Ultime notizie

AMBIENTE

Lamu respira ancora: no alla centrale a carbone

Salvo (per ora) uno dei paradisi marittimi del Kenya

22-10-2025 di Freddie del Curatolo

È una di quelle rare notizie che non puzzano di bruciato, nonostante si parli di carbone. L’Alta Corte del Kenya ha spento l’interruttore sul progetto da due miliardi di dollari che avrebbe dovuto sorgere a Lamu, la perla swahili patrimonio dell’UNESCO, e che prometteva — a suo modo — di illuminare il Paese e oscurare il mare.

Dopo sei anni di carte bollate, udienze, appelli e sospiri, il giudice Francis Mwangi Njoroge, da Malindi, ha detto quello che tutti a Lamu sapevano già: che non si può costruire una centrale a carbone in mezzo a un paradiso tropicale e chiamarla “sviluppo sostenibile”.

La Amu Power Company, joint venture tra Centum Investment e Gulf Energy, aveva difeso il progetto come un dono alla patria. Ma il dono, come spesso accade, era di quelli che non si possono restituire e puzzano già da nuovi. A farsi sentire, questa volta, sono stati pescatori, attivisti, studenti, e qualche vecchio con il fez scolorito che da generazioni guarda il mare e sa che non serve una laurea per capire quando la marea sta arrivando troppo in fretta.

Il giudice, nella sua sentenza, ha ricordato che la partecipazione pubblica “non è stata condotta in conformità alla legge”. Tradotto dal legalese: nessuno aveva chiesto davvero ai residenti cosa ne pensassero di respirare fumo di carbone tra un dhow e una preghiera. La relazione d’impatto ambientale, poi, dimenticava dettagli trascurabili come lo smaltimento delle ceneri e l’effetto dei cambiamenti climatici.

“Il diritto a un ambiente pulito e sano non è una poesia scritta nella Costituzione”, ha ammonito Njoroge. “È una promessa.” Promessa che, per una volta, un tribunale keniota ha deciso di mantenere.

Il caso era stato sollevato da Save Lamu, Natural Justice, Katiba Institute e la campagna DeCOALonize — una piccola armata di attivisti che, armati di codici legali e tenacia africana, hanno messo all’angolo i colossi dell’energia e i loro amici con la cravatta.

La sentenza conferma la decisione del 2019 del Tribunale Ambientale di Nairobi, quando già si era tentato di seppellire il progetto sotto la carta invece che sotto la sabbia. GE, il gigante americano dell’energia, si era sfilato nel 2020, dichiarando di non voler più costruire centrali a carbone. Segno che a volte anche i giganti capiscono quando la festa è finita.

A Lamu, intanto, la gente ha tirato un sospiro di sollievo grande come l’oceano. Jamil Athman del Lamu Youth Caucus ha scritto alla corte parole di gratitudine degne di un sermone: “Avete dimostrato che la Costituzione del Kenya non è solo carta, ma una promessa viva da difendere.”

Per una volta, la legge ha fatto squadra con il mare, le mangrovie e i coralli. Ha difeso i pescatori, le famiglie, i turisti distratti che ancora cercano l’Africa delle cartoline. “Giustizia per Lamu è giustizia per il pianeta,” ha detto Somo M. Somo di Save Lamu, come se il destino del mondo dipendesse da una piccola isola di corallo. Forse non ha torto.

La decisione, secondo gli ambientalisti, eviterà la distruzione di barriere coralline, zone di pesca e foreste di mangrovie. E, soprattutto, evita di trasformare Lamu in una nuova ciminiera sul mare.

Il Kenya, del resto, non ha bisogno di carbone per sentirsi moderno: già oggi quasi il 90% della sua energia viene da fonti rinnovabili — geotermica, idroelettrica, eolica e solare. Per una volta, il Paese è davanti ai suoi modelli occidentali, dove le ciminiere continuano a fumare in nome del progresso.

E così, nel silenzio delle udienze virtuali e delle onde vere, la giustizia ha fatto ciò che spesso si spera e quasi mai accade: ha messo il timbro dalla parte giusta della storia.

Lamu, la città che profuma di spezie e resiste ai secoli, potrà continuare a raccontare la sua leggenda ai viaggiatori, senza dover tossire carbone tra un muezzin e un tramonto.

TAGS: Lamucentralecarbone

Hai trovato utile questo articolo?

Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.

Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.

TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:

https://malindikenya.net/it/articoli/notizie/editoriali/come-aiutare-malindikenyanet-con-una-donazione.html

GRAZIE
ASANTE SANA!!!

Evviva, anche in Kenya non sempre gli interessi economici hanno la meglio sul buon senso e sulla salvaguardia del pianeta e dei suoi abitanti, dell'ecosistema e...

LEGGI L'ARTICOLO

L'arcipelago di Lamu cerca di tornare all'antico, quando in tutte le isole e nella città vecchia principale non si sentiva il rombo di alcun motore.
Durante le ultime elezioni qualcosa era cambiato: per permettere ai rappresentanti locali che si candidavano...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

L’agenzia per l’energia nucleare del Kenya (NuPEA) ha conferito un mandato ad un'azienda...

LEGGI L'ARTICOLO

Il grande accordo con l’Arabia Saudita doveva portare il gas nelle case dei keniani a...

LEGGI L'ARTICOLO

L'arteria principale di Malindi, la via centrale Lamu Road, che di fatto è anche una...

LEGGI L'ARTICOLO

Ancora almeno una settimana di disagi per cittadini, residenti e turisti di Malindi, per la...

LEGGI L'ARTICOLO

Liberare i laghi da una pianta infestante che limita la riproduzione dei pesci e allo stesso tempo creare...

LEGGI L'ARTICOLO

Il Presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ha ufficialmente inaugurato giovedì 20 maggio il nuovo porto di...

LEGGI L'ARTICOLO

Il Kenya ha deciso la zona dove verrà costruita la prima centrale nucleare della sua...

LEGGI L'ARTICOLO

Una buona notizia per i risparmiatori keniani che hanno ancora soldi bloccati dal fallimento di Imperial Bank Kenya.
Tra di loro ci sono anche molti italiani residenti a Nairobi, Mombasa, Malindi e Watamu o villeggianti specialmente...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Nell’Africa orientale lo chiamano “dhahabu ya wanawake”, l’oro delle donne”, ma ora questo...

LEGGI L'ARTICOLO

Prende il via oggi la ventesima edizione del Festival Culturale di Lamu, uno dei più importanti...

LEGGI L'ARTICOLO

Lamu sempre più cuore pulsante dell'arte e della cultura in Kenya.
L'arcipelago a nord della...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Il progetto è stato annunciato ieri dal Ministro dei Trasporti del Kenya James Macharia, che dopo aver firmato l'accordo con i colleghi di Sud Sudan ed Etiopia, ha appaltato a due...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Niente parco eolico a Ngomeni, la zona a nord di Malindi ben nota agli italiani per la base San Marco.
La mega centrale da 600 megawatt che attraverso il vento avrebbe dato energia rinnovabile a tutta la costa, non sarà...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Inizia oggi la ventiduesima edizione del Lamu Cultural Festival, nello splendido e ancora poco...

LEGGI L'ARTICOLO