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Pandemia: ora più di mezzo Kenya fa la fame

Aumento prezzi cibo minano la salute della popolazione

08-06-2021 di redazione

Dall’inizio della pandemia in Kenya, più della metà della popolazione dei keniani, ovvero il 58% dei 53 milioni di cittadini, non hanno più accesso a quantità e qualità giornaliere adeguate di cibo.
Lo evidenzia un rapporto sulla situazione alimentare durante la pandemia di Covid-19 stilato dall'ufficio nazionale di statistica del Kenya (KNBS).
Il Kenya National Bureau of Statistics fa luce su come prima della pandemia la dieta dei keniani fosse basata su prodotti generalmente disponibili ed altri che avevano prezzi accessibili a buona parte della popolazione, mentre in questo anno e mezzo di emrergenza questa situazione alimentare di sussistenza è stata seriamente compromessa.
Il rapporto che KNBS ha pubblicato recentemente online, rivela che la situazione peggiore si è verificata tra la prima e la seconda ondata di coronavirus, tra la metà e la fine del 2020.
Tra le migliaia di persone intervistate e campionate, si è notato come l'accessibilità ai mercati, i cambiamenti nei prezzi del cibo e, in generale, la situazione di insicurezza alimentare nel paese, abbia creato crescenti disagi.
“Anche se il cibo è rimasto generalmente disponibile nella maggior parte del paese, l'analisi dell'esperienza dell'insicurezza alimentare ha rivelato che almeno il 58% dei keniani consumava quantità inadeguate rispetto a quelle che avrebbe consumato normalmente, compromettendo la qualità della sua alimentazione - si legge nel rapporto. Nel dettaglio si vede come i prezzi della farina di mais e del riso sono aumentati in media rispettivamente del 18 e del 16%, e certe regioni come quella del Turkana ad esempio, sono rimaste senza approvvigionamenti.
Aumentati in maniera esponenziale, specie sulla costa: a Mombasa e Kwale i pomodori e le cipolle sono balzati al 55% in più. In assoluto, la Contea di Kilifi è quella che ha registrato il più alto aumento dei prezzi delle verdure, 38%.
Il rapporto mostra che il prezzo medio dei pomodori e delle cipolle è aumentato nelle contee di Mombasa e Kwale rispettivamente del 55%. La contea di Kilifi ha registrato il più alto aumento nel costo delle verdure, al 38 per cento, dice il rapporto.
Il prezzo medio della farina di mais è aumentato a Nandi, Bungoma e Elgeyo Marakwet rispettivamente del 33, 32 e 30 per cento.
Mandera e Kwale County in assoluto sono leader negativi, con un range tra 86 e 98% in più del 2019.
Nella Contea di Kilifi, una famiglia su 4 ha avuto difficoltà ad accedere ai mercati alimentari.
"Un certo numero di Contee è entrato in una fase di elevata insicurezza alimentare – spiega il rapporto – si richiede ora maggiori sforzi per alleviare la fame e i relativi effetti nutrizionali”.
Questo si rivela maggiormente nell’infanzia e nei bambini, così come nelle persone anziane. Ma l’inadeguatezza e la poca quantità di cibo portano a consumare prodotti di bassa qualità e creano anche altre problematiche di salute.

Nei primi mesi del 2021 la disponibilità dei prodotti alimentari è tornata a livelli discreti, ma gran parte della popolazione non è più nella condizione di poter affrontare costi così alti delle principali fonti di sostentamento, come appunto farina di mais da polenta, riso, pomodori ed altre verdure.

TAGS: kenya famealimentazione kenyapovertà kenyacibo kenya

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