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Il finto pastore di Malindi e quei morti sulla coscienza

L'assurda storia dell'ex telepredicatore Mackenzie

15-04-2023 di Freddie del Curatolo

Non si fa chiamare “Father Mackenzie”, come il personaggio della celeberrima canzone dei Beatles “Eleonor Rigby”, ma “pastor”. Lui, Paul Mackenzie Nthenge, prima di trasferirsi a Malindi è stato telepredicatore con un seguitissimo canale Youtube, poi nel 2003 ha deciso di fondare una sua “chiesa”, la “Good News International Church”, ed aprire una grande sala nella cittadina costiera, per ospitare tutti gli adepti di quella che nel corso degli anni si è trasformata in una sorta di setta. In quegli anni era salito ai disonori delle cronache locali per aver convinto un centinaio di giovani studenti a "marinare" la scuola per ascoltare le sue lezioni. "Lasciate la scuola e venite in chiesa se volete salvarvi l'anima" era il motto. Associazioni dei diritti umani e genitori erano insorti e il predicatore nel 2018 era stato arrestato, interrogato e poi rilasciato dalla polizia.

L'anno dopo, Pastor Mackenzie ha smesso di dire messa e di convogliare credenti nel capannone malindino ed ha designato un suo “luogo sacro”, dove andare in meditazione ed invitare i fedeli più fedeli, quelli che negli anni lo hanno seguito da ogni angolo del Kenya. Quel luogo è il villaggio di Shakaola, uno degli ultimi prima della savana, sulla strada che da Malindi porta verso l’ingresso dello Tsavo Est. Ancorché semisconosciuto, è un luogo caro all’etnia Mijikenda, perché da lì partirono i primi moti rivoluzionari contro l’Impero Britannico, con un famoso schiaffo dell’eroina popolare Mekatilili Wa Menza ad un amministratore coloniale. E’ lì che il controverso predicatore ha iniziato a praticare riti sempre più estremi ed a chiedere ai suoi fedeli sacrifici anche pesanti, “per poter vedere Gesù”. Per le preghiere ininterrotte del sabato, dalla mattina alla sera, e per penitenze ed altri tipi di condotte “richieste direttamente dal Signore”, sono arrivate coppie dal nord, gente di Kisumu, Kakamega, Vihiga, perfino da Busia, al confine con l’Uganda. Ma anche povera gente di Shakaola che ha visto il sedicente uomo di chiesa come l’ultima speranza per quella terra sempre più arsa dal sole e dalla siccità.  "Ho chiuso la chiesa nel 2019 perché ho avuto la rivelazione che era arrivato il momento di smettere. Non sono più un pastore. Mi identifico come il signor Mackenzie. Non ho un'assemblea a cui predicare e prego solo con me stesso e con coloro che hanno scelto di credere" aveva dichiarato il presunto pastore in un’intervista.

Il 17 marzo scorso, Nthenge è stato arrestato una prima volta dalla polizia con l’accusa di aver spinto una coppia di genitori all’uccisione dei due figli, seppelliti in una fossa poco profonda vicino alla loro capanna. Secondo gli inquirenti, il capo della setta li avrebbe convinti a digiunare “per raggiungere più in fretta il paradiso”, secondo una dottrina che alcuni testimoni delle sue prediche del sabato avrebbero confermato ai media locali, insieme ad altri messaggi dall’alto o letture a suo modo di profezie. Come quella di morire di stenti per evitare l’arrivo dell’apocalisse ed essere premiati una volta defunti.
La Corte di Malindi ha accusato Mackenzie di “aver manipolato la gente del posto attraverso insegnamenti religiosi estremi e distorti e la paura dell'ignoto alla ricerca della salvezza, causando la morte di molte persone”.
Nthenge, in attesa di giudizio, è rimasto libero su cauzione, avendo pagato poco meno di 100 euro. Eppure c’è chi ha continuato a credere alle sue farneticazioni. Ora si spera che possa essere messa la parola fine alla sua follia.

Ieri infatti si è arreso alle ricerche della polizia criminale di Malindi, dopo la scoperta di un altro fatto tragico evento a Shakaola: quattro adulti sono stati stroncati dalla fame, durante un’altra sessione di preghiere con digiuno prolungato. Altri dieci sono stati ricoverati all’ospedale di Malindi in gravi condizioni. Anche se Mackenzie non fosse direttamente collegato a questa tragedia, sicuramente ne è l’ispiratore. Sicuramente l’ex guru televisivo ha una notevole capacità persuasiva ed anche alla stampa ha confessato di essere un sensitivo, di possedere proprietà speciali e di “aver visto Gesù”. Lui, però, a differenza dei suoi fedeli, è ancora vivo e, per adesso, libero di fare altri danni approfittando di persone ingenue, ignoranti e disperate. O, peggio, di vittime incolpevoli come i bambini.

TAGS: predicatorechiesaevangelistashakaola

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