avvertendo che “non si nascondono solo nei cybercafè, ma dappertutto”. Già, perché nel Paese dove anche i matatu promettono Wi-Fi e aria condizionata che non esistono, c’è sempre qualcuno pronto a offrirti giustizia... a buon prezzo e senza ricevuta.

TAGS: giustiziaavvocatoudienzafalso

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