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Vivere in Kenya per una famiglia italiana

Info, avvertenze e tipologie di vita sulla costa

22-03-2022 di redazione

Quanto può costare veramente vivere sulla costa del Kenya per una famiglia italiana?
Facciamo un esempio per quanto riguarda un nucleo familiare medio, genitori e due figli in età scolare. Uno/a di 8 e l’altro/a di 4, per dire.
Immaginiamo che questa famiglia abbia una rendita o che guadagni una certa somma mensile grazie a smart working, per adesso non prenderemo in esame la ricerca di una situazione lavorativa in Kenya, perché entrerebbero in gioco spese e meccanismi che non riguardano la pura e semplice economia quotidiana prolungata nel tempo.
Così come non considereremo l’abitazione come di proprietà, ma parleremo di affitti. C’è anche da tenere presente, ad esempio, che le spese di una villetta di proprietà con piscina, personale di servizio e di sicurezza, bollette di acqua e luce, equivalgono più o meno all’affitto di un appartamento in un residence dove molte delle spese sono incluse.
Come già fatto in precedenza per un articolo basato su connazionali “single”, abbiamo raccolto decine e decine di casistiche raccolte negli ultimi anni, esperienze “sul campo” e costi vivi su più livelli. Grazie a questi dati, abbiamo suddiviso le presunte nuove famiglie “expat” in Kenya in cinque categorie socio-economiche.
Prima però le spese che riteniamo indispensabili per affrontare questo eventuale cambio di vita.

ASSICURAZIONE SANITARIA: Il Kenya dal punto di vista assistenziale resta un paese del Terzo Mondo. La sanità pubblica è al limite dell’indecenza e non si può contare su di essa per le emergenze, benché qualche servizio essenziale venga corrisposto. Ogni regione (che qui si chiama Contea) ha comunque le sue strutture private per la fascia medio-bassa dei residenti, che possono garantire un primo soccorso o visite specialistiche. Per tutto il resto ci sono gli ospedali-azienda privati, solitamente gestiti da gruppi di origine indiana, che offrono servizi a livello di quelli occidentali con costi da clinica privata. Una banale operazione di appendicite o colecisti ad esempio può costare anche 2 mila euro, l’impianto di uno stent fino a 5 mila.
A questo punto si capisce quanto, specie in un nucleo familiare, convenga stipulare un’assicurazione sanitaria. In Kenya si consiglia di stipulare quelle per famiglia con copertura di 10 milioni di scellini (circa 80-90 mila euro) che costano circa 100 mila scellini all’anno. Si consiglia inoltre di iscriversi al servizio Flying Doctor di Amref (prezzo famiglia 50 euro l’anno) che in caso di incidente o grave malattia può trasportarvi in aereo all’ospedale richiesto o più vicino.

SCUOLA: Per agevolare l’apprendimento e l’inserimento dei figli nel sistema scolastico keniano, consigliamo sempre di far frequentare loro istituti che abbiano vocazione internazionale. Dove quindi non vi siano solo studenti keniani. Il rischio di far frequentare ai propri figli una scuola statale per soli keniani è che anche gli insegnanti spesso svolgano lezioni in kiswahili e non in inglese e che i vostri figli siano gli unici stranieri. Se da un lato può apparire inclusivo e “romantico”, dall’altro l’istruzione e l’adattamento potrebbero risentirne fortemente, al netto di altri problemi. Si consiglia quindi una scuola internazionale. Sulla costa se ne trovano diverse, a livello di primarie e pre-primarie (dai 3 ai 14 anni). Sono quasi tutte private. I prezzi possono variare dai 300 ai 1000 euro a trimestre. La scuola in Kenya inizia a gennaio e ha un mese circa di vacanza ogni tre di studio. I college, soprattutto le scuole secondarie, seguono invece il calendario occidentale, da settembre a giugno.

RESIDENZA: Per ottenere la residenza senza lavorare ufficialmente, occorre che uno dei due genitori (più facilmente il padre) chieda un permesso da “pensionato” o da rendita. Costa circa 1000 euro all’anno e si rinnova ogni 3 anni. Per ottenerlo bisogna dimostrare l’introito fisso di circa 1500 euro al mese tramite trasferimento bancario dall’Italia al Kenya, oppure una fideiussione di circa 20 mila euro all’anno. (Di legge sarebbero 2000 dollari e 24 mila dollari, ma il Governo keniano è abbastanza elastico sulle cifre, tradotte in scellini). Con tale permesso, il resto della famiglia sarebbe coperto dai cosiddetti “Dipendant Pass”, la cui richiesta costa circa 80 euro e valgono per l’intera durata del permesso del capofamiglia. Per chi volesse comunque mantenere la residenza in Italia, le spese possono essere più alte. Ogni sei mesi, infatti, bisogna recarsi all’estero per almeno 5 giorni, quindi c’è da considerare spostamenti con 4 biglietti aerei più soggiorno. La soluzione più ravvicinata ed economica è Addis Abeba in Etiopia (biglietto A/R circa 300 euro a testa, soggiorno in Air BnB per famiglia circa 200 euro per 4 notti).

