Arte e cultura

ARTE ITALIANA

Cascella, un'opera unica che unisce Italia e Kenya

Incontro a Nairobi con il grande artista italiano

25-11-2025 di Freddie del Curatolo

Il Kenya abbraccia la creazione di uno dei più importanti artisti concettuali italiani e la espone fino al prossimo 10 dicembre al Museo Nazionale di Nairobi, ad impreziosire la mostra “A tavola con l’Italia: 100 anni di gusto innovazione” della Biblioteca e Museo della Cucina “Garum”, in collaborazione con l’associazione internazionale menu storici “Menu Associati”.
Una mostra allestita dall’ambasciata d’Italia in Kenya e curata da Alessia Autuori, all’interno della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, voluta dal nuovo ambasciatore Vincenzo Del Monaco, arrivato a Nairobi da poche settimane.
Tommaso Cascella non ha bisogno di presentazioni: abruzzese, nipote d’arte, pittore e scultore, è tra gli artisti figurativi italiani più celebrati non solo a livello nazionale. La sua scultura “Il cielo capovolto”, acclamata alla Biennale di Venezia del 2011, è ancora uno straordinario, immaginifico biglietto da visita.

Lo abbiamo incontrato a margine della produzione della sua opera per il Kenya, che ha deciso di donare all’ambasciata italiana, e resterà esposta in maniera permanente nella residenza dell’ambasciatore.
Abbiamo incontrato Cascella, al suo primo viaggio in Africa subsahariana, a margine della produzione dell’opera, un tavolo in mogano impreziosito e sorretto da lavorazioni in ferro dal titolo “Arco, ponte, bilancia, arcobaleno di pace e lavoro”, che simboleggia la collaborazione e l’armonico incontro tra Italia e Kenya.

Produrre da zero un’opera delle sue in Africa, con materiali, risorse, servizi e collaboratori trovati in loco, che esperienza è stata?
“Attraente e piena di suggestioni. Mi sono trovato benissimo a Nairobi, a partire dall’impatto climatico che per me, amante del caldo ma non soffocante, è stato motivo di grande empatia. Poi c’è stata la permanenza alla scuola professionale di St. Kizito, alle porte della capitale, dove sono stato messo nella condizione migliore, umanamente parlando, per immaginare e creare quest’opera. Il loro laboratorio del legno è straordinario”.

St.Kizito è una delle espressioni della partecipazione della cooperazione italiana alla formazione della manodopera keniana, in pieno spirito del Piano Mattei. Com’è stato l’approccio con i giovani falegnami e fabbri? E come le è sembrata la loro reazione?
“I ragazzi sono sulla buona strada per annullare le distanze con i nostri parametri di specializzazione. Anche perché hanno grande talento. C’è stata da parte loro grande curiosità, voglia di ascoltare e di capire la mia “visione”, ma anche di confrontarsi sulle loro idee e sul loro concetto di “identità”. I mezzi che hanno a disposizione, e con i quali anche io ho avuto a che fare, sono quello che sono, ma la creatività e l’ispirazione che questi luoghi suscitano possono benissimo ovviare. E’ stato anche interessante condividere la visione di Africa e delle sue potenzialità che può avere un artista italiano come me, alla sua prima esperienza qui, con le loro aspettative e la loro voglia di futuro”.

Com’è nata la metafora di un tavolo diviso in due e unito da una struttura in ferro?
“Innanzitutto dal bellissimo legno di mogano keniano e dalla possibilità di lavorarlo a St. Kizito.
Il tavolo diviso in due mostra da una parte l’Italia e dall’altra il Kenya (ci sono anche le iniziali dei due Paesi), separate da un inevitabile taglio, marittimo e continentale, ma unite da un immaginario ponte e da una bilancia. L’opera simboleggia l’unione che nasce dall’equilibrio e dall’armonia, e che si esprime in equità, giustizia sociale (la doppia valenza della bilancia) e pace. Oltre al ferro, il legante tra le due parti del tavolo è costituito dall’ingranaggio del motore di un’automobile. L’idea di sospensione del tutto, ci porta ad una visione ottimistica del futuro del Kenya e delle nostre relazioni con il Paese africano”.   

