Reportage

REPORTAGE

Visita all'ecomostro di Watamu, dopo le proteste di turisti e residenti

Tra critiche estetiche e ambientali, i lavori riprenderanno?

11-08-2026 di Freddie del Curatolo

Quando è troppo è troppo, e non è giusto che il nome di tanti italiani che hanno fatto belle cose per il turismo a Watamu negli ultimi quarant’anni, vada sporcato da pochi episodi, a mio modesto avviso, disdicevoli dal punto di vista estetico. 
Allo stesso tempo mi sono sentito in dovere di rispondere, una volta per tutte, alle decine di mail e messaggi che mi sono arrivati prima e dopo la pubblicazione dell’articolo e del video sull’ecomostro eretto da italiani sulla spiaggia del Twiga. Badate bene, qui non entriamo nel merito della liceità della costruzione, né di permessi e cose che non è dato sapere.
E' solo che un buon cronista deve rendersi conto di persona delle notizie, quindi mi sono recato in quella spiaggia e ho potuto parlare con residenti, operatori turistici sia italiani che keniani (per non parlare della comunità britannici) ed è stato quasi plebiscito di deplorazione, tanto che si potrebbe preparare una raccolta di firme per aprire un’inchiesta su come sia stato possibile dare i permessi per un palazzone del genere. Inchiesta che era stata caldeggiata anche dai media locali, all’indomani dell’incidente. Non firme per chiederne l'abbattimento, intendiamoci, ma solo per capire se è tutto in regola specialmente con la NEMA, l'autorità ambientale.
Già perché l’ecomostro (davvero non ci sono altre parole per definirlo), non solo è stato costruito a due passi dall’oceano, praticamente sulla sabbia, ma è stato anche costruito male in alcune sue parti (particolarmente il parcheggio sotterraneo), tanto che ha subito un crollo parziale che è costato la vita ad un operaio.
Ora, dopo le verifiche strutturali, si teme che la costruzione possa essere ripresa, e non speriamo che se deve essere fatto, sia fatto con tutti i crismi per evitare che in futuro vengano ripetute leggerezze (per usare un eufemismo) come questa.
Nel coro di chi ha sempre promosso una destinazione a misura di sostenibilità ambientale, ci sono gestori di boutique hotel, bed & breakfast e ristorantini sulla spiaggia, ma anche proprietari di case ed altri albergatori che, pur pensando al loro business perchè purtroppo non si può campare di sola bellezza e poesia al giorno d'oggi, non sarebbero mai arrivati ad una roba del genere.
Qui sotto dunque il breve videoreportage da Watamu, frutto lo ripetiamo di un'opinione del tutto personale. 
 

 

TAGS: ecomostroTwigaedilizia

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