EDITORIALE
05-11-2025 di Freddie del Curatolo
A distanza di decenni, migliaia di tramonti e infinite versioni della stessa storia, in Kenya non è cambiato nulla.
Soprattutto sulla costa, dove le maree portano e riportano i soliti copioni come conchiglie consunte.
“Lei è diversa da tutte le altre”, continua a dire il pensionato europeo col sorriso abbrustolito dal sole e la camicia aperta sul petto bianco.
E lo dice ancora convinto, anche ora che, con la parità dei sessi e delle illusioni, finalmente pure lui è diverso da tutti gli altri.
Anzi, diciamolo: è uguale a tutti gli altri che si credono diversi da noi.
E va bene così. O almeno, facciamo finta.
Lo “zoccolo duro” della costa — rigorosamente maschile, e sì, anche zoccolo, in mancanza della pilloletta azzurra — continua a ripetere la formula magica con cui si giustifica ogni colpo di fulmine intercontinentale.
La scena è sempre la stessa: un baby-pensionato dallo sguardo beato e i neuroni andati in ferie permanenti, mano nella mano con una ventenne sinuosa di Nairobi.
Lui sorride come chi ha vinto alla lotteria, lei come chi ha finalmente trovato il biglietto giusto.
E puntuale, tra una birra e un piatto di calamari, arriva la frase rituale:
“Lei è diversa da tutte le altre.”
Già, ma da quali?
La frase in sé è già un manifesto difensivo, una mezza ammissione.
Come dire: “Sì, lo so come funziona qui, ma questa volta è diverso.”
E allora, invece di ridere alle spalle del nuovo Romeo di Watamu, proviamo a capire.
Perché l’amore, o ciò che ne resta, è sempre una faccenda seria.
“Lei non è la solita avventura da beach-party,” spiega lui, gonfiando il petto come un tacchino emozionato.
“Ah no?”
“No, Jasmine l’ho conosciuta in banca.”
“In banca?”
“Eh sì. Stava mandando soldi a sua sorella per pagare gli studi della nipote.”
“Che anima nobile.”
“Già! E pensi che lavorava da uno svizzero come contabile, ma quello, il maiale, ci provava e lei ha dovuto licenziarsi.”
“Che sfortuna.”
“Già, ma poi ha incontrato me. E io lei. Viviamo insieme e forse ci sposeremo.”
Ecco servita la fiaba tropicale versione costa keniota.
Lui, vedovo o divorziato, con una pensione sufficiente a sopravvivere in Europa ma regale in Africa.
Lei, bellissima, povera e con un talento naturale nel riconoscere il profumo del deodorante “Old Spice” come segno del destino.
Un incontro, insomma, tra due solitudini che hanno smesso di credere ai sogni ma non alle opportunità.
Dietro Jasmine c’è la storia di troppe ragazze nate con la sola arma della bellezza, cresciute in case dove l’infanzia finisce troppo presto e il padre è spesso il primo nemico.
A diciott’anni scappano verso il mare, seicento chilometri di speranza, e si reinventano.
Niente di nuovo, niente di scandaloso: è la biografia non autorizzata del mondo.
Anche in Italia le veline non sono nate sugli alberi, e molte signore rispettabili hanno scalato la vita aggrappandosi a un portafoglio.
Solo che a Malindi la sabbia è più sottile e i moralisti più abbronzati.
Jasmine, almeno, non si è persa nei labirinti della notte.
Non si è arresa al rum e alla lascivia dei beach boys.
Ha scelto una via più lineare: trovare un uomo stabile, possibilmente bianco, possibilmente solvibile, possibilmente innamorato.
E in fondo, perché biasimarla?
Tra una stanza in affitto con bagno comune e una casa con i sanitari veri, la scelta non è così filosofica.
Quanto a lui — il nostro innamorato mediterraneo in esilio volontario — anche lui ha bisogno di lei.
Forse per curare un cuore ammaccato da un divorzio, forse per riscoprire la giovinezza che gli è rimasta incastrata nel ’78, o forse solo per sentirsi ancora desiderato.
E Jasmine glielo fa credere benissimo, con la grazia di chi ha capito che l’amore, a volte, è solo un linguaggio da imparare in fretta.
“Non puoi capire,” dice lui agli amici del bar, “mi sento di nuovo un ragazzino.”
Il Viagra fa il resto.
La verità è che lei non è diversa da tutte le altre.
È semplicemente più saggia, più pragmatica, più allenata alla sopravvivenza.
Sa sorridere anche quando pensa ad altro.
Sa che il suo compagno avrà un libretto pensionistico e un conto in scadenza, ma anche che per qualche anno può regalarle una casa con la televisione, un’automobile, e magari la possibilità di mandare soldi a quella famosa nipote.
E lui, tutto sommato, non è neanche un mostro.
È solo un uomo che ha trovato un po’ d’affetto dove la vita costa meno e il tempo scorre più lento.
A volte si illude, a volte ci crede davvero.
E noi?
Noi siamo qui, ogni stagione, a raccontarci la stessa storia come se fosse nuova, come se non sapessimo già il finale.
Perché alla fine, più che lei o lui, è il mondo a non essere mai diverso da tutti gli altri.
Solo più caldo, più ironico, e con vista sull’oceano.
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