Ultime notizie

KENYA NEWS

Oro nero del Kenya tutto africano, sarà vero?

Accordo con magnate nigeriano per la raffineria

06-07-2026 di Freddie del Curatolo

Il Kenya il prossimo dicembre inizierà ufficialmente la produzione di petrolio in maniera autosufficiente, dal bacino del lago Turkana e da pozzi di sua proprietà, il prossimo mese di dicembre. Impossibile pensare che qualcuno non si facesse avanti per "razionalizzare" questa risorsa, ovvero costruire una raffineria e prepararsi all'esportazione. Ma la novità è che non sono i cinesi, gli emiratini o gli americani a farlo, né che una volta tanto l'Europa sia arrivata prima. Perché a stringere accordi con il Kenya è stato un magnate nigeriano, anzi il magnate nigeriano del petrolio: Aliko Dangote.

L'annuncio è arrivato dalla Dangote Industries, che ha confermato il progetto di costruire in Kenya una raffineria capace di lavorare qualcosa come 700 mila barili di greggio al giorno. Una produzione destinata a diventare il fulcro energetico dell'Africa orientale.

L'impianto rappresenterà il secondo pilastro del gruppo dopo la gigantesca raffineria inaugurata vicino a Lagos, che è la più grande d’Africa e una delle tre più grandi del mondo. Insieme, le due strutture porteranno la capacità complessiva di raffinazione del gruppo Dangote a oltre 2,1 milioni di barili al giorno. Appunto, 1,4 milioni in Nigeria e 700 mila in Kenya.

La localizzazione definitiva non è stata ancora scelta. Sul tavolo restano i porti di Mombasa e della povera Lamu, il famoso patrimonio dell’Unesco del Pinocchio Nero. D’altronde sono i due porti strategici per l'esportazione e per la distribuzione verso l'entroterra dell'Africa orientale. Da una parte sarebbe privilegiata l’Etiopia, dall’altra Uganda e Ruanda. Con la situazione d’instabilità del Sudan e del Sud Sudan e le mire etiopi verso i porti del Mar Rosso, c’è da immaginare che fortunatamente sarà preferita la seconda città del Paese.
Inizialmente il progetto era stato immaginato fuori dal Kenya, in Tanzania, a Tanga, ma Dangote ha successivamente preferito di sedersi al tavolo con William Ruto. Il Kenya viene ritenuto più competitivo dal punto di vista logistico, infrastrutturale e commerciale.

Secondo il presidente William Ruto, anche i governi della regione parteciperanno all'investimento, mentre Nairobi ha già previsto uno stanziamento iniziale di circa 200 milioni di dollari.
Briciole, per un progetto che nella sua intierezza avrebbe un valore di circa 20 miliardi di dollari.
Però considerato che servirà presumibilmente tutti i Paesi dell'East African Community, riducendo la dipendenza dalle importazioni di carburante raffinato e limitando gli effetti delle crisi internazionali sui prezzi dell'energia, ognuno dovrebbe fare la sua parte. Con la banca africana ed altri usurai legalizzati del mondo finanziario appollaiati ai tralicci come sempre.

L'avvio della costruzione è previsto entro la fine del 2026, in parallelo con l'inizio della produzione commerciale del petrolio del bacino di South Lokichar, nella contea del Turkana.

Ma chi è l'uomo che vuole trasformare il Kenya nel nuovo polo petrolifero dell'Africa orientale?
Aliko Dangote, 69 anni, è considerato da oltre un decennio l'uomo più ricco del continente africano. Nato a Kano, nel nord della Nigeria, in una famiglia di commercianti ha costruito il proprio impero partendo, negli anni Settanta, dall'importazione di zucchero, cemento, riso e altri beni di largo consumo. La sua intuizione fu semplice ma rivoluzionaria: smettere di importare e iniziare a produrre direttamente in Africa ciò che gli africani consumavano ogni giorno.

Da quella filosofia è nato il gruppo Dangote Industries, oggi un colosso presente nel cemento, nello zucchero, nella farina, nei fertilizzanti, nella logistica e naturalmente nell'energia. La sua Dangote Cement è diventata il principale produttore di cemento dell'Africa, contribuendo alla costruzione di infrastrutture in oltre dieci Paesi.

Il progetto simbolo della sua carriera rimane però la Dangote Petroleum Refinery di Lagos, costata oltre 20 miliardi di dollari. L'impianto è stato progettato proprio per interrompere il paradosso della Nigeria, primo produttore africano di greggio ma costretta per anni a importare gran parte dei carburanti raffinati.

