Ambiente

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Chi protegge le tartarughe marine in Kenya?

Il nostro servizio sul centro specializzato di Diani Beach

29-08-2021 di Freddie del Curatolo

Lo sapevate che la tartaruga, come l’uomo, si riconosce perché ha un volto che è solo suo?
La fronte, la piega della bocca, la grandezza e l’inclinazione degli occhi.
Ogni tartaruga ha la sua faccia e grazie a questa particolarità viene facilmente riconosciuta.
Due foto “segnaletiche”, una di fronte e una di profilo e le tartarughe marine del Kenya diventano parte di una famiglia da conoscere, seguire, salvaguardare e, se si presenta la necessità, curare.
Questo avviene in due centri unici nel loro genere su tutta la costa africana dell’Oceano Indiano, a Watamu e Diani, sotto l’egida della Local Ocean Conservation e di Diani Turtle Watch.
Qui, di concerto con il Kenya Wildlife Service e grazie alla partnership con altre fondazioni e qualche struttura turistica intelligente, ci si occupa particolarmente della rilocazione delle uova deposte dalle tartarughe verdi, specie in via d’estinzione. Uno dei motivi dell’estinzione è dovuta alla costruzione di barriere architettoniche, muri sulle spiagge, che non permettono alle tartarughe marine di andare a deporre le uova lontano dalle insidie della marea e di altri abitanti del mare che potrebbero cibarsene. Le tartarughe, d’altronde, sono minacciate anche dall’uomo che si ciba sia delle uova che della loro carne e del brodo molto proteinico prodotto lessandola.
Ma questo non è tutto, altre insidie possono arrivare dalla pesca con le reti, che spesso le imprigiona e in una località turistica anche dall’inquinamento, dalla microplastica di cui involontariamente si cibano e da elementi esterni  non meno pericolosi.
“A Diani Beach ad esempio si noleggiano gli skyjet, le moto d’acqua – spiega Luciana Parazzi, che ha creato Diani Turtle Watch da una costola della Local Ocean Conservation di Watamu, diretta dalla cognata Niki – che secondo le regole dovrebbero fare le loro evoluzioni ben lontano dalla riva. Ma questo non succede e spesso al nostro centro arrivano esemplari di tartarughe marine con lesioni gravi o addirittura fatali, procurate dalle stesse moto d’acqua”.
Per quanto riguarda la rilocazione, Diani Turtle Watch, grazie al resort “The Sands at Nomad”, ha disposto due zone dove le uova delle tartarughe, su segnalazione di volontari che ne seguono la deposizione, vengono messe al sicuro. Ma buona parte del lavoro del centro è dedicato all’educazione delle scolaresche e alla collaborazione con chi vive e lavora tra spiaggia e mare, come pescatori e beach operator. Ma di questo parliamo nel video qui sotto, girato direttamente al Marine Education Center del Diani Turtle Watch.
 

 

TAGS: tartarughe kenyaoceano kenyaambiente kenya

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