Cascella torna in Italia con un bagaglio positivo di storie e condivisione, in sintonia con i valori e le speranze espresse nella sua opera, che resta qui in sua vece, a testimonianza di una liaison estemporanea che ha tutti i crismi dell’eternità.
La visione dell’opera, così come della mostra, è aperta al pubblico nella sala a pian terreno del Nairobi National Museum, tutti i giorni dalle 9 alle 17 fino a mercoledì 10 dicembre.

TAGS: CascellaDel Monacocucina italianaoperaartistascultoreSt. Kizito

Hai trovato utile questo articolo?

Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.

Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.

TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:

https://malindikenya.net/it/articoli/notizie/editoriali/come-aiutare-malindikenyanet-con-una-donazione.html

GRAZIE
ASANTE SANA!!!

Un’inaugurazione in grande stile, quella della Settimana della cucina italiana nel...

LEGGI L'ARTICOLO

E’ arrivato oggi a Nairobi il nuovo ambasciatore d’Italia in Kenya, Vincenzo Del Monaco, che subentra...

LEGGI L'ARTICOLO

Il progetto di Padre Renato "Kizito" Sesana, che da trent'anni si occupa di bambini di strada degli slum di Nairobi, ora è anche un film-documento, che il missionario lecchese sta portando in giro per l'Italia insieme con la...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Proseguono con successo i fine settimana all'insegna della creatività locale, del talento e della commistione tra arte e buona cucina al Baby Marrow di Malindi, in Vasco Da Gama Road.
L'appuntamento di questo sabato era con l'artigiano Francis Chibule di...

LEGGI TUTTO

Un'occasione unica in tutto il Kenya, uno stage a numero chiuso per imparare in tre giorni i segreti dell'antica arte africana della scultura su pietra da uno dei grandi maestri contemporanei, l'artista dello...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Un mese e mezzo di meritate ferie, e uno dei punti di riferimento della ristorazione italiana ed internazionale a Malindi riapre i...

LEGGI L'ARTICOLO

Un pranzo gustoso e piacevole in salsa italiana, dallo spiccato retrogusto sociale...

LEGGI L'ARTICOLO

Una Festa della Repubblica unica e speciale, un 2 giugno davvero diverso dalle celebrazioni degli...

LEGGI L'ARTICOLO E GUARDA IL VIDEO

Un piatto di gnocchi per leopardi e rinoceronti…mai un’istituzione, né alcuna organizzazione o ente...

LEGGI L'ARTICOLO

Uno chef italiano negli slum di Nairobi per insegnare in maniera professionale, ma anche ...

LEGGI L'ARTICOLO

Domenica a Malindi spesso è sinonimo di una giornata in riva all'oceano indiano, tra...

LEGGI L'ARTICOLO

Un giovedì sera speciale, come nella tradizione del Baby Marrow Art & Food Restaurant di ...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

L’Ambasciatore d’Italia in Kenya, Vincenzo Del Monaco, ha incontrato a Nyali gli italiani...

LEGGI L'ARTICOLO

L’artista etiope conosciuta come Bananasoverdose, sarà questa sera ...

LEGGI L'ARTICOLO

Non si parla a caso di “arte culinaria”, perché il mondo delle muse non si limita solo alle espressioni classiche...

LEGGI L'ARTICOLO E GUARDA LE IMMAGINI

Una grande serata di Gala quella allestita dalla Fondazione della principessa Charlene di Monaco in onore di AMREF e delle sue attività sociali in Africa e specialmente in Kenya. Una cena nella storica sala "Impero" dell'Hotel de Paris, per raccogliere...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO