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SALUTE

Gran caldo in Kenya, come proteggersi

Bevande e frutti salutari in questo periodo dell'anno

20-02-2022 di Leni Frau

Con l’arrivo del gran caldo di piena estate sulla costa del Kenya, per chi non è avvezzo a viverci da sempre o quasi, conviene osservare qualche piccola precauzione per non incappare in problemi di salute o improvvisi scompensi, come cali di pressione, insolazioni e guai dermatologici.
Ecco i consigli degli esperti di Malindikenya.net, riguardo a frutti coadiuvanti e bevande benefiche maturati negli anni attraverso consulti con medici e specialisti locali ed europei di stanza in Kenya, ma anche erbalisti e guaritori tradizionali

ACQUA DI COCCO
Sarebbe facile suggerirvi di bere tanta acqua, ebbene chi frequenta la costa keniana ha una fortuna supplementare e a ben vedere non tanto più cara di una buona acqua minerale di sorgente: l’acqua di cocco. Il prezzo di una noce di cocco fresca che contiene dai 350 ai 500 centilitri di acqua, varia dai 30 scellini a cui viene venduta al mercato, ai 50 che si pagano ai venditori lungo la spiaggia, fino ai 100 che i beach boy riescono a scucire all’improvvido turista sulle spiagge.
L’acqua di cocco è una bevanda particolarmente dissetante e ricca di sali minerali che può essere considerata come un vero e proprio integratore naturale. Contiene infatti magnesio, potassio e calcio. I sali minerali agiscono in sinergia per mantenere l'organismo idratato durante l'attività fisica. Può essere dunque considerata come un'alternativa naturale alle bevande per gli sportivi e agli energy drink ricchi di coloranti e conservanti. Un consiglio di Malindikenya.net è provarla al posto dell’acqua per preparare frullati, ad esempio con ananas, menta e banana.
E' considerata come una vera e propria panacea se assunta nella quantità di 40-50 cl al giorno. In generale, aiuta a migliorare i livelli di energia, stimolando la produzione di ormoni da parte della tiroide e stimolando il metabolismo. Questa bevanda ricavata dal cocco contiene numerosi enzimi bioattivi che il nostro organismo utilizza per la digestione degli alimenti. Bere acqua di cocco è un utile rimedio naturale per coloro che soffrono di problemi digestivi e di dolori addominali causati dalla cattiva digestione, che si acuiscono particolarmente con il caldo. Certo, deve essere assunta con regolarità per ottenere gli effetti desiderati.

PAPAYA
In Kenya lo chiamano il frutto che protegge e non solamente dal sole.
Come frutto, sono riconosciute le qualità di equilibratore delle funzioni digestive e intestinali con potere lassativo espresso particolarmente la mattina a stomaco vuoto e quando non lo si gusta con una spruzzata di lime.
Considerando la Papaya una sorta di cosmetico, questo frutto ottenuto da una pianta che, a differenza di quanto si possa pensare, non è autoctona dell’Africa ma arrivata nel 1700 circa dal Sudamerica, ha note proprietà emollienti e antiustioni per sul corpo.
Un’applicazione dopo una giornata al mare con il rischio non solo di spellamenti ma anche di sfoghi cutanei, può rivelarsi una salvezza. Così anche per prevenire dermatiti da sudore.
Inoltre è un frutto altamente vitaminico (contiene soprattutto vitamine A e C), ed è una miniera di fibre e preziosi minerali.Tra questi ultimi spicca il contenuto di potassio, dalle funzioni drenanti e anti-astenia. C’è chi per prevenire l’abbassamento della pressione da caldo mangia una banana, proprio per la presenza del potassio. Ottima soluzione, ma non proprio digeribilissima...provate con una papaya piuttosto!
Infine, grazie alla presenza di numerosi antiossidanti e della papaina, suo enzima originale, la papaia svolge un'importante azione antinfiammatoria e alleggerisce il lavoro del fegato. Sempre meglio mangiarla prima dei pasti o lontano da essi, durante la fase della digestione, specie di carne o cibi proteinici. Spesso si evita questo frutto perché si è convinti, magari da un assaggio occasionale, che non sappia di molto o abbia un gusto poco attraente. Nel caso, provate quella rossa di Zanzibar!

RED HIBISCUS
In Italia lo conosciamo come carcadè e fu portato in Europa dagli italiani d’Abissinia, in quanto orginario dell’Etiopia e degli altopiani a nord del Kenya. La tisana estratta dalle foglie di ibiscus rosso producono in influsione una bevanda che, consumata fresca e leggermente zuccherata con miele o zucchero di canna, è uno dei toccasana contro gli effetti indesiderati del caldo equatoriale.
Ha proprietà diuretiche, rinfrescanti, emollienti e blandamente lassative, antinfiammatorie, antiossidanti e tonificanti.
Sono gli acidi organici e i composti fenolici (flavonoidi, antociani) a favorire la ripresa fisica dopo un’esposizione al sole, con mucillagini, fitosteroli e vitamina C che aiutano a tenere la pressione sanguigna sotto controllo (ma attenzione, l’uso eccessivo la abbassa troppo) e a combattere la ritenzione idrica. Pur non contenendo caffeina, il carcadè ha un’azione tonica che può combattere stanchezza e astenia. Soprattutto bastano pochi fiori essiccati di ibiscus per preparare un buon bicchiere di tisana. Basta lasciare in infusione almeno dieci minuti, filtrando e lasciando raffreddare.
Avere sempre in frigo del carcadè è un aiuto non da poco per combattere l’aumento delle temperature africane e allo stesso tempo provare una piacevole sensazione di sollievo.
Per quanto riguarda una dieta alimentare acconcia, la costa keniana vi propone pesce in buona quantità e con diverse opzioni: preferitelo alla carne rossa e di capra, alternatelo al limite con il pollo, evitando il polpo, meno digeribile del pesce e dei calamari, e limitando i crostacei. Se in ogni piatto aggiungete un po' di pilipili (peperoncino keniano) che è naturale vasodilatatore, fate cosa buona è giusta.

E...dimenticavo, il consiglio di Freddie! Una Tusker Lager baridi sana al giorno, specie intorno alle 6 del pomeriggio, cura allo stesso tempo il corpo e lo spirito!

TAGS: frutti kenyabevande kenyacaldo kenyasalute kenya

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