Libri sul Kenya

LIBRI

"Karibu Covid", storie di vita in Kenya ai tempi della pandemia

Il libro di Paola Viola aiuterà i progetti di una onlus italiana

17-11-2021 di Freddie del Curatolo

Sarà stato l’inguaribile ottimismo a fronteggiare il Covid-19 in Kenya, a scongiurare le catastrofiche previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (“sarà un’ecatombe” marzo 2020)?
Sicuramente la storia dell’Africa Subsahariana insegna che qualsiasi calamità, visibile come può essere un manipolo di stranieri armati che vengono a colonizzare, anche civilmente, o invisibile come appunto un virus, è stata sempre accolta dalla gente comune quasi sempre con lo spirito d’accoglienza che è proprio di questi popoli, cercando di trarne il meglio (o anche il minimo indispensabile per poter campare…) almeno fino a quando non era (dis)umanamente troppo.
Ecco uno dei motivi che possono avere spinto Paola Viola, insegnante, volontaria per vocazione e fotografa per passione, a cimentarsi con un libro-reportage dal titolo “Karibu Covid, La pandemia da coronavirus in Kenya raccontata da chi la sta vivendo” (Piazza Editore, 180 pagg. € 16).
Il libro, che sarà presentato domani, giovedì 18 novembre a Villa Onigo di Trevignano, in provincia di Treviso, e nei giorni successivi in altre località del Veneto, si compone di una serie di interviste effettuate dall’autrice in tutto il Kenya, dagli slum di Nairobi dove opera la sua onlus “Una mano per un sorriso”, alla costa dove Paola sta iniziando altri progetti. Storie di vita in cui traspare un'umanità che si può toccare con mano e mettere nero su bianco solamente con grande sensibilità e rapporti diretti e sinceri. Alcuni degli splendidi ritratti fotografici che accompagnano le interviste raccontano proprio questo.
“E’ la storia di un viaggio umanitario percorso tra il luglio e l’agosto del 2021 per conto della ODV italiana “Una Mano per un Sorriso - For Children” – si legge nella presentazione del libro - Una missione che si è compiuta nel bel mezzo della pandemia da Coronavirus. Un viaggio che in 30 giorni ha raccolto 30 interviste di persone che, dall’altra parte del mondo, stanno vivendo la nostra stessa storia. Persone che già giornalmente sono costrette a superare sfide inimmaginabili e a lottare contro ogni violazione indescrivibile dei loro diritti”.
A raccontare a Malindikenya.net di come è nata questa bella iniziativa, il cui ricavato sarà destinato interamente al progetto “Smiling Center”, un centro polifunzionale che offrirà ai bambini che vivono nelle baraccopoli di Nairobi la possibilità, attraverso corsi di informatica, musica, danza, sport, fotografia e arte, di sviluppare i loro talenti, è la stessa Paola Viola:
“Questo libro era solo un’idea prima di partire per l’Africa la scorsa estate, nata dalla volontà di tornare in quella che considero una seconda casa. Volevo tornare finalmente a riabbracciare i miei cari lontani e semplicemente chiedere loro come stavano e cosa avevano vissuto nel tempo in cui eravamo lontani. Io in realtà lo sapevo, perché non abbiamo mai smesso di rimanere in contatto con i nostri collaboratori e attraverso loro con tutti i bambini e famiglie che sosteniamo da anni. Ma era giusto chiederlo a loro, che hanno sempre così tanto da insegnarmi”.
Così Paola è arrivata a Nairobi e si è rituffata nella realtà che sostiene da anni, grazie all’aiuto di amici e donazioni. Poi dalla capitale ha preso il treno per Mombasa ed è successo qualcosa...
“E’ iniziato tutto lì – ammette l’autrice - John, l’uomo che sedeva di fronte a noi, ha cominciato a raccontarci la sua vita e la sua esperienza durante la pandemia ancora in corso. Nelle sue semplici parole, ma soprattutto nei suoi occhi commossi e nelle grandi mani forti con cui stringeva a se i suoi bimbi, ho riconosciuto tutta l’umanità che si respira tra queste vite. E così ho deciso di abbozzare alcune domande sul mio quaderno e di chiedergli se potevo intervistarlo. Lui era molto felice di parlare con noi e quelle cinque ore sono passate in un batter d’occhio. Finalmente respiravo di nuovo l’Africa, quella vera. L’Africa delle immense sfide e delle grandi persone che riescono sempre a vedere la loro vita un passo oltre e a rialzarsi. Anche la seconda intervista è stata “casuale”. Il 17 luglio al risveglio siamo andati all’ufficio della safaricom a Malindi per fare le nuove schede telefoniche e in realtà quella era la nostra unica preoccupazione visto che da oltre 48 ore non riuscivamo a dare notizie di noi ai nostri collaboratori in Italia. Al negozio tuttavia non potevano cambiarci gli euro per acquistare le nuove schede così ci hanno indirizzato all’agenzia viaggi a fianco dicendoci che li ci avrebbero potuto aiutare. Lì abbiamo incontrato Steven “Stefano” Kombe e conosciuto un’altra storia incredibile che è diventata la seconda intervista. Intervista dopo intervista cominciavo a rendermi conto del valore e dell’importanza delle testimonianze che stavo raccogliendo. Giorno dopo giorno le parole di tutte le persone che incontravo mi arricchivano, ma al tempo stesso spesso mi facevano vergognare di me stessa. Certo avevo tante domande in mente prima di partire, ma loro nella semplicità delle loro vite hanno saputo darmi molte più risposte di quelle che cercassi. Ecco, “Karibu Covid” è la risposta, quella che in tanti modi diversi hanno saputo darmi tutti...ma non vorrei svelarvi oltre”.
Anche perché acquistando “Karibu Covid” si aiuta una piccola ma seria organizzazione umanitaria in Kenya. Il liro può essere acquistato dal sito di Piazza Editore, alla pagina www.piazzaeditore.it/karibu-covid
Per maggiori informazioni su questa pubblicazione e sul progetto umanitari
o che sosterrà potete consultare il sito unamanoperunsorriso.org

TAGS: karibu covidlibri kenyasociale kenyainterviste kenyaonlus kenya

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