KENYA NEWS
17-07-2026 di Freddie del Curatolo
Spesso purtroppo ai giorni nostri le tragedie sono sirene d’allarme che suonano, tardive e fastidiose come campanacci che ti penetrano i timpani, per cambiare qualcosa e sollecitare le istituzioni a prendere iniziative.
Questo accade in Italia come in Kenya, dove lo sviluppo dovrebbe andare di pari passo con il rispetto per l’ambiente e non per un mero senso estetico o per un concetto di turismo sostenibile, ma per un’idea di convivenza in armonia con la natura e per identificare un luogo con la bellezza che questo ha sempre rappresentato per migliaia di persone che ci si approcciano.
Così il crollo di una sezione dell’ecomostro (chiamiamolo così, perché tale è) sulla spiaggia del Twiga a Watamu, con un operaio morto ed alcuni feriti, ha sollevato grandi proteste della popolazione locale, degli ambientalisti e anche di residenti stranieri che, pur approvando lo sviluppo turistico della località, stanno capendo che quando si esagera è giusto denunciare.
Il rischio è quello che si faccia di tutta l’erba un fascio, che non si distingua tra chi per costruire nuove strutture ricettive, rispetti le norme vigenti, si preoccupi di non deturpare l’ambiente, applichi una sorta di piano regolatore virtuale che purtroppo non esiste ma che il buon senso e l’assenza di corruzione può rispettare senza spingersi oltre la decenza. E' possibile che la costruzione in questione sia tutta in regola, per carità. Ma l'intento delle polemiche magari è anche scongiurare tentativi di imitazione.
I media nazionali, più o meno tutti i notiziari delle televisioni keniane, si sono occupati in questi giorni del fattaccio di Watamu, anche senza precisare che la società che sta costruendo una palazzina di cinque piani a ridosso della spiaggia, con fondamenta più o meno sulla sabbia e un colpo d’occhio che solo i peggio palazzinari della nostra infausta tradizione possono immaginare in un progetto edilizio sulla costa del Kenya.
Le immagini passate sulle tv e riprese dai social mostrano non solo le famiglie delle vittime del crollo e i soliti "casinisti" a prescindere, ma anche operatori della spiaggia, vicini di casa, keniani che forse iniziano a capire che il brutto spesso è anche fatto male. Perchè se fai qualcosa di decente, se non di bello, vuoi che resti in piedi in eterno e che la gente ne possa godere perchè in simbiosi con il paesaggio.
In poche parole, se non si regolano queste costruzioni, poco alla volta quella che fino ad ora abbiamo chiamato, a buon titolo, la “perla dell’oceano indiano”, diventerà uno dei tanti simboli di una barbarie commerciale che potrà attirare soprattutto una clientela che non riterrà Watamu un luogo speciale, un paradiso di relax e immersione nella natura equatoriale, ma semplicemente una propaggine marina e climaticamente attraente di suburre mediterranee che privilegiano un affitto basso con vista mare alla bellezza di una spiaggia incontaminata, personale di servizio da 200 euro al mese piuttosto che l’integrazione da pari a pari in un Paese straniero, il cemento ad un baobab abbattuto in più e una licenza facile ottenuta tramite mazzetta ad un lavoro fatto con tutti i crismi e che fa sentire a posto con la coscienza. E il passarla liscia, alimenta innumerevoli tentativi di imitazione, anche di chi arriva e arriverà qui in futuro. Per questo ci vorrebbe una svolta.
Ma tant’è, e per fortuna che c’è ancora chi pensa che investire in Kenya sia un privilegio e che portare una certa idea di Italia qui, quella di cui dovremmo essere orgogliosi, possa rappresentare una rivalsa per chi ci ha visto da sempre come dei paraculi, se non degli approfittatori.
Ora sono in tanti, perfino gli stessi beach boys che grazie a qualche altro connazionale che, pur facendo le cose in piccolo, ha sponsorizzato altre brutture magari “africanamente accettabili”, a protestare e a portare la loro voce alle istituzioni della Contea di Kilifi. Che magari un giorno, a loro volta (magari non è il caso in questione), smetteranno di farsi ungere come buzziconi in un salone per massaggi e inizieranno a pensare al bene a lunga gittata delle loro meravigliose spiagge.
Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.
Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.
TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:
GRAZIE
ASANTE SANA!!!
NEWS
di redazione
Centomila appartamenti di edilizia popolare finanziati dalle Nazioni Unite in Kenya, per eliminare i quartieri poveri e disagiati di Nairobi.
Appartamenti che saranno destinati a chi potrà permettersi di pagare affitti bassi che saranno commutabili anche in un vero e...
REPORTAGE
di Freddie del Curatolo
Quando è troppo è troppo, e non è giusto che il nome di tanti italiani che hanno fatto belle cose per...
L'INTERVISTA
di Freddie del Curatolo
Daniele Forino ha 32 anni, vive a Watamu da quando ne aveva 12, è cresciuto lavorando nei cantieri che suo...
KENYA NEWS
di Freddie del Curatolo
Un operaio ha perso la vita e diversi altri sono rimasti feriti nel crollo di una parte di un edificio di...
IMMOBILIARE
di redazione
Chi ha in mente di acquistare una villa, una casa o un terreno a Watamu, sappia che questo potrebbe essere il ...
KENYA NEWS
di Freddie del Curatolo
C’è una parola che in Kenya non si usa spesso, perché di solito arriva tardi, quando il danno è già...
STORIE
di Freddie del Curatolo
Guardando i quartieri popolari e la cintura urbana di Nairobi, viene da pensare che il Kenya ha fatto un percorso...
KENYA NEWS
di Freddie del Curatolo
A Watamu succede qualcosa di nuovo. E non è un resort, né un beach club, né l’ennesimo...
STRADE
di redazione
Difficile in Africa assistere a lavori spediti.
Nel mondo del "pole pole" solitamente i tempi previsti non vengono mai rispettati.
Non è detto...
IL KENYA CHE CAMBIA
di Freddie del Curatolo
Kibera Addio.
Almeno nelle parole del presidente...
NEWS
di redazione
Chi viene la prima volta sulla costa keniota ci torna spesso e volentieri.
Magari può saltare un anno per ristrettezze economiche o per lo stato di salute di un parente, magari può scegliere provvisoriamente un'altra meta da visitare o provare...
SPETTACOLI
di redazione
Una domenica sera in "trasferta" a Watamu per Freddie e Sbringo, che propongono il peggio del loro...
AMBIENTE
di Leni Frau
Come annunciato in precedenza, oggi il Kenya si ferma per un'iniziativa che viene attuata...
LUTTO
di redazione
A Meru, dove ancora aiutava a distanza tante famiglie, lo ricordano come una presenza benedetta. Fratel...