Editoriali

EDITORIALE

Cosa ci si aspetta nel 2023 in Kenya

Tra priorità e ripresa definitiva del turismo

01-01-2023 di Freddie del Curatolo

L’anno appena trascorso,  che abbiamo raccontato giorno per giorno come facciamo da ormai 15 stagioni a questa parte, ci ha lasciato in dote diversi aspetti, spesso divergenti. Uno riguarda la sicurezza nazionale e il comportamento esemplare dei keniani prima, durante e dopo le elezioni presidenziali che erano state viste, particolarmente da certa stampa straniera, come una possibile polveriera per esplosioni di violenze e caos.

Non è andata così, il paese ha capito, assorbito e si è votato alla pace e ai propri interessi che vengono prima di quelli dei politici, anche di chi avrebbe voluto aizzarli.
Il secondo aspetto riguarda la grave crisi economica del paese che il nuovo governo dovrà cercare di riaddrizzare, senza riversare sui cittadini il debito pubblico sempre più pesante e cercando di far convergere aiuti internazionali in maniera equilibrata (specie nella disfida tra Usa e Cina) concentrandosi su quello di cui il Kenya e la sua popolazione ha bisogno.
I cambiamenti climatici stanno mettendo in ambasce i keniani. La perdurante siccità ha toccato in maniera viva e quasi letale le due principali fonti di sopravvivenza del Kenya rurale, che rappresenta ancora più della metà del suo popolo: agricoltura e allevamento. La moria del bestiame è ormai un fatto evidente e bisogna ovviare per prima cosa a questo aspetto, tenendo conto che verso la fine dell’anno sono apparsi anche i primi casi di denutrizione di vecchi, madri e bambini e che nel nord del paese si inizia a morire di stenti.

Cosa può fare il ritorno del turismo, che si è già palesato in maniera positiva ad agosto e soprattutto durante le feste di fine anno? Innanzitutto riattivare l’indotto di tanti posti di lavoro, diretti o collegati alle attività turistiche. Speriamo che il 2023 sia l’anno del definitivo riassestamento dopo i danni del periodo pandemico. In secundis, riportare valuta straniera contante che può mitigare gli effetti nefasti dell’inflazione, resa ancor più gravosa dallo scoppio della guerra in Ucraina.
Quindi ci aspettiamo, pensandola positivamente, la fine del conflitto voluto da Putin e la ripresa dell’import-export da e per il Kenya, l’assestamento degli ingressi nel paese a livelli del 2019 e la voglia e la capacità del paese e dei suoi nuovi governanti di riprendere il processo di crescita che era in divenire.
Inutile citare le tante possibilità di miglioramento: burocrazia, infrastrutture, facilitazioni per le imprese e per chi vuole investire, ma anche per pensionati e residenti.
Prima, però, riportare il cibo a prezzi abbordabili per la povera gente e permettere a tutti di tornare a coltivare la terra, allevare il bestiame e trovare un lavoro. Senza dimenticare l’accesso ad una sanità migliore e gli interventi nel settore dell’istruzione.
Che il 2023 sia per il Kenya l’anno della vera ripartenza.

 

TAGS: kenya 2023anno kenyaturismoeditoriale

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