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VISTI E PERMESSI

Estensione 3 mesi visto Kenya, tutto bloccato ma...

La situazione attuale per i turisti che vogliono restare nel paese

15-01-2024 di redazione

Le nuove misure decise dal governo keniano a partire dallo scorso 1 gennaio, con l’abolizione del visto online e l’introduzione dell’autorizzazione elettronica al viaggio (eTA), da una parte ha sveltito le pratiche, il rilascio del permesso di arrivare in Kenya che ora entra in possesso del viaggiatore entro 72 ore e abbassato il costo da 50 a 30 euro più commissioni, dall’altra com’era prevedibile ha creato qualche disservizio all’interno dell’ufficio immigrazione. Disservizio che si ripercuote soprattutto con chi in Kenya ci vuole restare più a lungo di una semplice breve vacanza.

Bisogna premettere che è un periodo particolare in Kenya, in cui il presidente William Ruto sta cercando di convogliare molti servizi sotto una sola “contabilità” per evitare dispersione di introiti allo Stato già gravato da un pesante debito pubblico e con lo spauracchio di un prestito di 3 miliardi di dollari in eurobond da pagare il prossimo giugno. La situazione della moneta locale, lo scellino keniota, è ben nota con il raggiungimento dei minimi storici di valore sul dollaro (superati i 150 scellini per un dollaro) e sull’euro (i 170).

Come già accaduto nel caso dei biglietti d’ingresso ai parchi nazionali per i safari, alle patenti di guida, alle tasse mensili della Kenya Revenue Authority, tutto viene convogliato online o sul servizio telefonico Mpesa, al numero statale 222222.
Ma alcuni cambiamenti non riguardano solo la direzione dei servizi: il sistema più rapido ed efficace (come ci insegna d’altronde la storia recente del nostro paese) è inventarsi nuove tasse per i contribuenti ed aumentare o modificare quelle esistenti.
Da questo punto di vista, però, il Kenya dimostra di essere una democrazia abbastanza solida, con meno possibilità di altri paesi africani “vicini di casa” di trasformarsi in un’oligarchia o in una dittatura.
C’è una magistratura solida, un’opposizione che si fa sentire, degli ordini professionali come quello degli avvocati, o quello dei giornalisti, che una volta attaccati o messi in disparte si fanno sentire.

Così anche per la questione della “rivoluzione” di visti e permessi, che ingloba anche altri servizi offerti dall’ufficio immigrazione, specialmente ai cittadini keniani, i giudici dell’Alta Corte hanno bloccato il nuovo tariffario, pur consentendo il passaggio dall’evisa all’eTA.
Questo ha causato un stop di molti servizi paralleli o susseguenti al visto, per residenti e turisti, che ora si vedono in attesa di indicazioni da parte dell’ufficio preposto.
“The sistemi s down” o “We are waiting for indications”, sistema bloccato o attesa di ulteriori indicazioni, questa la risposta che viene data a chi si reca allo sportello informazioni.

Ma non dappertutto.
L’Alta Corte ha bloccato fino al 15 febbraio, quando si pronuncerà sulla sua liceità, la reintroduzione di una tassa sull’estensione del visto di soggiorno per i turisti. Fino a qualche anno fa, infatti, per restare altri 3 mesi nel paese, bisognava pagare 2200 scellini e sottoscrivere l’alien card, ovvero la carta d’identità provvisoria per straniera (che solitamente arrivava quando già il termine del soggiorno era scaduto…).
Da due anni a questa parte, invece, l’alien card era stata abolita (creando altri problemi per alcuni servizi che la richiedevano, ad esempio l’acquisto di automobili reso difficoltoso per i turisti o il futuro cambio di targa con l’avvento di quella elettronica, il cui termine è previsto ad aprile ma è ancora tutto da vedere…).
Abolita l’Alien Card, anche il costo dell’estensione si era azzerato.

Con le nuove disposizioni, pur abbassando il costo iniziale dell’ingresso in Kenya, il costo dell’estensione dopo i 3 mesi dovrebbe passare da zero a cento dollari, secondo la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale dello scorso 6 ottobre. Ma appunto, la giustizia, nell’impugnare la decisione e rimandare il pronunciamento a febbraio, ha bloccato anche quell’aumento, oltre a molti altri e all’introduzione del rinnovo del visto turistico anche dopo i 6 mesi (200 dollari). Una decisione presa dal governo anche per cercare di arginare la corruzione di finti timbri e finte uscite e rientri dal paese che prolifera ed in cui non solo gli italiani sono protagonisti, ma anche lavoratori clandestini asiatici e africani.

Cosa succede adesso quindi a chi aveva previsto di allungare la sua permanenza in Kenya?
Come si vedrà, se cerca di ottenere l’estensione online, la richiesta resterà sospesa ed arriverà il momento in cui il suo visto scadrà.
Prima di quel momento occorre recarsi nel più vicino ufficio immigrazione, che confermerà la difficoltà del governo a rilasciare l’estensione. A quanto risulta da testimonianze raccolte in questi giorni, a Nairobi si ottiene un’estensione temporanea di un mese (due se si è in attesa di permesso di lavoro, rinnovo o simili) gratuitamente, in altre sedi è possibile che venga richiesto un obolo per i servizi resi, nella migliore delle ipotesi insomma si torna ai vecchi 2200 scellini.
In attesa del prossimo 15 febbraio, quando verrà fatta chiarezza sulle possibilità e sui doveri futuri degli stranieri in Kenya, compresi gli aumenti esponenziali dei permessi di lavoro, che nelle intenzioni del governo potrebbero essere aumentati del 150%.

Come sempre, vi aggiorneremo ogni volta che vi sarà una novità.

TAGS: vistoestensionecortepermessiregoleETAevisa

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