Ambiente

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Un santuario per proteggere il bongo keniota

Sono meno di 100 gli esemplari della rara antilope di montagna

08-05-2022 di Leni Frau

Gli animalisti del Monte Kenya chiamano tutti i residenti e le associazioni ambientaliste a difesa del rarissimo Bongo di montagna, un tipo di antilope che ormai si trova solo nelle piane di Nanyuki alle pendici della più alta e famosa montagna del paese.
Il tragelaphus eurycerus, la sottospecie più montana del bongo, è ormai quasi estinta in Africa e in Kenya ne rimangono non più di un centinaio in natura.
Nella Mount Kenya Wildlife Conservancy, dove i bongo di montagna vengono a nutrirsi, sono in corso sforzi per aumentare questo numero. La conservancy fornisce loro anche cure e vaccinazioni di cui hanno bisogno per avere maggior forza per riprodursi.
Il bongo si distingue per un mantello marrone-rossastro, con marcature nere, bianche e giallo-bianche. Sia i maschi che le femmine hanno corna lunghe e leggermente a spirale. I bonghi sono raramente riscontrabili in grandi mandrie. I maschi sono per lo più solitari, mentre le femmine con i piccoli formano piccole mandrie fino a 10 esemplari. Sono per lo più animali notturni.

“Ci stiamo concentrando sul bongo di montagna semplicemente perché queste specie prima degli anni '50 erano abbondanti in questa zona, sia nella catena montuosa del Monte Kenya e anche nelle foreste di Aberdare – spiega Robert Aruho, direttore della Conservancy - ma piano piano hanno iniziato a subire un declino molto costante, e questo è stato in gran parte attribuito al bracconaggio, perché il bongo è un animale molto grande, quindi se ne può ricavare molta carne, oltre al pellame. Anche per l'esportazione il bongo è stato molto richiesto, e un altra causa della diminuzione dei capi è il cambiamento climatico”. Altro grosso danno è quello causato dalla deforestazione, che anche a Nanyuki sta diventando un fattore di spaesamento degli animali. Con le foreste degli altipiani della regione di Laikipia che stanno rapidamente scomparendo a causa del disboscamento illegale e della crescente popolazione, anche l'habitat del bongo si sta riducendo.
Alcuni bongo, negli anni passati, sono stati portati negli zoo d'oltremare, e ora parte degli sforzi per salvare gli animali si sono incentrati sul loro ritorno in Kenya. Negli Stati Uniti sono stati riscontrati ben 18 bongo e tutti sono stati rimpatriati in Kenya, nel loro territorio d’origine. Altri si spera li seguiranno.

"L'ultimo censimento nazionale della fauna selvatica ha verificato che ci sono meno di 96 bongo rimasti in natura – dice Aruho - questo è molto allarmante perché se lo si mette in prospettiva, i rinoceronti che abbiamo sono quasi 80 volte il numero di bongo che abbiamo qui”.
Nel tentativo di promuovere il recupero della specie in natura il Kenya Wildlife Service, in collaborazione con Mount Kenya Wildlife Conservancy, ha istituito il Mawingu Bongo Sanctuary che sarà parte integrante del piano nazionale “National Mountain Bongo Recovery”
Il santuario è un'area di 800 acri di foresta indigena situata sulle pendici del Monte Kenya.
Dallo scorso mese di marzo 63 bongo di montagna sono protetti nel santuario.
 

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