KENYA NEWS
25-08-2026 di Freddie del Curatolo
Una buona notizia per il turismo keniano che ha bisogno di regolamentazioni serie e concertate, anche se per il momento è soltanto temporanea.
L'Alta Corte del Kenya ha infatti sospeso l'entrata in vigore dell'obbligo di assicurazione sanitaria per tutti i visitatori stranieri, misura che avrebbe dovuto diventare uno dei nuovi requisiti per l'ingresso nel Paese.
Come avevamo già raccontato nelle scorse settimane su Malindikenya.net, il provvedimento voluto dal Ministero della Salute aveva suscitato forti perplessità tra operatori turistici, agenzie di viaggio e associazioni di categoria, preoccupati che l'ennesimo adempimento burocratico potesse scoraggiare una parte dei visitatori diretti in Kenya.
Il giudice Francis Rayola Olel ha emesso un provvedimento cautelare che blocca l'applicazione della direttiva contenuta nella Gazette Notice n. 11492 del 30 luglio scorso, in attesa che il tribunale si pronunci nel merito della questione. L'udienza è stata fissata per il prossimo 16 settembre.
Il ricorso sostiene che il Ministero della Salute abbia ecceduto le proprie competenze, imponendo un requisito di ingresso che, secondo i ricorrenti, spetterebbe invece al Ministero dell'Interno e al Dipartimento Immigrazione. Vengono inoltre contestate la mancanza di una chiara procedura amministrativa, possibili criticità nella gestione dei dati personali dei viaggiatori e l'assenza di un adeguato processo di consultazione pubblica.
La disposizione avrebbe imposto a tutti gli stranieri diretti in Kenya per soggiorni inferiori a dodici mesi di possedere una copertura sanitaria con un massimale minimo di 50.000 dollari statunitensi (circa 6,4 milioni di scellini kenyani), comprendente spese mediche, evacuazione sanitaria, rimpatrio della salma e altre prestazioni specifiche.
Successivamente il Ministero della Salute aveva precisato che sarebbero state accettate anche polizze stipulate nel Paese di origine, purché conformi ai requisiti richiesti. Proprio questa precisazione, tuttavia, secondo i ricorrenti ha contribuito a creare ulteriore confusione sull'effettiva applicazione della norma.
Per chi sta programmando un viaggio in Kenya la situazione, almeno per il momento, torna quella precedente.
Attualmente non è obbligatorio acquistare una specifica assicurazione sanitaria kenyana come condizione per ottenere l'eTA o entrare nel Paese. La sospensione disposta dall'Alta Corte blocca infatti l'applicazione della direttiva fino alla successiva decisione del tribunale.
Resta naturalmente il consiglio, che Malindikenya.net ha sempre dato ai propri lettori, di viaggiare comunque con una buona assicurazione medico-sanitaria internazionale. Le cure private in Kenya sono di ottimo livello nelle principali città e nelle località turistiche, ma possono avere costi elevati, soprattutto in caso di ricovero o di eventuale evacuazione sanitaria.
La sospensione rappresenta un sospiro di sollievo per un comparto che stava guardando con preoccupazione all'introduzione di un ulteriore requisito burocratico proprio mentre il Kenya continua a investire sulla crescita del turismo internazionale.
Molti operatori avevano infatti evidenziato come la maggior parte dei viaggiatori provenienti dall'Europa fosse già in possesso di polizze viaggio complete e come l'obbligo di acquistare un'ulteriore copertura potesse risultare ridondante, oltre che penalizzante per la competitività della destinazione rispetto ad altri Paesi africani.
È importante sottolineare che non si tratta di una cancellazione definitiva della misura.
L'Alta Corte ha semplicemente sospeso l'efficacia del provvedimento fino all'esame del ricorso. Sarà quindi la sentenza attesa nelle prossime settimane a stabilire se l'obbligo potrà essere reintrodotto, modificato oppure definitivamente annullato.
Come sempre, Malindikenya.net continuerà a seguire da vicino la vicenda, aggiornando tempestivamente i lettori su eventuali novità che possano interessare chi vive in Kenya o sta programmando una vacanza sulla costa.
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