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Danilo, un italo-keniano alle Olimpiadi di Tokyo

Intervista al giovane Rosafio, promessa del nuoto di Mombasa

19-07-2021 di Freddie del Curatolo

Il nuoto olimpico del Kenya a Tokyo avrà spirito, volontà e orgoglio italiano, insieme ai giovani muscoli, alle "branchie" e alla passione di un ragazzo di Mombasa.
Già, perché l’unico nuotatore della squadra maschile keniana, qualificatosi per le Olimpiadi 2021 che partiranno tra pochi giorni in Giappone, si chiama Danilo Rosafio ed ha chiare origini italiane da parte di padre, l’imprenditore Antonio “Tony” Rosafio, pur avendo una madre keniana ed essendo nato e cresciuto nella più importante città marittima del paese africano.
Tra poco meno di un mese compirà 20 anni ed è un atleta in continuo miglioramento. Sessantanovesimo nuotatore più veloce ai campionati del mondo in Cina nei 100 stile libero, ha già migliorato di cinquanta centesimi quel tempo arrivando quasi a toccare il limite dei 52 secondi.
Malindikenya.net lo ha intercettato a Loughborough, in Gran Bretagna, dove frequenta l’università e si allena.
Pur esordendo con un “Ciao”, Danny (com’è chiamato da sempre) ammette che preferirebbe conversare in inglese, perché il suo italiano non è così fluente.
“Ma il fatto che non parlo bene l’italiano – premette la giovane promessa del nuoto africano - non significa che non mi senta profondamente legato all’Italia e che sia orgoglioso del mio essere metà italiano e metà keniano”.
Rosafio sprizza gioia da tutti i pori per l’avventura che tra qualche giorno lo porterà nelle piscine dell’ estremo oriente per la più prestigiosa competizione sportiva del mondo.
“Sono molto emozionato e pieno di eccitazione – rivela Danilo – ho lavorato molto e duramente in tutti questi anni per arrivare a sognare obbiettivi di questa portata. Ho iniziato a nuotare a 4 anni, quando mio padre mi buttò nella piscina di casa nostra a Mombasa e mi insegnò a stare a galla e muovermi. Da lì in poi non ho mai smesso e a 15 anni ho deciso di diventare professionista. Oggi mi alleno fino a 18 ore alla settimana e sono molto concentrato sulla mia carriera”.
Il padre non è il solo legame con l’Italia, piccola terra di grandi sportivi che sta ancora festeggiando la vittoria degli Europei di calcio ma da anni celebra a livello internazionale incredibili nuotatori come ad esempio Francesca Pellegrini.
“Sicuramente l’essere italo-keniano mi aiuta, seguo e ammiro i nuotatori della mia seconda patria che incontrerò in Giappone come Fede Burdi (Federico Burdisso ndr), Nicolò (Martinenghi) e Greg Paltrinieri, anche se il mio idolo, il nuotatore a cui mi ispiro è l’americano Cody Miller, vorrei diventare come lui”.
Danilo Rosafio gareggerà nei 50 e nei 100 metri stile libero, unico keniano selezionato insieme alla nuotatrice Emily Muteti, che vive e studia negli Stati Uniti. Le sue aspettative sono alte ma anche pervase da un sano realismo che mostra una buona dose di maturità per un ragazzo di non ancora vent’anni.
“Sarà la più bella esperienza della mia vita – ammette il portabandiera del nuoto keniano – mi permetterà di crescere, imparare da grandi campioni e migliorare. Il mio obbiettivo è quello di stare in scia e poter ritoccare il mio record personale, sarebbe già un successo. Sinceramente però non credo di poter andare oltre, sarà difficilissimo riuscire a qualificarmi per le fasi avanzate delle gare”.
Il vero obbiettivo di Danny è più a lunga scadenza, e non è affatto impossibile da raggiungere. Il record nazionale del Kenya che appartiene ad un altro nuotatore metà africano e metà europeo, Jason Dunford la cui specialità era farfalla (arrivò quinto alle olimpiadi di Pechino nel 2008) ma detiene anche i migliori tempi dei 50, dei 100 e dei 200 metri stile libero.
“Credo che se continuo ad allenarmi così e a fare altre esperienze, tra uno o al massimo due anni potrò arrivare a battere il suo record e diventare il miglior nuotatore di sempre del Kenya, almeno nella mia disciplina”.
Ovviamente la vita di Danilo non è solo e unicamente nuoto, allenamenti e studio.
“Appena ne ho la possibilità, mi piace tornare in quella che considererò sempre casa mia – racconta il giovane – a Mombasa oltre alla mia famiglia, papà mamma e due sorelle che non hanno scelto il nuoto come professione, ho tanti amici con cui mi piace ritrovarmi e magari andare a fare una bella mangiata italiana”.
Pizza in cima ai suoi desideri, ma non solo.
“La mia italianità si vede anche in questo, oltre al fatto che come gli italiani gesticolo molto quando parlo. – sorride Danny – E se in Inghilterra soffro molto la mancanza di certi piatti, la mia fortuna in Kenya è anche avere Zio Fernando che a Kilifi ha un ristorante italiano, il Makuti. Quando torno non vedo l’ora di andare da lui a mangiare qualche specialità dell’altra terra che amo”.
Nuoto, pizza, Kenya, Italia e tanti sogni di un ragazzo con la cuffia keniana in testa e la testa sulle spalle...un po’ tricolori. Fargli gli auguri di realizzarli tutti, a partire da Tokyo 2021 ci sembra il minimo.

TAGS: nuoto kenyasport kenyaolimpiadi kenyaitaliani kenya

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