KENYA NEWS
07-01-2026 di Freddie del Curatolo
Lunedì scorso il Kenya ha riaperto ufficialmente i cancelli delle scuole e, come ogni anno, l’inizio dell’anno scolastico è stato accompagnato da una miscela familiare di speranza, affanno e conti che non tornano.
Milioni di studenti sono tornati in classe dopo due mesi e mezzo di vacanze, mentre i genitori hanno affollato mercati, negozi di uniformi e librerie in una corsa dell’ultimo minuto che somiglia sempre più a una prova di resistenza economica. Altre migliaia, invece, non sono ancora al loro posto tra i banchi, per mancanza di soldi da parte dei genitori o dei parenti.
Sono rientrati per primi gli studenti del vecchio sistema 8-4-4 e quelli delle scuole secondarie inferiori, mentre gli studenti del decimo anno riprenderanno le lezioni la prossima settimana. Intanto, nelle grandi città – da Nairobi a Nakuru, passando per Kisumu e Kakamega – la scena è stata la stessa: genitori alla ricerca di libri di testo, uniformi e materiale scolastico, spesso orientati verso l’usato o costretti a rimandare qualche acquisto.
Il problema, raccontano in molti, è sempre lo stesso: il costo della vita corre, gli stipendi restano fermi. Uniformi, libri e trasporti sono aumentati, mentre i redditi familiari faticano a tenere il passo dell’inflazione. Per le madri single, il rientro a scuola si è trasformato in una vera e propria salita, fatta di rinunce e calcoli al centesimo.
La crisi si riflette anche nelle librerie e tra i venditori ambulanti lungo i principali corridoi commerciali. I commercianti parlano di una stagione difficile, con un calo delle vendite e una crescente domanda di articoli di seconda mano. Molti genitori comprano solo lo stretto indispensabile, altri aspettano offerte nei mercati informali. Qualcuno, amaramente, definisce questa come una delle peggiori stagioni degli ultimi anni.
A peggiorare il quadro ci si mettono i trasporti. Nelle stazioni degli autobus di Kisumu, Kakamega e di altre città, i passeggeri hanno denunciato tariffe elevate e una disponibilità limitata di mezzi, rendendo gli spostamenti per andare a scuola caotici e costosi proprio nei giorni della riapertura.
Sul tavolo, almeno sulla carta, ci sono i fondi pubblici. Il Ministero dell’Istruzione ha stanziato circa 44,2 miliardi di scellini kenioti per il primo trimestre, destinati a sostenere l’istruzione primaria e secondaria diurna gratuita. Eppure molti genitori segnalano che diverse scuole continuano a richiedere contributi aggiuntivi: lezioni di recupero, stipendi degli insegnanti assunti dai consigli di gestione (BOM), forniture non coperte dal sostegno governativo. I funzionari del settore hanno ammonito gli amministratori scolastici contro la richiesta di tasse illegali, ma l’applicazione delle regole resta disomogenea.
La riapertura delle scuole è stata accompagnata anche da un avviso di sicurezza del governo, che invita alla massima cautela sulle strade durante i rientri post-festivi, periodo tradizionalmente segnato da traffico intenso e maggior rischio di incidenti. L’appello è rivolto sia ai genitori sia agli operatori del trasporto pubblico, chiamati a mettere la sicurezza degli studenti davanti a tutto il resto.
Intanto il Ministero dell’Istruzione ha ufficializzato il calendario accademico 2026. La circolare, firmata dal segretario principale per l’istruzione di base Julius Bitok e inviata anche al ministro dell’Istruzione Julius Ogamba, alla Commissione per il servizio degli insegnanti, al Consiglio nazionale degli esami del Kenya e al Consiglio dei governatori, definisce nel dettaglio date e scadenze.
L’anno scolastico per gli istituti di istruzione di base – materne, primarie, medie e secondarie – è iniziato il 5 gennaio 2026. Il primo trimestre durerà 13 settimane e terminerà il 2 aprile, con una breve pausa dal 25 febbraio al 1° marzo. Le vacanze di aprile saranno di tre settimane, dal 7 al 24 aprile. Il secondo trimestre andrà dal 27 aprile al 31 luglio, con una pausa dal 24 al 28 giugno e le vacanze di agosto fino al 21. Il terzo trimestre, il più breve, durerà nove settimane, dal 24 agosto al 23 ottobre.
Sono state confermate anche le date degli esami nazionali. Le valutazioni KPSEA e KILEA si svolgeranno a partire dal 26 ottobre per cinque giorni. Nella stessa data inizieranno anche KJSEA e KPLEA, con una durata di sette giorni. Il KCSE, l’esame di maturità, si terrà dal 2 al 20 novembre 2026. Seguiranno le lunghe vacanze di fine anno, dal 26 ottobre 2026 al 1° gennaio 2027. I Diploma Teachers Training Colleges seguiranno un calendario simile, con il terzo trimestre che si estenderà fino al 6 novembre.
La circolare ribadisce inoltre una restrizione già in vigore: nel terzo trimestre del 2026 restano vietate attività e visite nelle scuole secondarie, come stabilito da precedenti disposizioni.
Mentre il Paese riprende la routine scolastica, il ritorno in classe mette ancora una volta in luce le contraddizioni di un sistema che promette istruzione di base gratuita, ma lascia molte famiglie a fare i conti con spese che pesano. Per molti genitori, l’inizio dell’anno scolastico resta un momento sospeso tra speranza e difficoltà, tra il desiderio di dare un futuro ai figli e la fatica quotidiana di rendere quel futuro economicamente sostenibile.
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