TIPOLOGIE DI VITA IN KENYA:

1. FAMIGLIA ALL’AFRICANA
Appartamento nei quartieri locali poveri (Ngala 4, Muyeye o Mtangani a Malindi, Timboni a Watamu) da 120 euro al mese (due camere, soggiorno, bagno e cucina), bolletta luce 10 euro circa. Alimentazione a base di polenta e verdure, fagioli e chapati, parti meno nobili della carne, uova e frutta. Spesa rigorosamente al mercato o negli shop locali, nessun prodotto d'importazione e cibo italiano. Niente televisione o comunque senza decoder e parabola, cucina a carbone alternata con piccola bombola di gas (prezzo 10 euro al mese), spostamenti in boda-boda. Da bere, acqua del rubinetto fatta bollire, una "soda" ogni tanto. Partner o vicini di casa che aiutano saltuariamente a lavare e pulire. Telefonino semplice o smartphone con molta attenzione alle tariffe più convenienti per chiamare con whatsapp. Spese rilevanti di cui gli italiani difficilmente possono fare a meno: carta igienica, shampoo, assorbenti per le donne-ragazzine, antizanzare.
COSTO MENSILE: 600 euro circa

2. FAMIGLIA INTEGRATA
Appartamento nei quartieri della piccola borghesia locale (Majengo, Central, Shella a Malindi, Kilifi Town, Mtwapa) 150/200 euro al mese, bolletta luce 20 euro, acqua 5 euro.
Alimentazione nei ristorantini locali (prezzo medio 2 euro a testa a pasto) o riso, verdure, carne e pesce non nobile (taffi, kumbu), frutta. Spesa al mercato o negli shop locali, nessun prodotto di importazione. Cucina a gas. Televisione con canali locali, spostamenti anche in tuk-tuk. Da bere, acqua minerale economica, una soda e una birra ogni tanto. Houseboy saltuario per lavare e pulire. Smartphone con attenzione alle tariffe economiche internet. Spese rilevanti come sopra.
COSTO MENSILE 900 euro circa

3. FAMIGLIA “MZUNGU” RISPARMIATRICE

Appartamento o porzione di villetta in residence (da 300 a 400 euro al mese, con bollette intorno ai 50 euro), spesa per cibi anche importati (ogni tanto salumi, formaggi), verdure conosciute: melanzane, broccoli, cavolfiore, spinaci. Spesa nei supermercati indiani e nei negozietti di frutta e verdura in cui parlano l’italiano. Cene in ristoranti africani di discreto livello e una volta alla settimana una pizza italiana. Cucina a gas. Televisione con decoder per prendere anche Rai Italia. Spostamenti in tuk-tuk. Da bere, talvolta anche vino sudafricano o cileno o le offerte degli importatori italiani. Houseboy, smartphone con tariffa fissa.
COSTO MENSILE: 1250 euro circa

4. FAMIGLIA ITALIANA COMODA

Villetta indipendente con piscina in affitto (600/800 euro al mese, bolletta luce 200 euro, acqua 50), alimentazione varia (pesce, carne, crostacei, prodotti italiani, vino), televisione con abbonamento Rai Italia, internet wi-fi, cene in ristoranti italiani di buon livello, giornate in spiagge organizzate come Rosada o Malaika Beach a Malindi e Paparemo a Watamu. Bambini iscritti a corsi di tennis o di kitesurf, genitori a golf. Weekend in safari ogni tanto. Acquisto di automobile preferibilmente giapponese per gli spostamenti. Houseboy e servizio di security.
COSTO MENSILE: 2000 euro circa

5. FAMIGLIA DI NABABBI

Villetta in zona residenziale turistica (Casuarina a Malindi, Ocean Breeze, centro a Watamu, Bofa Beach a Kilifi), acquistata, con piscina. Alimentazione di pesce, crostacei, filetto di carne, verdure non indigene (carciofi, asparagi, finocchi ecc…), pesce, salumi, prodotti italiani d’importazione, vini italiani. Spesa nei supermercati possibilmente occidentali, cene in ristoranti di buon livello due-tre volte a settimana, cene a casa con ospiti e festicciole. Giornate al mare quasi quotidiane in stabilimenti balneari e serate nei locali o al casinò. Houseboy, giardiniere, askari. Televisione con abbonamento “premium”, internet wi-fi . Fuoristrada di proprietà, safari quando se ne ha voglia. Facilities per i ragazzi e comodità europee.
COSTO MENSILE: da 3500 euro in su

IMPORTANTE: I costi si intendono al netto di qualsiasi inconveniente (medicine, riparazione automobili, usura elettrodomestici ecc…). Per questo converrebbe aggiungere un bonus mensile dai 150 euro della prima categoria ai 1000 della quinta.

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