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METEO E PREVISIONI

Il tempo matto di settembre anche in Kenya

Piogge sulla costa, freddo a Nairobi...e l'Africa è in Italia

22-09-2026 di Freddie del Curatolo

È settembre, in Kenya, e qualcuno potrebbe avere sbagliato calendario. A Nairobi si esce con una felpa sulle spalle, il cielo si chiude, piove quando non dovrebbe e la sera viene voglia di un piumone. Sulla costa, dove l’autunno è solitamente magnifico e dovrebbe accompagnare lentamente verso la stagione delle piogge, arrivano invece rovesci e giornate grigie. Dall’altra parte del mondo, in Italia, si guarda il termometro e si aspetta ancora l’autunno. È la meteorologia di questi anni: sempre più spesso sembra aver perso l’agenda.

Il Kenya con la felpa

La previsione del Kenya Meteorological Department per i prossimi cinque giorni conferma la sensazione di un settembre tutt’altro che lineare. Piogge sono attese in numerose contee del Paese, comprese Nairobi e Kiambu, dove sono previste precipitazioni leggere soprattutto tra domenica e martedì.

Più continue le piogge previste nelle contee centrali di Nyeri e Murang'a, mentre anche Nakuru, Narok, Kericho, Bomet, Nandi, Uasin Gishu, Laikipia, Kakamega, Vihiga, Bungoma e altre aree del Kenya occidentale e della Rift Valley potranno ricevere precipitazioni.

Non è risparmiata nemmeno la costa: Mombasa, Kwale, Kilifi e Lamu sono comprese nell'area interessata dai rovesci, generalmente leggeri, con episodi moderati soprattutto a Mombasa e precipitazioni previste a Kilifi per buona parte del periodo.

E poi c'è il freddo.

Kenya Met ha segnalato condizioni insolitamente fredde in alcune zone degli altopiani e del nord-est. A Nairobi le temperature notturne sono previste intorno ai 13-14 gradi, mentre in alcune zone degli altopiani centrali possono scendere ulteriormente. Non esattamente il Kenya da cartolina che si vende ai turisti in cerca di sole africano.

E adesso arriva El Niño

Il problema, o meglio l'interrogativo, è quello che potrebbe succedere da ottobre.

Le previsioni stagionali di Kenya Met indicano infatti una stagione delle piogge più umida della media tra ottobre e dicembre, con precipitazioni sopra la norma attese in gran parte del Paese. L'arrivo delle piogge non sarà però contemporaneo ovunque: alcune zone occidentali hanno già iniziato a ricevere precipitazioni, mentre Nairobi e altre contee centrali sono attese soprattutto tra la seconda e la terza settimana di ottobre. Sulla costa l'inizio significativo della stagione è previsto più o meno nello stesso periodo.

La parola che ricorre nei bollettini è El Niño. Ma, come hanno ricordato gli stessi meteorologi keniani, El Niño non significa semplicemente "pioggia". È un fenomeno climatico che nasce dall'anomalo riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale e che, attraverso una complessa catena di interazioni atmosferiche, può modificare i regimi delle precipitazioni anche a migliaia di chilometri di distanza. Se la Terra fosse una donna e il clima il suo stato ormonale, si potrebbe dire che siamo in una fase di pre-menopausa.

E quest'anno il fenomeno è considerato particolarmente intenso. Secondo le precedenti indicazioni di Kenya Met, c'era una probabilità molto elevata che l'El Niño raggiungesse una forte intensità e che persistesse almeno fino all'inizio del 2027. Ma la quantità di pioggia che arriverà realmente sul Kenya dipenderà anche da altri fattori, in particolare dall'Indian Ocean Dipole, l'oscillazione delle temperature superficiali dell'Oceano Indiano.

Previsioni sì, certezze no

Ed è proprio qui che la meteorologia torna ad assomigliare più a un'arte che a una scienza esatta.
Gli esperti hanno sottolineato che i modelli non sono ancora perfettamente concordi sull'esatto momento dell'inizio delle short rains e soprattutto sulla loro distribuzione. La combinazione fra El Niño, Indian Ocean Dipole e Madden-Julian Oscillation rende più difficile stabilire con precisione dove e quando si concentreranno le precipitazioni.

La tendenza generale, però, è verso un periodo più bagnato. E questo significa anche il ritorno delle parole che in Kenya si pronunciano sempre con una certa cautela: floods, landslides, food security.

Il Paese arriva infatti a questa stagione dopo mesi nei quali molte aree hanno sofferto condizioni di siccità e precipitazioni inferiori alla norma. Troppa poca acqua è un problema, troppa tutta insieme può diventarlo altrettanto.
Per agricoltori e allevatori, quindi, l'arrivo delle piogge rappresenta una buona notizia dopo le difficoltà degli ultimi mesi, ma anche un motivo per prepararsi a possibili precipitazioni intense e concentrate.

Dall'altra parte del mondo

Curiosamente, il quadro italiano sembra raccontare una storia quasi opposta.
Dopo un'estate eccezionalmente calda, con temperature elevate e un Mediterraneo che ha registrato valori particolarmente alti, anche l'inizio dell'autunno 2026 si presenta più caldo della media. Le analisi disponibili indicano temperature stagionali superiori alla norma, mentre sul fronte delle precipitazioni il quadro è molto meno definito.

Non è quindi possibile parlare di un autunno italiano necessariamente secco, ma piuttosto di una stagione nella quale le piogge potrebbero risultare irregolari e concentrate. Anche qui, insomma, la parola d'ordine sembra essere l'incertezza.

Il modello che si osserva sempre più spesso è quello di precipitazioni concentrate in episodi intensi e localizzati, alternate a periodi asciutti e temperature ancora anomale. Più che la vecchia alternanza ordinata delle stagioni, una specie di lotteria atmosferica nella quale può capitare di tutto e spesso tutto nello stesso mese.

Due emisferi, la stessa schizofrenia climatica

E così, mentre l'Italia aspetta il fresco quasi come un ospite che tarda ad arrivare, il Kenya sta già sperimentando giornate da maglione e ombrello.

A Nairobi qualcuno si lamenta del freddo. Sulla costa si guarda il cielo chiedendosi se sia già cominciata la stagione delle piogge. Gli agricoltori aspettano l'acqua, ma sperano che non arrivi tutta insieme. Gli operatori turistici osservano le nuvole con una certa apprensione, soprattutto pensando ai mesi di alta stagione.

E sopra tutto questo aleggia El Niño, il grande convitato di una stagione meteorologica che potrebbe essere molto più bagnata della norma.

Ma la vera partita deve ancora cominciare.
Da ottobre in poi il cielo potrebbe aprire le sue cateratte. Oppure distribuirle con quella proverbiale discrezione tropicale che fa piovere a dirotto in una valle e lascia asciutto il villaggio pochi chilometri più in là.
Perché anche nell'era dei satelliti, dei supercomputer e dei modelli climatici, l'Africa orientale conserva una piccola, ostinata parte del suo mistero: il cielo non ha ancora imparato a seguire le previsioni.

TAGS: tempometeoclimaNino

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