CULTURA E SOCIALE
03-12-2023 di Freddie del Curatolo
E’ bello pensare che ci siano ancora luoghi, situazioni e comunità dove il teatro abbia ancora quella funzione divulgativa, sociale, di spunto e formazione del pensiero che ha avuto in Europa nel secolo scorso, oltre a regalarci grandi commediografi e attori.
Questo accade in uno dei quartieri più poveri e degradati di Nairobi, la baraccopoli di Korogocho e l’iniziativa, come spesso fortunatamente accade, è stata supportata dall’Italia, ma non avrebbe potuto avere luogo nella forma in cui vi abbiamo assistito, senza la rappresentazione del “Social Justice Traveling Theatre”, un gruppo di 18 giovani che hanno messo in scena, per oltre 200 alunni della scuola elementare “Comboni” di Korogocho, una piéce in tre atti sulla violenza contro le donne, prendendo proprio come spunto la vita nelle periferie della capitale keniana, ma in genere le problematiche del paese.
Utilizzando la consolidata arma della commedia brillante, che prima fa ridere e poi invita alla riflessione, gli attori hanno catturato l’attenzione dei ragazzi (e anche degli adulti presenti nell’aula magna della scuola, tra insegnanti e addetti ai lavori) e strappato applausi.
Ma quel che contava era il messaggio, e quel messaggio è arrivato: mai più violenza di genere in Kenya, dove le ragazze restano incinte a dodici anni in cambio di assorbenti o pochi spiccioli da portare alla madre che non ha da pagare l’essenziale per la famiglia, a volte perché il marito con i soldi che guadagna, beve con gli amici e lascia a lei solo l’indispensabile per mangiare.
Tematiche che riportano indietro noi italiani all’immediato Dopoguerra, come raccontato in “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, il film del momento in Italia che ben si adatta all’iniziativa di 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere organizzati dalla cooperazione italiana allo sviluppo, con l’Istituto italiano di cultura di Nairobi e l’Ambasciata d’Italia in Kenya. Film che non a caso è stato proiettato nella sala (gremita) cittadina del locale “Unseen” di Kilimani, con ingresso libero la sera stessa della rappresentazione teatrale di Korogocho.
Due facce della stessa medaglia, tra chi la fortuna deve guadagnarsela con una fatica e una forza di volontà bestiale e chi deve ricordarsi ogni giorno che ne ha abbastanza per potersi dedicare a chi ne ha bisogno, non con il semplice assistenzialismo, ma con “scintille” intelligenti come può essere il teatro.
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