L'angolo di Freddie

RACCONTI

La prigione è dove non si può andare

Un racconto-metafora per spiegare che riaprire ai viaggi nel mondo è libertà

20-05-2021 di Freddie del Curatolo

Ti ho tenuto in casa, figlio mio, perché là fuori tirava una brutta aria.
Dai retta a me che sono più grande, sono informata e mi prendo cura di te da quando sei nato.
Fuori erano tutti portatori sani di malattie che non solo potevano crearti problemi ma che soprattutto potevi trasmettere a me, la persona a cui tieni di più, non è vero?
Stiamo bene in casa, io e te.
Abbiamo il wi-fi con cui siamo liberi di fare tutto: chattare con chiunque, guardare ogni tipo di video e streaming, ascoltare musica, cucinare o cambiare l’arredamento con un tutorial.
La scuola?
Quello non è più un problema.
A parte che potresti imparare per conto tuo tutto quello che pretendono di insegnarti in maniera dozzinale e di gruppo, semplicemente con google e wikipedia.
Poi grazie alle tecnologie, al telefonino che ti ho regalato e al computer che ti sei comperato con le paghette settimanali, puoi fare lezione da remoto.
La fidanzata?
Guarda che anche lei è nella stessa situazione e poi bisogna davvero fidarsi oggigiorno per innamorarsi di uno sconosciuto.
Può trasmetterti mille malattie a tua insaputa e anche a sua insaputa.
E se è lei la prima ad uscire di casa e mischiarsi con gli altri, come puoi essere tu, significa che è una ragazza di pochi valori, perché non rispetta i suoi genitori e gli eventuali nonni.
Non c’è bisogno di una relazione amorosa, di questi tempi, non credi.
C’è qui la tua mamma, che lo sai fa finta di niente se ti chiudi in bagno col telefonino, guardi i siti porno e ti masturbi.
Ti sei accorto che tra me e te è accaduta una cosa meravigliosa?
Non siamo più solo madre e figlio, siamo due amici!
Litighiamo tutto il giorno per qualsiasi cosa, discutiamo dicendoci anche le cose peggiori, a volte ci mettiamo le mani addosso.
Non abbiamo paura di confrontarci e di avere differenti punti di vista.
Tanto poi in casa si fa come dico io, perché chi ci dà da mangiare non sei certo tu.
E anche se mi dici che potresti esserlo, se solo io ti concedessi di uscire di casa, io non ti credo.
Dicono sempre tutti così, poi scappano e non tornano più come tuo padre, o vanno a puttane e a drogarsi.
Ti ricordi quando hanno riaperto le strade?
Mi hai chiesto di uscire con i tuoi amici e te l’ho concesso.
Hai lanciato una delle tue frasi sibilline, di quelle citazioni che magari trovi sui social e ti impari a memoria.
"La prigione è dove non si può andare".
Sei tornato mezzora dopo il coprifuoco, con una multa in tasca e gli occhi rossi.
Ti ho fatto l’etilometro e i tuoi livelli erano superiori alle due birre o un bicchiere di vino concessi.
Io non sono contro la movida, ma andrebbe fatta al massimo tre per volta e di pomeriggio, senza somministrazione di alcolici.
Già siamo in troppi quella volta alla settimana in cui andiamo a fare la spesa al supermercato.
Lo vedo che sei felice come un bimbo, quando ti ci porto.
Ma anche quando mi dici che preferisci restare a casa, ti capisco ed apprezzo.
E poi non hai bisogno di chiuderti in bagno per fare certe cose.
Ci pensi? Ora hanno deciso di riaprire tutto.
Confido che lo facciano per far capire che se poi si esagera sarà peggio di prima, avremo restrizioni ancora peggiori. Perché tanto lo sappiamo che i vaccini, se funzionano, durano poco. Mica ci si può vaccinare per tutta la vita, no?
Quindi aspettiamo ancora un po’, vediamo come si comportano i selvaggi lì fuori.
Studiamoli e se è il caso denunciamoli pubblicamente.
Chi non sta alle regole, come stavi imparando a fare tu, non merita la minima considerazione.
Che tristezza e che peccato però che tu non voglia ascoltare più la tua genitrice.
Come facciamo a discutere e beccarci ancora, se non posso farmi capire da te?
Ti prego, figliolo adorato, toglimi questo nastro adesivo dalla bocca e slegami dal termosifone.
Mi ci sono ritrovata stamattina al risveglio, con un gran mal di testa.
Dapprima ho pensato che, come accade sempre più spesso, ci avessero narcotizzati nel sonno e rapinati.
Poi ti ho visto apparire, con lo zaino sulla schiena e la borsa del computer in mano e ho ripensato a quando ieri sera ti sei offerto di preparare tu la tisana rilassante.
Non so cosa ti sia successo, non so dove stai andando.
Scappi con la fidanzata?
Hai i preservativi?
Non dai un ultimo bacetto alla tua mamma?
Ricorda di mettere la mascherina, che se mi arrivano le multe a casa non te le pago di certo.
Bastardo.

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