KENYA NEWS
17-03-2026 di Freddie del Curatolo
In Africa orientale la mobilità quotidiana ha quasi sempre due ruote, un rombo di motore e ogni tanto un casco, più spesso appeso al manubrio che in testa al conducente. Sono i boda boda, il mezzo di trasporto più diffuso nelle città e nei villaggi, la spina dorsale di milioni di spostamenti ogni giorno.
Ed è proprio pensando a questo esercito di motociclisti che una giovane azienda nata tra Kenya e Uganda sta cercando di cambiare il futuro del trasporto urbano. La startup Zeno ha annunciato di aver raccolto circa 25 milioni di dollari da investitori internazionali per aumentare la produzione delle proprie motociclette elettriche e ampliare la rete di punti dove ricaricare o sostituire le batterie.
L’idea è semplice: adattare la mobilità elettrica alla realtà africana, dove aspettare ore per una ricarica non è sempre possibile e dove la moto è spesso uno strumento di lavoro prima ancora che un mezzo di trasporto.
Per questo Zeno ha puntato su un sistema di batterie intercambiabili. Invece di fermarsi a ricaricare, i conducenti possono sostituire rapidamente la batteria in apposite stazioni e ripartire quasi subito.
La moto sviluppata dall’azienda, chiamata Emara, è pensata proprio per il lavoro quotidiano dei boda boda: autonomia intorno ai 100 chilometri e capacità di trasportare carichi pesanti, una caratteristica fondamentale per chi usa la motocicletta per consegne, trasporto passeggeri o piccole attività commerciali.
Fondata da un team di imprenditori e ingegneri con esperienze nel settore della mobilità elettrica, Zeno ha già iniziato a produrre le prime centinaia di motociclette e ha installato decine di punti di ricarica e scambio batterie tra Kenya e Uganda.
La domanda, assicurano dall’azienda, è già molto alta: migliaia di motociclisti e operatori di flotte sarebbero in lista d’attesa per passare ai nuovi modelli elettrici.
Il motivo è anche economico. In molti casi, spiegano gli operatori del settore, una moto elettrica può costare molto meno da mantenere rispetto a una a benzina, soprattutto in un periodo in cui il prezzo del carburante resta una delle voci più pesanti per chi vive di trasporto.
Non è un caso che negli ultimi anni il settore delle motociclette elettriche stia attirando sempre più investimenti in Africa orientale. Kenya, Uganda e Rwanda sono diventati uno dei laboratori più interessanti al mondo per la mobilità elettrica applicata alle due ruote.
Se l’esperimento funzionerà davvero lo diranno i prossimi anni. Ma una cosa è certa: sulle strade africane, dove milioni di persone dipendono ogni giorno dai boda boda, la rivoluzione elettrica potrebbe arrivare prima proprio da lì, dal rombo silenzioso di una motocicletta senza benzina.
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