KENYA NEWS
13-03-2026 di Freddie del Curatolo
Per ora tutto fermo. Le nuove multe “istantanee” sulle strade del Kenya non possono essere applicate.
La National Transport and Safety Authority (NTSA) dovrà infatti aspettare: l’Alta Corte di Nairobi ha emesso un ordine che blocca temporaneamente l’applicazione del sistema automatico di sanzioni stradali basato su telecamere e notifiche digitali.
La decisione arriva dopo una petizione presentata da attivisti e avvocati che contestano la legittimità del sistema, sostenendo che le multe automatiche rischiano di punire gli automobilisti senza una revisione umana o senza passare prima da un tribunale.
In pratica, secondo i ricorrenti, un algoritmo non può decidere da solo se qualcuno ha commesso un reato stradale.
Il tribunale ha quindi ordinato di sospendere il sistema fino alla prossima fase del procedimento.
Ma se un giorno queste regole dovessero davvero entrare in vigore, la vita degli automobilisti in Kenya potrebbe cambiare parecchio.
Il progetto della NTSA è semplice nella teoria e molto tecnologico nella pratica.
Sulle principali strade del Paese vengono installate telecamere di controllo che monitorano traffico e velocità. Quando il sistema rileva un’infrazione – per esempio un eccesso di velocità o una violazione delle regole di circolazione – il veicolo viene identificato e il proprietario riceve una notifica automatica sul telefono tramite SMS.
Da quel momento scatta il conto alla rovescia.
Il conducente ha sette giorni di tempo per pagare la multa, inizialmente attraverso le filiali di una banca indicata dal sistema. Se il pagamento non arriva, la sanzione può aumentare e il veicolo rischia anche di non poter utilizzare i servizi digitali della NTSA finché il debito non viene saldato.
Il sistema è pensato per eliminare l’interazione diretta tra automobilisti e agenti sulla strada. In altre parole, meno trattative al lato della carreggiata e più multe registrate automaticamente.
L’idea della NTSA è quella di spostare progressivamente il controllo del traffico dalla strada ai sistemi digitali.
Le telecamere installate lungo le autostrade e le principali arterie urbane fotografano l’infrazione e registrano i dati del veicolo. Il sistema conserva anche prove fotografiche che, in caso di contestazione, dovrebbero dimostrare la violazione.
Secondo le autorità, questo meccanismo dovrebbe migliorare la disciplina sulle strade e ridurre una delle pratiche più note – e più discusse – del traffico kenyano: la negoziazione improvvisata tra automobilista e agente al bordo della strada.
La sospensione decisa dalla Corte nasce proprio da queste polemiche.
Chi ha portato il caso davanti ai giudici sostiene che le infrazioni stradali, essendo reati previsti dal Traffic Act, dovrebbero essere giudicate da un tribunale e non da un sistema automatizzato.
Secondo i ricorrenti, il rischio è che il sistema parta dal presupposto di colpevolezza: il conducente riceve la multa e deve pagare subito o affrontare complicazioni amministrative.
In altre parole, prima la sanzione e solo dopo, eventualmente, la possibilità di contestarla.
Se le multe automatiche dovessero superare l’esame dei tribunali e diventare operative, il cambiamento sulle strade kenyane sarebbe soprattutto culturale.
Gli automobilisti si troverebbero davanti a un sistema dove l’infrazione non si discute più con un agente ma arriva direttamente sul telefono. Non ci sarebbe più il classico momento di trattativa sotto il sole, con il finestrino abbassato e la patente in mano.
Al suo posto arriverebbe qualcosa di molto più moderno e, per qualcuno, anche più inquietante: un Paese dove le telecamere osservano le strade e dove l’errore arriva sotto forma di messaggio sul cellulare.
Per ora però resta tutto sospeso.
E sulle strade del Kenya, almeno fino alla prossima decisione della Corte, la vecchia scena del controllo stradale con il poliziotto al lato della carreggiata continua a far parte del paesaggio quotidiano.
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