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Kenya, la carica degli aspiranti presidenti

Sono 55, di cui la maggior parte indipendenti

10-05-2022 di Freddie del Curatolo

“Mamma, dovrei candidarmi come presidente?”
La domanda della famosa canzone dei Pink Floyd “Mother” che riecheggiava pochi giorni fa per la festa di chi ci ha messo al mondo, sembra essere stata formulata ed avere avuto una risposta affermativa da un nutrito gruppo di cittadini keniani, il più alto di sempre per un paese africano che, in vista delle elezioni, presenta i propri pretendenti al “trono”.
Sia ben chiaro, non tutti potrebbero avere i requisiti che sono al vaglio della commissione elettorale, ma secondo la stessa commissione, su cui è calata da settimane la spada di Damocle di un superlavoro che in un caso o nell’altro non sarà mai apprezzato dalla classe politica, nemmeno il due candidati con le maggiori (forse meglio dire “uniche”) chance di vittoria avrebbero ancora il via libera, specialmente per la caterva di petizioni che ne chiedono la non eleggibilità.
In ogni caso, ben 46 aspiranti alla poltrona più importante del Kenya si sono presentati come indipendenti e a questi si aggiungono i 9 candidati che fanno capo ad un partito.
Oltre a Raila Odinga (ODM e alleanza Azimio la Umoja) e William Ruto (UDA e alleanza Kenya Kwanza) ci sono l’imprenditore Jimmy Wangigi (Safina party), il governatore di Murang'a Mwangi Wa Iria (partito Usawa Kwa Wote), il Dr. Ekuru Aukot della Thirdway Alliance, che era anche nella corsa del 2017, David Mwaure Waihiga del partito Agano, Japheth Kaluyu del Unified Change Party (UCP) e il pittoresco professor il George Wajackoyah del Roots Party, il partito dei rastafariani che chiedono la legalizzazione della marijuana.
Tra gli indipendenti molti sono avvocati, professori universitari e imprenditori di diversa caratura, c’è anche un noto cantante gospel, Reuben Kigame, e il pastore protestante David Githii, oltre ad una business woman molto seguita sui social, Grita Muthoni, che avrebbe dovuto rappresentare il partito Ford Asili ma non è stata considerata. Si presenta anche il figlio di Joe Nyaga, un ex politico che nel 2017 aveva scelto di candidarsi come indipendente e nel frattempo è mancato. Jeremiah Nyaga cercherà di eguagliare il numero di voti del padre, che è stato il più votato tra chi si presentava sciolto da ogni partito, con più di 42 mila voti. Gli altri, ed erano meno di dieci, si erano fermati tra i 13 mila e i 40 mila, compresi Nazlin Omar, Nixon Kukubo, Muthiora Kariara che si ricandidano anche quest’anno e il professor Japheth Kaluyu che arrivò quinto nel 2017 e vive da tempo negli Stati Uniti. La lunga lista di contendenti presidenziali, se approvata dalla IEBC, sarà anche un incubo per la sicurezza: ad ogni candidato e al suo compagno di corsa deve essere garantita la sicurezza 24 ore su 24, con ufficiali assegnati a proteggere loro, i loro uffici e le loro case dalla data di approvazione della IEBC alla conclusione delle elezioni generali del 9 agosto.
Se uno dei candidati presidenziali o dei loro compagni di corsa dovesse morire, le elezioni del 9 agosto saranno annullate e sarà fissata una nuova data, in linea con le disposizioni dell'articolo 138(8b) della costituzione.
La nuova data, se si verificasse un tale rinvio, sarebbe entro 60 giorni dalla precedente data delle elezioni fissata, cioè entro il 9 ottobre.
La costituzione richiede anche che i candidati presidenziali siano cittadini kenioti di nascita, che si qualifichino per l'elezione come membri del parlamento, che siano nominati da un partito politico o che cerchino il lavoro più importante del paese come candidati indipendenti, e che siano nominati da almeno 2.000 elettori registrati in almeno 24 contee su 47.
I 55 candidati presidenziali presenteranno i loro documenti di candidatura a Chebukati da domenica 29 maggio a lunedì 6 giugno.
E non è tutto, c’è chi non aspira ad arrivare così in alto si è candidato per fare il Governatore di una contea (ben 106) il Senatore della Repubblica (147), il deputato (addirittura 958) e il consigliere di contea. Praticamente una cittadina: 5.845 anime.
Tutti ovviamente spinti dal desiderio, dall’impellenza di fare il bene della nazione, eradicare la povertà, eliminare la corruzione e cambiare finalmente questo paese. Con buona pace delle loro madri.

Intanto nella terza puntata del nostro video-avvicinamento alle elezioni 2022 in Kenya, parliamo di uno dei due candidati che se la giocano: il popolare, controverso e (per ora) favorito per la vittoria finale William Ruto.
 

 

TAGS: politicacandidatipresidenteelezionivideo

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