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Torna la farina di mais nei negozi della costa

Sollievo a Malindi per migliaia di cittadini per cui è cibo principale

07-07-2017 di redazione

Dopo alcuni giorni di completa mancanza sui bancali dei supermercati e nei negozietti locali, a Malindi e sulla costa nord del Kenya sono tornate le confezioni da 1 o 2 kg di farina di mail, indispensabili per preparare l'ugali, il piatto nazionale keniota.
Dopo il periodo di grande siccità nel Paese che aveva contribuito, in coincidenza con l'inflazione, a far lievitare i prezzi delle poche sporte rimaste nei magazzini, si era registrata la completa assenza di "posho", cosicché lo Stato aveva dovuto acquistare un'ingente quantitativo (30 tonnellate) di mais non macinato dal Messico, via Sudafrica, tenendo per decreto i prezzi sotto i 100 scellini per la confezione da 2kg. Prezzo che era sbalzato oltre i 150 e che qualcuno, approfittando della carenza, aveva addirittura portato a 200 scellini.
Ma dalla fine del mese di giugno sulla costa le confezioni hanno iniziato di nuovo a scarseggiare e si sono verificati episodi di sciacallaggio.
Anche a Malindi sono avvenuti arresti di persone che "spacciavano" la farina di mais a costi superiori a quelli stabiliti dal Governo.
Da mercoledì si è tornati a vedere dappertutto la "Taifa", etichetta nazionale di farina, la più venduta ed utilizzata, i cui depositi cittadini sono tra il Lawford's Residence e la piazzetta del cambio.
Con grande gioia della popolazione locale. I giriama sono abituati a mangiare solo pietanze il cui elemento fondamentale è la "sima", ovvero la polenta di farina di mais. Per un po' hanno resistito e resisteranno in molti grazie ai propri campi di mais, ma per chi si è trasferito in città e non ha più lo "shamba" la situazione era drammatica. 
 

TAGS: Mais MalindiPolenta KenyaFarina Mais Kenya

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