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Erika Ciaccia, quando il "mal d'Africa" esalta la creatività in cucina

La finalista di "Hell's Kitchen" ama Watamu: "Paradiso di relax, profumi e colori, che mi ha ispirato"

30-01-2018 di Freddie del Curatolo

Dall'escalation televisiva italiana al suo amato Kenya.
Erika Ciaccia sta vivendo un momento bellissimo, professionalmente alto ed appagante, e come premio si è regalata la consueta vacanza a Watamu.
La chef pugliese, seconda classificata al fortunato programma di Carlo Cracco “Hell’s Kitchen” in onda su Sky, è una “malata d’Africa” ed ogni anno, a gennaio, non vede l’ora di tuffarsi nel mondo caldo e colorato di Watamu.
“E’ il nostro paradiso – racconta Erika – mio e della mia famiglia. Un luogo dell’anima e del meritato relax dopo le stagioni di gran lavoro nel ristorante “Porta Nova”, dove mi cimento da quando ero ragazzina grazie a mio padre Tonino. Ma Watamu è anche un luogo fondamentale per la mia formazione in cucina: mi ha aperto ai profumi, ai colori, a gusti nuovi. Questa è una terra di grandi contrasti, e il contrasto e gli abbinamenti quasi azzardati sono stati alla base del mio successo nel programma di Cracco”.
Erika, gustando un cannolo di Anna, a suo agio sul divano di “Nonsologelato” nel suo coloratissimo vestito africano, rivela quanto questo Paese abbia influito sul suo percorso artistico tra i fornelli.
“L’amore per le spezie è nato qui – conferma la ragazza, solare e brillante come la sua terra d’origine – sono una fan del ginger, perché come me è piccolo e forte. Ma amo anche la cannella, per la sua capacità di dare quella punta di dolce dove non te lo aspetti, come il sorriso di un bambino tra le capanne di Malindi, e la curcuma da usare sempre con parsimonia. I profumi dei mercatini locali mi inebriano e non mancano d'incuriosirmi”.
Ma se deve mettere un gusto di quest’angolo d’equatore su tutti, Erica parla della frutta esotica.
“Quando sono qui ne mangio tanta, è meravigliosa. Come peraltro la verdura, il cui gusto non ha paragoni con quello di ortaggi, tuberi e foglie che abbiamo in Italia. Una delle ricette che mi hanno dato più soddisfazione a “Hell’s Kitchen” è quella dei “Paccheri Revolution”, ripieni di mango e pesce spada a cubetti e spolverati di granella di pistacchio e pepe rosa: li si mette in forno, poi si guarniscono con una crema di fico d’india…” 
Acquolina in bocca garantita, e abbiamo capito l’amore per i contrasti e l’avventura di unire ingredienti apparentemente agli antipodi.
“Durante la mia scalata alla finale di “Hell’s Kitchen” ho accostato felicemente il gorgonzola alla liquirizia, aggiungendo del polline per la salsa da abbinare al manzo. Mi sono venuti in mente i ghepardi ammirati in safari qui in Kenya, e ho chiamato il piatto “maculato chiaroscuro”. I gamberi e gli scampi invece li ho abbinati alle mandorle, oppure li faccio semplicemente sbollettare e ci sbriciolo sopra una meringa al nero di seppia, servendoli con della stracciatella. Crostacei e latticini? E perché no?”.
Per restare su cose più semplici ma non meno golose, nel ristorante che ha creato papà Tonino, chef stellato Michelin, alle crudità di mare (vera specialità della casa) viene spesso abbinato il frutto della passione.
La stessa passione che Tonino ha trasmesso a sua figlia e che quando si parla di Africa ha contagiato entrambi.
“Vengo qui per riposare e godere delle meraviglie di questa terra – ammette Ciaccia senior – ma alla fine mi tocca sempre cucinare per i tanti amici che ho conosciuto qui. D’altronde con una materia prima così buona, la tentazione è sempre in agguato. Anche se c'è da dire che nei ristoranti di Malindi e Watamu si mangia davvero bene, e che i keniani sono molto portati per l'arte culinaria, grazie anche alla loro innata curiosità. Il Kenya mi ricorda la Puglia di quand’ero bambino, la povertà rurale, la vita a contatto con la natura ma anche quel sapore di libertà. Con in comune il blu del mare”.
Chiudiamo con gli obbiettivi concreti e i sogni della giovane Sous Chef che tanto successo ha riscosso su Sky, per la sua sfrontatezza e originalità, oltre che per la competenza.
“Voglio andare avanti e specializzarmi sempre più, utilizzando le mie idee e senza perdere la voglia di azzardare, di inventare cose apparentemente “folli” – rivela Erika – mi piacerebbe arrivare a creare un brand personale, tenendo sempre presente il mare. Aprire locali nel mondo…e uno ovviamente in Kenya!”   

TAGS: erika ciacciaciaccia kenyahell's kitchen kenyacracco kenyacucina kenyachef watamu

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