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Viaggi in Kenya, controlli più severi negli aeroporti italiani

Documenti tradotti in inglese, timbri sul passaporto e altro

02-10-2020 di redazione

Giro di vite sui controlli dall’Italia per chi si reca all’estero nei Paesi extraeuropei.
Durante questa settimana è stato espressamente chiesto al personale degli aeroporti, compresi i dipendenti delle compagnie aeree, di intensificare i controlli di passaporti e documenti necessari dei connazionali che si imbarcano per voli intercontinentali.
Questo avviene a causa dell’alto numero di turisti respinti dalle autorità dei Paesi stranieri che richiedono certificati di Covid-19 free con scadenze precise o con traduzione, o che non fanno entrare turisti o hanno ulteriori limitazioni.
Nel caso del Kenya nei giorni scorsi non sono stati fatti partire parecchi italiani dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa alla volta di Nairobi e Mombasa con voli ovviamente non diretti (particolarmente Qatar Airways, molto ferrea nei regolamenti ed in contatto con gli uffici immigrazione dell’aeroporto JKIA di Nairobi) ed Ethiopian Airways.
Tra le motivazioni: mancata traduzione in inglese del Tampone PCR (fino a qualche giorno fa dall’Italia non lo controllavano e spesso anche in arrivo in Kenya non c’erano problemi, ma il regolamento internazionale lo prevede), certificato sierologico al posto del tampone, mancanza del timbro di residente, di iscrizione all’AIRE o di un permesso di lavoro in Kenya.
Per chi avesse una lettera di ricongiungimento familiare, assunzione o tirocinio, volontariato o altro, meglio da oggi avere anche quella tradotta in inglese e controfirmata o timbrata di conseguenza.
Ricordiamo altresì che se un cittadino italiano dovesse entrare in territorio keniano da turista, per la legge italiana ha commesso un reato, anche se non dovesse essere stato controllato in partenza.
Pertanto nel caso dovesse avere qualsivoglia problema, a quest’ultimo si aggiungerebbe il primo.
Riassumiamo dunque cosa può essere richiesto all’aeroporto di partenza per recarsi in Kenya dall’Italia:

  1. TAMPONE PCR con validità di non più di 96 ore dall’orario di partenza, tradotto in lingua inglese.
  2. PERMESSO DA RESIDENTE TIMBRATO SUL PASSAPORTO o comunque certificato originale dell’Ufficio Immigrazione keniano che attesta la residenza, meglio se abbinato all’iscrizione all’AIRE.
  3. SE NON SI E’ RESIDENTI: Lettera di invito da parte di un parente per ricongiungimento familiare, documenti comprovanti il possesso di una casa che risulti come seconda residenza dell’intestatario (quindi regolarmente dichiarata ai fini delle tasse).
  4. Lettera di invito di una compagnia keniana per un lavoro o uno stage. Lettera di invito con impegno a produrre un permesso di lavoro, soggiorno o volontariato da parte di enti o associazioni che operano in Kenya.ù

PER ORA NON E’ PERMESSO RECARSI IN KENYA DALL’ITALIA COME SEMPLICI TURISTI, NONOSTANTE IL KENYA ACCETTI REGOLARMENTE CHIUNQUE ARRIVI NEL SUO PAESE MUNITO DI TAMPONE PCR CON VALIDITA’ ENTRO LE 96 ORE DALLA PARTENZA.

TAGS: italia kenyacontrolli kenyadocumenti kenyatampone kenyaviaggi kenyaregole kenya

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