L'investimento in Kenya segue la stessa logica. Non limitarsi a estrarre il petrolio, ma trasformarlo direttamente sul continente, creando occupazione, valore aggiunto e una maggiore autonomia energetica.

È anche un segnale politico ed economico. Per decenni le grandi opere africane sono state finanziate e costruite prevalentemente da capitali occidentali, cinesi o del Golfo. L'arrivo di Dangote racconta invece una nuova stagione nella quale una delle maggiori scommesse industriali dell'Africa orientale nasce da un investimento africano, con capitali africani e una visione dichiaratamente panafricana.

Se il cronoprogramma verrà rispettato, tra pochi mesi il Kenya entrerà ufficialmente nell'era del petrolio, con l’idea di diventare una piccola Nigeria (speriamo solo per quanto riguarda il petrolio…). Se la raffineria diventerà realtà, non sarà soltanto un nuovo produttore di greggio, ma potrebbe trasformarsi nel centro energetico di tutta l'Africa orientale. Un traguardo che, almeno questa volta, porta la firma di un altro africano.

TAGS: petrolioMombasaraffineriaTurkana

Hai trovato utile questo articolo?

Apprezzi il nostro lavoro quotidiano di informazione e promozione del Kenya? Malindikenya.net offre questo servizio da 16 anni, con il supporto di sponsor e donazioni, abbinando scritti e video alla diffusione sui social e ad una sorta di “ufficio informazioni” online, oltre ad affiancarsi ad attività sociali ed istituzionali in loco.

Di questi tempi non è facile per noi continuare a gestire la nostra attività, garantendo continuità e professionalità unite a disponibilità e presenza sul campo.

TI CHIEDIAMO QUINDI DI CONTRIBUIRE CON UNA DONAZIONE PER NON COSTRINGERCI A CHIUDERE. TROVI TUTTE LE INFORMAZIONI SU COME AIUTARCI A QUESTO LINK:

https://malindikenya.net/it/articoli/notizie/editoriali/come-aiutare-malindikenyanet-con-una-donazione.html

GRAZIE
ASANTE SANA!!!

Il Kenya ha venduto il primo carico di greggio prodotto nel suo territorio.
Ieri il ...

LEGGI L'ARTICOLO

Dopo mesi di indiscrezioni e ipotesi tra Tanzania, Mombasa e Kenya, il verdetto è arrivato: la più...

LEGGI L'ARTICOLO

Il razionamento di carburante in Kenya sta causando mancanze in particolare di gasolio e cherosene nelle...

LEGGI L'ARTICOLO

I tre parchi nazionali del Lago Turkana sono stati dichiarati dall'UNESCO "Patrimonio mondiale in pericolo".
Lo ha deciso ...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

L’emergenza carburante in Kenya che ha creato parecchi disagi in tutto il paese, tra razionamento, distributori...

LEGGI L'ARTICOLO

Nonostante l’ottimismo dell’ente nazionale del petrolio, in Kenya da oggi molti distributori sono chiusi e altri...

LEGGI L'ARTICOLO

Gli esperti di economia mondiale prevedono un 2019 al top per il Kenya.
Questi i dati e di conseguenza l'augurio di grandi società internazionali come, tra le...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Da oggi la benzina, il diesel e il cherosene costano di più in...

LEGGI L'ARTICOLO

La semiarida e tormentata regione keniana del Turkana potrebbe dare sostentamento alle sue...

LEGGI L'ARTICOLO

Un altro treno merci deragliato a Mombasa, sulla linea ferroviaria che dal porto della città porta verso la vecchia linea per Nairobi, quella oggi utilizzata solamente dai convogli commerciali.
Anche...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Sarà una pasqua imbenzinata?
L’emergenza carburante che ha 

LEGGI L'ARTICOLO

Dalla Fondazione della Bayer tedesca arrivano 500 milioni di scellini per far fronte ...

LEGGI L'ARTICOLO

Il settore energetico kenyano si è svegliato con le manette ai polsi. Non è una metafora: è la fotografia...

LEGGI L'ARTICOLO

Casi registrati ai minimi storici in Kenya dopo nm, ma anche pochissimi tamponi effettuati ...

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO

Il Presidente del Kenya Uhuru Kenyatta ed il suo vice William Ruto hanno lanciato questo pomeriggio allo stadio Kasarani di Nairobi il manifesto elettorale del loro partito Jubilee con i programmi di Governo del prossimo eventuale mandato.

LEGGI QUI I PUNTI FONDAMENTALI

L’arte rupestre preistorica è una delle attrazioni culturali meno note ma più affascinanti di questo Paese che...

LEGGI L'ARTICOLO