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Inondazioni, chiuse le vie aeree d'accesso a Mara e Amboseli

Dopo Nairobi, anche la savana minacciata dalle forti piogge

10-03-2026 di Freddie del Curatolo

Negli ultimi giorni le forti piogge che stanno colpendo gran parte del Paese hanno iniziato a creare problemi anche nelle aree protette più iconiche del Kenya. Il Kenya Wildlife Service (KWS) ha annunciato la chiusura temporanea della pista principale dell’aeroporto di Amboseli National Park, completamente allagata, e la contea di Narok sta monitorando anche quelle (non troppo consigliate) del Maasai Mara.

La pista, utilizzata ogni giorno da voli charter e piccoli aerei che trasportano centinaia di turisti diretti ai lodge del parco, è stata dichiarata impraticabile. Secondo il KWS, l’acqua accumulata a causa delle piogge torrenziali ha reso impossibili atterraggi e decolli in condizioni di sicurezza.

Per evitare lo stop totale ai safari, le autorità hanno indicato come alternativa la pista di Tawi, a circa cinque chilometri dal Kimana Gate, uno degli ingressi principali del parco. I voli turistici vengono quindi deviati lì, permettendo ai visitatori di raggiungere comunque Amboseli, anche se con qualche chilometro di pista fangosa in più prima di incontrare elefanti e zebre ai piedi del Kilimangiaro.

La situazione viene monitorata costantemente dal Kenya Wildlife Service, che ha promesso aggiornamenti non appena la pista principale tornerà praticabile.

Ma il problema, appunto, non riguarda solo Amboseli.

Già il 28 febbraio il KWS aveva avvisato che diverse strade all’interno dei parchi nazionali e delle riserve sono diventate impraticabili, scivolose o completamente sommerse. Nella stagione delle piogge capita spesso che le piste sterrate della savana si trasformino in lunghi nastri di fango rosso, ma quest’anno l’acqua sembra avere deciso di esagerare.

Il caso più drammatico si è verificato nel Masai Mara, dove un fuoristrada turistico è stato trascinato via dalle acque del fiume Mara tra il 25 e il 26 febbraio. Il veicolo stava tentando di attraversare il fiume ingrossato dalle piogge quando la corrente lo ha travolto. I soccorsi hanno tentato di recuperarlo, ma l’auto è rimasta intrappolata nelle acque torbide del fiume, in una zona popolata da coccodrilli. Alcuni dei passeggeri risultavano ancora dispersi nei giorni successivi all’incidente.

Quando il Mara si gonfia, del resto, non fa sconti. Lo stesso fiume che nei mesi secchi diventa il teatro epico della grande migrazione degli gnu, durante le piogge può trasformarsi in una corrente potente e imprevedibile.

Le conseguenze del maltempo non si limitano alle savane. Anche a Nairobi, oltre all'uomo che pur essendo l'artefice di gran parte delle inondazioni, causate dal cattivo drenaggio dei canali di scolo e dei fiumi pieni di immondizia, ha subito gravi perdite (fino a ieri 45 i morti),  la natura ha deciso di ricordare che, quando vuole, può riprendersi i suoi spazi. La Karura Forest è stata parzialmente chiusa il 6 marzo dal Kenya Forest Service: diversi sentieri vicino alle cascate, alle grotte e all’area picnic di Ruaka sono stati sommersi o resi pericolosi dall’acqua e dal fango.

Secondo il Kenya Meteorological Department, le precipitazioni intense continueranno almeno fino alla sera del 9 marzo, con temporali diffusi in gran parte del Paese. Nel frattempo la Kenya Red Cross ha confermato che le piogge hanno già provocato almeno 42 vittime a livello nazionale, tra allagamenti, frane e incidenti.

È il lato meno romantico della stagione delle piogge: quella che nei depliant turistici rende la savana verde e rigogliosa, nella realtà può trasformare piste, villaggi e città in un grande labirinto di acqua e fango.

Nel frattempo, tra Amboseli e Mara, gli elefanti continuano a camminare tranquilli nelle pianure allagate. Per loro non cambia molto.
Gli aerei, invece, devono aspettare che il cielo smetta di cadere sulla terra.

TAGS: AmboseliMaasai Marainondazioni

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