Istituzioni

KENYA - ITALIA

Piantedosi a Nairobi, sicurezza ma non solo

Prima storica visita di un ministro dell'Interno italiano in Kenya

03-07-2026 di Freddie del Curatolo

Il Piano Mattei continua a tradursi in rapporti sempre più stretti tra Italia e Kenya. Dopo le visite di ministri e sottosegretari italiani che negli ultimi due anni hanno consolidato la collaborazione nei settori dell'economia, della cooperazione, della ricerca scientifica, dell'innovazione tecnologica e della formazione, è ora il turno della sicurezza, con un nuovo tassello che amplia ulteriormente il partenariato tra Roma e Nairobi.
La scelta del Kenya come Paese prioritario è stata la chiave per aprire uno scrigno promettente, pieno di possibilità reciproche.

Dalla cooperazione allo sviluppo al commercio, dall'intelligenza artificiale alla ricerca universitaria, fino alla sicurezza e alla gestione dei flussi migratori. Il dialogo tra Italia e Kenya continua ad allargarsi, confermando il Paese dell'Africa orientale come uno dei partner strategici di Roma nel continente, anche nell'ambito del Piano Mattei. A questo percorso si aggiunge ora un nuovo settore considerato strategico da entrambi i governi: quello della sicurezza.

In quest’ottica, ma non solo, si deve leggere la visita ufficiale del nostro ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a Nairobi. Ed è la prima volta in assoluto nella storia italiana che un ministro dell’Interno viene in Kenya. Piantedosi ha incontrato il suo omologo keniano Kipchumba Murkomen e il Primo Segretario di Gabinetto, Musalia Mudavadi, partecipando alla firma di una lettera d'intenti che costituisce il primo passo verso un accordo bilaterale di cooperazione nel campo della sicurezza, destinato a essere formalizzato nei prossimi mesi.

Non solo, per la prima volta due alte cariche dello Stato keniano, insieme, hanno reso omaggio ad un ministro italiano, partecipando al ricevimento in suo onore nella residenza dell’ambasciatore d’Italia, Vincenzo Del Monaco.
E questo è un ulteriore testimonianza di relazioni sempre più strette e motivate.
Negli ultimi due anni il Kenya è stato una delle principali tappe della rinnovata strategia italiana verso l'Africa. Dall'avvio del Piano Mattei, Nairobi ha accolto numerose missioni istituzionali italiane, con la presenza di ministri (penultima, la Bernini), viceministri e sottosegretari che hanno contribuito a rafforzare la cooperazione in numerosi ambiti: dal commercio agli investimenti, dalla ricerca scientifica all'innovazione tecnologica, dalla formazione universitaria alla cooperazione allo sviluppo.

L'intesa siglata conferma la volontà dei due Paesi di rafforzare la collaborazione su temi di interesse comune, in particolare nella prevenzione e nel contrasto della criminalità organizzata transnazionale, nella gestione dei flussi migratori e nel consolidamento dei rapporti tra le rispettive istituzioni e forze di polizia.
E’ lo stesso Piantedosi a confermarlo a malindikenya.net: “La mia presenza a Nairobi non è per soltanto per una firma, ma per dare via ad un percorso importante in cui il Kenya è stato identificato come partner per le politiche migratorie, ed in quest’ottica allinearci in tema di sicurezza è fondamentale ma anche solo il primo passo”. Per il capo del Viminale, la posizione strategica dell'Italia nello scacchiere del Mediterraneo e l'importanza del Kenya come hub dell'Africa subsahariana rappresentano una delle assi fondamentali per i rapporti tra Europa ed Africa.
La strada segnata è quella di inserire il Kenya nei paesi considerati sicuri per i flussi migratori, e proporre all’Unione Europea l’allineamento con realtà come India, Colombia, Bangladesh, Kosovo, Tunisia. Questo aprirebbe anche scenari di lavoro e formazione in Italia per i keniani.
Il primo segretario Mudavadi, che era recentemente a Roma all’incontro tra Ruto e Giorgia Meloni, ha sottolineato la storica presenza di un ministro degli Interni, come un altro tassello delle ottime relazioni tra i due Paesi, confermando l’apertura di nuovi scenari di collaborazione.

Nel corso della cerimonia, Murkomen ha sottolineato come il Kenya apprezzi l'approccio integrato adottato dall'Italia, che mette in relazione sviluppo economico, gestione delle migrazioni e sicurezza, considerandoli elementi strettamente collegati.
Alla firma della lettera d'intenti hanno assistito anche l'ambasciatore d'Italia in Kenya, Vincenzo Del Monaco, il sottosegretario Raymond Omollo, il sottosegretario ai Servizi per l'Immigrazione e i Cittadini Belio Kipsang e altri rappresentanti dei governi dei due Paesi.
Il documento rappresenta inoltre una cornice di riferimento per sviluppare una collaborazione sempre più stretta tra le autorità di polizia dei due Paesi nella lotta contro le organizzazioni criminali che operano oltre i confini nazionali.

L'esperienza italiana rappresenta un modello di riferimento per il programma di modernizzazione della sicurezza pubblica avviato dal governo keniano, come ha confermato a malindikenya.net il capo della Polizia di Nairobi, Adamson Bungei. Nelle scorse settimane una delegazione guidata dal sottosegretario alla Sicurezza interna Raymond Omollo aveva visitato diverse strutture delle forze di sicurezza italiane per approfondire i sistemi di coordinamento e le tecniche di polizia che potranno contribuire alla futura operatività della nuova

 

 

TAGS: ministroItaliaFarnesinaMudavadiMattei

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