Parole d'Africa

RECENSIONE

'L'Africa contesa' di Enzo Nucci e la sua 'pentola a pressione'

Lettura lucida ed attuale per capire presente e futuro del continente

07-07-2024 di Freddie del Curatolo

Enzo Nucci non è solo un veterano dei corrispondenti Rai, con alle spalle una carriera, dopo le redazioni di quotidiani, iniziata con il Tg3, di cui è stato anche Caposervizio regionale in Campania, e proseguita da inviato in Paesi problematici e in guerra come Albania, Iraq, Afghanistan ed ex Jugoslavia.
napoletano classe 1957, Nucci è un grande conoscitore dell’Africa, grazie all’esperienza maturata “sul campo”, dopo l’apertura nel 2006 della sede Rai a Nairobi, come hub dell’Africa centrale e Subsahariana, e soprattutto è “uno di noi”, un “italiano in Kenya” di quelli autentici.
Alla malinconia per averlo perso come presenza amica ed interlocutore saggio, ironico ed obbiettivo, oggi si contrappone il piacere di leggere la sua prima fatica letteraria dopo la meritata pensione.
Lontano dai servizi per radio e televisione, dagli speciali e dalle varie missioni, Enzo ha trovato il tempo di mettere nero su bianco i suoi pensieri, aggiornatissimi e ricchi di citazioni dalle letture fatte, regalandoci uno sguardo lucido e attuale sul continente di cui ha parlato ogni giorno per 16 anni.
“L’Africa contesa” (Infinito Edizioni) con una scrittura scorrevole pur essendo forbita e piena di dati, di riferimenti ed analisi, fornisce un quadro non solo del presente, ma anche di quello che potrebbe essere il futuro del continente e della sua “risposta all’assalto delle superpotenze”, come recita il sottotitolo.


Ma non solo: il libro dell’ex corrispondente Rai da Nairobi esce al momento giusto: sembra quasi che, come l’Arturo Bandini di John Fante, l’autore stesse aspettando “la primavera”. In questo caso, la "primavera africana".
Le proteste della Generazione Z dei giorni scorsi in Kenya, sembrano proprio il nuovo capitolo non scritto del libro, uscito poco prima delle manifestazioni antigovernative, che si chiude con un ringraziamento “soprattutto ai giovani africani, una pentola a pressione che tiene sveglio l’Occidente”.
Quei giovani che in Africa, scrive Nucci, “sono più istruiti: se nel 2000 solo il 27 per cento era in possesso di un diploma di scuola superiore, nel 2020 la percentuale è balzata al 44 per cento. Circolano 670 milioni di telefoni cellulari (uno ogni due persone)”, ma che fanno parte dei tantissimi disoccupati oppure dei 148 milioni di lavoratori che portano a casa, in media, 2 dollari e 15 centesimi al giorno di stipendio.
Una pentola a pressione che inizia però anche a sbuffare contro i loro stessi governanti, a ribellarsi contro regimi e ai sovranisti che li hanno delusi e mantengono rapporti controversi con il neocolonialismo.
“Non si sviluppa un Paese, ci si sviluppa da soli”, come ricorda Nucci, usando le parole del politico e storico burkinabé Joseph Ki-Zerbo.
Oggi comincia a prendere forma il dissenso, frammentato e frastagliato già al suo interno, alla ricerca di un fronte comune in grado di individuare forme politico-organizzative condivise per garantirsi un posto in prima fila laddove si decidono i destini del pianeta” scrive il giornalista.


“L’Africa contesa” ripercorre ed esamina in maniera sintetica ma esaustiva, gli scenari degli ultimi anni: dai colpi di stato militari nei paesi della regione del Sahel a quelli dei “neo sovranisti” in Africa Occidentale, dalla guerra civile in Sudan, all’equilibrio instabile della Repubblica democratica del Congo. Con la lunga zampa prensile del dragone cinese, la visione alternativa dei Brics, l’influenza russa (anche post-Wagner) nel cuore e nelle “terre rare” del continente e le strategie morbide ma insinuanti di paesi emergenti come Turchia e Corea. Oltre alle consolidate “attenzioni” del vecchio leone statunitense e dell’erbivora Unione Europea e al controverso ruolo del Fondo Monetario Internazionale.
L’Africa, secondo Nucci “è consapevole che questo ricco e sgomitante parterre ha contribuito a tenerla sotto controllo fino a oggi grazie ad aiuti, attività di cooperazione, prestiti ed altre “interessate” misure che ne hanno bloccato il cammino”.
Ma sono i giovani i protagonisti del sentore di speranza che, in mezzo ai numeri preoccupanti del debito, alla crescita di inflazione e tassi d’interesse, Nucci lascia nelle sue pagine. Quei giovani che inevitabilmente dovranno fare i conti con “la crisi della democrazia comunemente intesa che ha mandato a gambe all’aria gli organismi rappresentativi della società civile, spalancando la strada al mito dell’arricchimento facile e individuale da raggiungere attraverso il clientelismo. I brogli elettorali (pressoché endemici in tutti gli Stati) contribuiscono ulteriormente a evidenziare i limiti del sistema multipartitico, incapace di produrre anticorpi in grado di bloccare la corruzione” e che rischiano, come è avvenuto in Kenya nelle ultime elezioni, di affidarsi a nuovi leader forti e autoritari che promettono un cambiamento, “almeno all’apparenza”.
Il libro di un’Africa giovane che ce la farà è ancora tutto da scrivere, quello di Enzo Nucci è essenziale per capire meglio certe dinamiche, ed è tutto da leggere.

(Africa Contesa, la risposta del continente all'assalto delle superpotenze - Infinito Edizioni, collana "Afriche", Pagg, 101, € 14)

TAGS: Nuccilibroafrica

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