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Rincari in Italia, come si risparmia in Kenya

Crisi mondiale, in cosa ancora conviene l'equatore

27-06-2022 di Freddie del Curatolo

L’Italia inizia ad essere afflitta dalla crisi economica derivante dalla guerra e i suoi cittadini sono alle prese con i primi pesanti rincari che colpiranno i loro portafogli. Benzina, gas ed elettricità sono già alle stelle e raggiungeranno livelli mai toccati prima.
E’ una situazione che riguarda tutto il mondo e che anche in Kenya sta facendosi sentire, tuttavia questo paese rimane conveniente per i nostri connazionali che si possono permettere una vacanza o un periodo prolungato di attesa (non solo pensionati, ma anche chi prende aspettative o lavora in proprio, se non i tanti che oggi utilizzano lo “smart working”).
Vediamo in cosa ancora il Kenya è un paese appetibile per i risparmi degli italiani.

(ATTENZIONE: Non si tratta di parametri assoluti e soprattutto si deve tener conto della quotidianità in questo paese, non dei comfort che si cercano in vacanza. Ed è solo una lista che non esclude tutto ciò che invece è più costoso per uno straniero, a partire ad esempio dalla sanità)

BENZINA

In Italia il prezzo della benzina al litro ha superato i 2 euro al litro, chi viene servito alla pompa oggi spende fino a 2.2 euro, mentre anche il diesel ha toccato i 2.03 euro.
In Kenya c’è stato un aumento in corrispondenza con lo stop delle navi dal Mar Nero e l’inflazione in queste ultime settimane. Il Governo ha deciso di alzare i prezzi del carburante per cercare di recuperare un debito contratto con le aziende petrolifere e non sfavorire i distributori. Rimane comunque il fatto che la super costa ancora circa 1 euro in meno che in Italia, Kes.157 al litro (circa € 1.20). Il prezzo del carburante, ovviamente, incide anche sulla bolletta dell’elettricità.



AFFITTI

In Italia chi non ha una casa di proprietà o vuole affittare stagionalmente un appartamento o simili per trascorrere vacanze o weekend al mare o in montagna, ormai è rassegnato a non trovare nulla sotto i 1000 euro al mese, specie se vuole soggiornare in località turistiche.
Anche gli affitti nelle città sono aumentati, sia pure in modo minore.
In Kenya gli affitti sono ancora abbordabili, con 500 euro non solo si può trovare un appartamento sul mare, in diverse località costiere, ma con un piccolo sforzo in più addirittura una villetta con piscina. Ovviamente poi ci saranno spese di contorno da affrontare.
 

RISCALDAMENTO

In molte regioni del Kenya, specialmente quelle della costa, il riscaldamento è una spesa che non esiste. Gli italiani si dovranno preparare ad affrontare un inverno italiano in cui le spese per boiler e caloriferi saranno allucinanti. A Nairobi e dintorni il problema si potrebbe presentare a giugno e luglio, e nelle sere fino ad ottobre. Nel resto del paese il problema viene facilmente risolto con i camini, mentre sulla costa, come detto, non c’è bisogno di riscaldamento e per l’acqua calda basta uno scaldabagno istantaneo che non grava più di tanto sulla bolletta.

CIBO

Il Kenya può insegnare come risparmiare e allo stesso tempo riuscire a nutristi in maniera adeguata e salutare, magari dovendo rinunciare ad abitudini gastronomiche italiane e imparando a fare la spesa in maniera intelligente. Se in Europa ormai la spesa è legata alla grande distribuzione, in Kenya si riesce ancora ad acquistare direttamente dal produttore e ad approfittare delle varietà di stagione. Un mango, mangiato nel periodo di raccolta, può costare 10 scellini (8 centesimi di euro), un ananas 50 scellini. Stesso discorso per le verdure, specialmente nella Rift Valley e nella regione del Monte Kenya. Sulla costa non è difficile procurarsi il pesce direttamente dai pescatori e anche qui, a seconda del periodo e delle correnti, si può mangiare cibo sano e fresco con poco. Sicuramente non c’è la varietà di scelte rispetto all’Italia, ma il sapore e la genuinità di certi alimenti, soprattutto frutta e verdura, possono far sognare quelle delizie che l’Africa può solo importare, e spesso a prezzi poco accessibili. Per non parlare di una delle grandi passioni degli italiani, il vino. Ma risparmiando cinque giorni alla settimana, mangiando cibi locali (verdure in foglia con riso o polenta, fagioli, uova, pollo, pesce ecc…), ci si può anche permettere qualche peccato di...gola nostalgica.

ABBIGLIAMENTO
 

In Kenya, se si vuole, ci si può scordare l’ultima moda, la logica dei saldi, il capo firmato. Oltre a dover difficilmente indossare indumenti invernali. A Nairobi si può al massimo aver bisogno di una giacca che in Italia si utilizzerebbe ad autunno, mentre sulla costa, anche nei mesi di giugno e luglio, al massimo golfino e giacca a vento. Per il resto, pantaloncini e camicia tutto l’anno. Ma non è solo la quantità o il genere di vestiti da dover tenere nell’armadio, ma anche il costo. Nei cosiddetti “mitumba”, i mercati degli indumenti usati, si trova di tutto e anche roba di qualità a prezzi incredibili (mai più di 2 euro) e non è detto che ci si debba imbattere per forza in capi cinesi, come avviene ormai nei mercati italiani.
 

SERVIZI E MANODOPERA

Non ci sarà forse la professionalità che c’è in Italia, ma a volte l’arte di arrangiarsi funziona meglio della presunzione di sapere tutto e dell’approfittarsi delle scarse conoscenze del committente.In ogni caso, se in Italia prima di portare un’automobile dal meccanico, ad esempio, bisogna accendere un cero alla Madonna e al momento del conto appoggiarsi ad una colonna, in Kenya certe prestazioni in cui la manodopera costa più dei pezzi di ricambio, sono molto meno costose.
Stesso discorso per quanto riguarda altri servizi, dall’elettricista al muratore e via dicendo.
Per certe mansioni, lavori di fatica ad esempio e lavori di poco concetto, l’aiuto che queste categorie di keniani possono darci è davvero importante ed economico, se pensiamo che per legge la paga giornaliera di un manovale può non superare gli euro 2.50 al giorno. Solitamente (e giustamente) uno straniero è anche portato a pagare qualcosa di più, ma resta sempre pochissimo. Così nel caso di domestici o badanti.

TAGS: crisibenzinaaffittimanodoperaciboprezzirincari

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