KENYA NEWS
14-07-2026 di Freddie del Curatolo
Un operaio ha perso la vita e diversi altri sono rimasti feriti nel crollo di una parte di un edificio di diversi piani in costruzione, di proprietà di una società italiana, sulla spiaggia che chiamano Twiga, nella Jacaranda Bay di Watamu. Non è solo una notizia di cronaca, non è soltanto un incidente di cantiere: è il risultato di una lunga catena di leggerezze, complicità e interessi che da anni deturpano uno dei tratti di costa più belli del Kenya.
Mentre la comunità locale piange una vita spezzata per portare a casa un pacco di farina e due pomodori, il crollo di un ecomostro in costruzione su una delle spiagge (che erano) più spettacolari della cittadina turistica riapre il dibattito sulle autorizzazioni facili, sulla corruzione e su un modello di sviluppo che, troppo spesso, vede anche imprenditori italiani protagonisti dell'edilizia più selvaggia di quanto si vorrebbe dipingere l'Africa.
Sì, perché a danno fatto, bisogna chiedersi perché quell'edificio fosse lì, perché qualcuno abbia autorizzato un progetto tanto contestato e perché, ancora una volta, il denaro sembri aver avuto più peso delle leggi, dell'ambiente e perfino della sicurezza di chi lavora.
Perché il Kenya, per qualcuno (non parliamo della struttura in questione), continua a essere il luogo dove ciò che in Europa sarebbe impossibile diventa improvvisamente realizzabile. Dove i vincoli urbanistici si trasformano in fastidi da aggirare, le autorizzazioni in pratiche da "oliare" e il rispetto delle regole in un lusso superfluo. Finché, inevitabilmente, il conto arriva.
La tragedia si è consumata mentre i lavoratori stavano gettando il solaio del piano interrato, quando la struttura ha improvvisamente ceduto.
Secondo le prime ricostruzioni, il progetto che è stato trasformato in scheletro precario, attuato da italiani che a 24 ore dal fattaccio sono già irreperibili, era già da tempo al centro di polemiche. Ambientalisti, residenti e operatori turistici contestavano la realizzazione dell'edificio perché sorgerebbe a meno di sessanta metri dalla linea di alta marea, in un'area soggetta a particolari tutele ambientali. Nonostante questo, le autorizzazioni sarebbero state concesse ugualmente.
Già diversi connazionali in passato si erano anche rivolti a malindikenya.net per chiedere lumi, ed il consiglio era stato quello di “fare quadrato” tra residenti e denunciare. Ma di fronte alla corruzione, ci vogliono grande coesione, unità d’intenti e coraggio, per ottenere qualcosa.
Naturalmente sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità dirette per il crollo, ma il contesto nel quale è maturata questa tragedia merita una riflessione che va ben oltre il singolo episodio.
Da anni Malindikenya.net denuncia un fenomeno tanto evidente quanto imbarazzante: non è il caso della palazzina in questione, alcuni imprenditori italiani, arrivati in Kenya con grandi disponibilità economiche e pochi scrupoli, sembrano considerare il Paese una sorta di "far west" dell'edilizia. Quello che in Italia si fermerebbe davanti a una commissione paesaggistica, a una procura o a una semplice opposizione dei cittadini, qui troppo spesso trova la strada spianata grazie a permessi discutibili, interpretazioni elastiche delle norme e, nei casi peggiori, alla corruzione. Lo abbiamo visto qualche anno fa con il progetto, addirittura approvato e grazie soprattutto alla comunità britannica bloccato, di un grattacielo di 70 piani di fronte alla Turtle Bay, anch'esso italiano.
Intendiamoci, non è una questione di nazionalità, a Watamu abbiamo esempi di keniani e anche di origine britannica che hanno deturpato la bellissima spiaggia con muri di cemento e costruzioni a ridosso del bagnasciuga. Così come esistono imprenditori seri anche di casa nostra che investono rispettando le leggi e contribuendo realmente allo sviluppo della costa. Ma esiste anche una minoranza che ha esportato il peggio della cultura edilizia italiana: la convinzione che tutto abbia un prezzo e che ogni ostacolo possa essere aggirato.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La costa di Watamu e Malindi è costellata di costruzioni nate dove non avrebbero dovuto sorgere, alberghi e residence che hanno divorato vegetazione costiera, alterato il paesaggio e spesso alimentato un mercato immobiliare fondato più sulle relazioni che sul rispetto delle regole.
