L'angolo di Freddie

SATIRA

Censimento italiani in Kenya: le specie in estinzione

Dopo la fauna, momento giusto per contare altri animali

10-05-2021 di Freddie del Curatolo

Come avete letto anche sul nostro portale, il Kenya ha lanciato nei giorni scorsi il primo moderno censimento della fauna selvatica presente nel suo territorio.
E’ un’operazione importante, direi fondamentale di questi tempi per organizzare al meglio la conservazione di specie minacciate dal progresso in tutte le sue forme (specie quelle involutive) e per rilanciare il turismo, azzerato dalle priorità della salute mondiale e da quelle delle grandi case farmaceutiche. Il censimento, ha detto il Governo keniano, riguarderà le specie iconiche e quelle in via d’estinzione.
Sarebbe il periodo giusto, visti i minimi storici di stranieri fuori dal proprio paese d’origine, per un altro importante censimento: quello degli italiani in Kenya.
Mai come dopo un anno e passa di lockdown, divieti di turismo ed altri blocchi fisici e mentali al viaggio, i nostri connazionali tra Nairobi e la costa, sono ridotti ai minimi storici.
Le specie iconiche per il naturale corso della vita stanno via via scomparendo e, se hanno figliato, spesso i loro eredi si sono trasferiti altrove, il ricambio generazionale è stato minimo e, nonostante nuovi arrivi che ancora devono adattarsi al climax subsahariano, il numero rispetto agli anni passati è esiguo. Oltretutto la tendenza è quella di non vivere più in branco, ma ognuno nella sua piccola savana. Di conseguenza molti animali italiani, che sarebbero anche interessanti da studiare, sono più difficili da trovare.
Per quanto riguarda le specie in via d’estinzione...per la grande maggioranza di esse siamo portati ad esclamare: “per fortuna!”.
Sappiamo che non è mai bene augurarsi la scomparsa di una specie animale, nemmeno quando si tratta della scolopendra o del ruzzolamerde, ma in questo caso ovviamente si parla solo di abbandono del suolo keniano...anche se a certi elementi che nel passato recente ci hanno reso così orgogliosi di essere figli della stessa Patria, augureremmo di tornare a ripopolare quegli ecosistemi di piccole isole come Sant’Elena, Ventotene o Alcatraz.
Altri invece li aspettiamo presto, perché comunque la varietà di mammiferi da sempre fa l'Africa una terra interessante e l'accoglienza è sempre una delle qualità dei popoli che da sempre la abitano e ne rispettano le tradizioni.
Vediamo in dettaglio le più famose specie di italiano in via d’estinzione in Kenya.

MANDRILLO VIAGRENSIS: Anche se molti di loro, nonostante l’età media, sono creature migranti e d’inverno non vedono l’ora di rimettere le stanche membra al caldo dell’equatore, attualmente sono rimasti pochi esemplari di questo animale italico dalle abitudini e tendenze non più collegate all’apparato riproduttivo. Come si sa, i mandrilli classici sono ghiotti di bacche e noccioline, il mandrillo viagrensis invece lo è di piccoli semi azzurri. Alcuni ne hanno fatto indigestione e sono passati a miglior vita, per tanti altri l’unica cura è a base di pugnette e whatsapp.

ORSETTO EVASORE: Di questo simpatico marsupiale (non per i cuccioli, ma per altri beni mobili) la cui comparsa dei primi esemplari sul suolo keniano risale alla fine degli anni Settanta, non c’è quasi più traccia. Più che la pandemia, tanti ne ha fatti fuori il vaccino contro i reati internazionali studiato a quattro mani dall’Interpol e dalla Polizia del Kenya. La collaborazione ha permesso alle forze dell’ordine locali di inoculare la prima dose (spesso senza la “o”) e alle autorità italiane di operare il richiamo. I pochi spelacchiati esemplari rimasti, compreso il rarissimo koala nano, non sembrano passarsela un granché bene.

IENA SORRIDENS:  E’ una delle specie d’importazione più recente, insediatasi tra Nairobi, Malindi e Watamu all’inizio del Millennio. Ha proliferato per anni sulle ali dell’ottimismo, facendo proseliti grazie alla sua affabilità. Tra animali della stessa razza, in un Paese straniero, la sua dentatura entusiasta suscita complicità e magari la voglia di fare una bella società o farsi coinvolgere in un affare da non lasciarsi sfuggire.
Si presenta spesso come un imprenditore serio e capace, intrallazzone il giusto, dedito ai piaceri della vita ma anche attaccato alla famiglia. La sua o anche quelle degli altri. Caratteristica principale è quella di mostrarsi amico e stabilire con te un rapporto di intimità e dolcezza, per poi a sorpresa sbranarti. Per vivere, la iena sorridens ha però bisogno che l’economia riprenda a girare, altrimenti la dolcezza non potrà trasformarsi in veleno e sarà il diabete a provocarne l’estinzione.

LEONE DA TASTIERA: Uno degli esemplari di più recente diffusione. La sua improvvisa scomparsa dal Kenya è dovuta esclusivamente ai lockdown. Attualmente vive in cattività, nel vero senso della parola, a giudicare dai versi con cui si esprime sui social.
La lontananza dal Kenya, dove più che un felino assumeva le fattezze del “babbuino babbione” (altra specie da studiare, ma da anni ci pensa un pool di studentesse ricercatrici dell’Università di Machakos) gli ha fatto crescere una folta chioma, probabilmente per nascondere la formazione di inconsapevoli corna.

BALENOTTERA BIANCA: Negli anni scorsi, le correnti marine facevano spiaggiare decine di questi cetacei originari del Mar Mediterraneo specialmente a Watamu. L’istinto di accoppiamento con tartarugoni neri è sempre stato uno dei motivi trainanti del flusso migratorio degli esemplari femmina, spesso di età e di forma indefinite e indefinibili. Molte di loro, costrette in angusti acquari di Milano e Roma, hanno provato in tutte le maniere di far migrare all’incontrario i tartarugoni che, per vari motivi, non hanno spostato i loro toraci, carapaci e muscoli retrattili dal Kenya.

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