Arte e cultura

ARTE E CULTURA

Ponte artistico Italia-Kenya con Treesha e il No'hma

Oggi e domani show inclusivo nel teatro milanese e in streaming

11-03-2026 di Freddie del Curatolo

Dalle strade di Nairobi ai palcoscenici d’Europa e dei festival reggae più importanti del mondo.
La storia di Treesha, al secolo Patricia Wambui Mwaura, è una di quelle traiettorie musicali che partono da lontano, tra cori di chiesa, chitarre di famiglia e sogni coltivati con ostinazione.
Oggi, mercoledì 11 marzo, e domani, la cantante keniana porterà la sua voce allo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro di Milano, all’interno della rassegna Armonie e Suoni della stagione 2025/2026 “Uno sguardo oltre, una realtà solidale”.

Il concerto fa parte della rassegna “Armonie e Suoni”, uno dei momenti musicali più significativi del cartellone del teatro milanese. Come tutti gli spettacoli dello Spazio No’hma, anche quello dedicato a Treesha sarà a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite.

Prima del concerto, alle ore 20.30, il pubblico potrà partecipare a un incontro introduttivo dedicato al Kenya, pensato come momento di approfondimento culturale sul Paese da cui proviene l’artista.

Sul palco interverranno il professor Antonio Bettanini, già collaboratore del Ministero degli Affari Esteri, e Susan Simayiai Muteleu, donna masai che da diciotto anni vive in Italia, tra le valli bergamasche, dove promuove la cultura e le tradizioni del suo popolo attraverso il Festival dei popoli indigeni da lei organizzato ogni anno.

A portare il contributo delle nuove generazioni africane saranno, tramite videomessaggio, gli studenti del LUMSA University Africa Center di Roma, progetto nato per favorire un dialogo più consapevole sull’Africa contemporanea, superando stereotipi ancora diffusi nell’opinione pubblica.

Un saluto video arriverà anche dalla professoressa Winnie Mitullah, titolare della cattedra UNESCO in Social and Human Science presso l’Università di Nairobi.

La storia artistica di Treesha inizia proprio in Kenya. Il suo nome Patricia, nella lingua kikuyu, ha un significato che sembra quasi anticipare il suo destino: “cantante di canzoni”. Fin da giovane cresce in una famiglia profondamente legata alla musica, grazie soprattutto alla passione del padre, abile chitarrista.

Durante gli anni della formazione diventa voce guida di diversi cori a Nairobi, esperienza che le permette di sviluppare tecnica e presenza scenica e di farsi conoscere anche al di fuori dell’ambiente locale.

L’adolescenza segna una svolta importante: la famiglia si trasferisce in Germania. Il cambiamento porta con sé nuove opportunità ma anche difficoltà, tra lingua, cultura e adattamento a una realtà completamente diversa.

Nonostante le sfide, Patricia continua a coltivare la musica con determinazione. Lavora come assistente medica mentre cerca di costruire la propria strada artistica, affrontando le difficoltà tipiche di chi prova a emergere come musicista indipendente.

La vera svolta arriva nel 2012, quando entra a far parte della Gentleman & The Evolution Band. L’esperienza con la formazione reggae le apre le porte dei grandi palchi e di un pubblico internazionale.

Nel 2015 pubblica il suo primo album, “Listen”, in cui mescola reggae e R’n’B con influenze africane. Il disco viene seguito dal singolo “Rude Gyal Swing”, che raggiunge la vetta delle MTV Urban Charts tedesche, portando Treesha all’attenzione della scena musicale europea.

Da quel momento la sua carriera prende una dimensione globale. Si esibisce in eventi di rilievo come il Rebel Salute in Giamaica, il Rototom Sunsplash in Spagna e il Summerjam Festival in Germania, conquistando il pubblico con performance energiche e una presenza scenica riconoscibile.

Nel corso degli anni collabora con numerosi artisti della scena reggae internazionale. Tra questi il cantautore Medisun, vincitore di un Grammy Award, con cui realizza brani come “Fyah Daughter”, insieme a Queen Ifrica, e “Chat Box”, con Tanya Stephens.

Sul palco condivide l’esperienza con figure di primo piano del genere, tra cui Kymani Marley, Marcia Griffiths, Shaggy e Christopher Martin, dimostrando una grande capacità di attraversare generi e culture musicali diverse.

Oltre alla voce e alla scrittura, Treesha è coinvolta direttamente nel lavoro in studio e cura con attenzione anche l’aspetto visivo e stilistico della propria identità artistica, unendo musica e immagine in una cifra personale riconoscibile.

Il suo ultimo album, “Love, Scars & Attitude”, racconta proprio questo percorso: un viaggio musicale in cui i ritmi dell’Africa orientale si intrecciano con le influenze raccolte tra Europa e Caraibi.

La sua voce continua così a costruire ponti tra culture diverse, portando sul palco un racconto musicale che attraversa continenti e identità.

La rassegna dello Spazio Teatro No’hma si svolge sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica Italiana e gode anche quest’anno del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

TAGS: reggaeteatroMilanomusicistaartistacantante

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