In questo caso, le testimonianze raccolte sul posto parlano anche di possibili materiali inadeguati e di scelte costruttive discutibili, aspetti che dovranno essere verificati dalle indagini tecniche. Ma ancora prima della qualità del cemento o del diametro dei tondini di ferro, c'è una domanda che pesa come un macigno: chi ha autorizzato un'opera tanto contestata in un'area tanto delicata?
Le responsabilità, infatti, non possono fermarsi ai cancelli del cantiere. Se un edificio viene costruito dove non dovrebbe, significa che qualcuno ha firmato autorizzazioni, bisognerà vedere se è tutto in regola, anche se qui entra in gioco la compagnia che ha l'appalto, e non il costruttore italiano.
Ogni volta che accade una tragedia, le istituzioni promettono verifiche e commissioni d'inchiesta. Poi, con il passare delle settimane, tutto torna come prima. Fino al prossimo crollo.
La morte di questo lavoratore dovrebbe invece segnare un punto di svolta. Per rispetto della vittima, della sua famiglia e di una località come Watamu che vive della straordinaria bellezza del suo ambiente naturale e non può permettersi di trasformarsi in un museo degli ecomostri.
Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.
Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.
TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:
GRAZIE
ASANTE SANA!!!
NEWS
di redazione
Centomila appartamenti di edilizia popolare finanziati dalle Nazioni Unite in Kenya, per eliminare i quartieri poveri e disagiati di Nairobi.
Appartamenti che saranno destinati a chi potrà permettersi di pagare affitti bassi che saranno commutabili anche in un vero e...
NEWS
di redazione
Il Kenya ha scelto la priorità per diventare una Nazione modello, o almeno cercare di imboccare la strada giusta.
Bisogna combattere e...
REPORTAGE
di Freddie del Curatolo
Quando è troppo è troppo, e non è giusto che il nome di tanti italiani che hanno fatto belle cose per...
ULTIMORA
di redazione
Crolla improvvisamente un edificio di sette piani in un sobborgo periferico di Nairobi.
Ad Embakasi, un palazzo intero è collassato in poche decine di minuti durante la notte, seppellendo almeno quindici persone che risultano disperse, ma il triste conto umano potrebbe aumentare...
UFFICI
di redazione
E' stato inaugurato a Malindi l'ufficio della Commissione Etica e Anticorruzione (EACC) per la Costa Nord del Kenya.
E' stato il Vice Direttore Generale della Commissione, Michael Mubea, ad aprire formalmente la sede, dopo una settimana di sensibilizzazione a Kilifi,...
CRONACA
di redazione
Questa volta Malindi sembra vicina alla nostra povera Italia non per la comunità di concittadini che da quarant'anni la popola serenamente, ma per le vicissitudini legate all'edilizia, che diventano...
NEWS
di redazione
All'indomani del crollo del palazzo di otto piani in costruzione nel centro di Malindi, è già partita la caccia alle responsabilità ma si pensa anche a tutti gli altri progetti edilizi nella cittadina e alla bontà dei controlli effettuati e dei...
POLITICA E SOCIETA'
di redazione
Il Kenya riprova a combattere la corruzione, mettendo in campo gli uomini del presidente che hanno...
ANTICORRUZIONE
di redazione
La Corte Suprema del Kenya ha dato l’ordine di accelerare le pratiche per l’introduzione...
STORIE
di Freddie del Curatolo
Guardando i quartieri popolari e la cintura urbana di Nairobi, viene da pensare che il Kenya ha fatto un percorso...
NEWS
di redazione
In barba ai problemi di corruzione e processi agli alti vertici dell'azienda a Nairobi, sono iniziati ieri in pompa magna nel centro di Malindi i lavori di sostituzione dei trasformatori elettrici e dei vecchi pali di legno della Old Town.
POLITICA KENYA
di redazione
Il Kenya, almeno se il suo presidente William Ruto sarà rieletto e confermerà quanto annunciato nei ...
L'INTERVISTA
di Freddie del Curatolo
Daniele Forino ha 32 anni, vive a Watamu da quando ne aveva 12, è cresciuto lavorando nei cantieri che suo...
NEWS
di redazione
Il Kenya è un paese dove sicuramente vale la pena investire le proprie risorse economiche per...
POLITICA
di redazione
"La guerra contro la corruzione nel nostro Paese è solamente all'inizio, non ci sarà tregua perchè chi ruba non lo fa a nome di una comunità, ma ruba per se stesso. Non è un discorso...
APPROFONDIMENTI
di redazione
Una frecciata piuttosto audace e diretta ai governanti del Kenya, accusati di mancanza di visione a...