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Melloni: "Pandemia non ha fermato aiuti italiani in Kenya"

Il Direttore AICS fa il punto della situazione: al via molti progetti

22-07-2021 di Freddie del Curatolo

In questo ultimo anno e mezzo di restrizioni, blocchi e rallentamenti globali, tra Italia e Kenya sono venuti a mancare collegamenti, interscambi e soprattutto afflussi in ambito turistico, con conseguenti ripercussioni sull’economia, l’occupazione e il sostentamento di molti keniani.
Ma c’è fortunatamente anche qualche settore che, nonostante le difficoltà, non si è fermato e prosegue nelle sue buone pratiche e nello sviluppo dei progetti in essere.
Uno di questi è senza dubbio la cooperazione italiana in Kenya.
Malindikenya.net ne parla con Fabio Melloni, titolare della sede di Nairobi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo del nostro Ministero degli Affari Esteri.
Melloni ha una consolidata esperienza del continente africano. E’ stato direttore per due volte in Mozambico ed una in Etiopia oltre che, in passato, responsabile del coordinamentoper gli aiuti umanitari e dell’attività di cooperazio ein Africa.
“Il Kenya è la mia ultima tappa prima della pensione – rivela – e di un percorso di lavoro e passione in questo continente iniziato in Benin come volontario per una NGO e proseguito con le Nazioni Unite prima e con la DCGS e poi con l’AICS dal 1991. Sempre in Africa, tranne due parentesi “toste” in Siria e Libano duranteil conflitto tra Israele e Libano.
Anche per il fatto che è il mandato finale, la mia intenzione è portare a termine tutti i programmi e devo dire che siamo a buon punto”.
Dal suo insediamento in Kenya, pochi mesi prima che la pandemia chiudesse uffici e rallentasse la già farraginosa macchina della burocrazia, Melloni ha puntato in primis sullo sblocco dei tanti progetti che giacevano inerti o procedevano a passo di bradipo.
“Per prima cosa bisognava guardare a cosa ha funzionato prima del mio arrivo e basarci su quelle esperienze – spiega il titolare AICS in Kenya – è indubbio che la pandemia ci abbia creato alcune difficoltà, ma al di là dei disagi socio-economici, la problematica maggiore consiste nella perdita del “faccia a faccia” con i nostri interlocutori. I confronti costruttivi e le soluzioni nascono intorno ad un tavolo, guardandosi negli occhi, rispondendo e rilanciando. Non credo troppo ai meeting virtuali: ognuno parla per sé e ascolta le relazioni degli altri. Così viene a mancare il contraddittorio e non si creano certi rapporti fondamentali. Sono comunque soddisfatto dei progressi fatti fino ad oggi, siamo in una fase in cui, rispetto agli ostacoli e alle difficoltà burocratiche, iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel”.
E i progetti in campo non sono pochi. Sulla costa è stata di recente lanciata l’niziativa “Go Blue”, il programma di sviluppo nell’ambito della Blue Economy finanziato dll’Unione Europea e la cui attuazione è stata affidata all’Italia, oltre che a Germania e Portogallo ed agenzie delle Nazioni Unite.
“La parte affidata all’Italia riguarda uno stanziamento di circa 4,5 milioni di euro per lo sviluppo delle filiere della pesca e dell’agricoltura e la creazione di infrastrutture – spiega Melloni – il Governo italiano, attraverso AICS, interverrà nelle contee di Kilifi, Mombasa, Kwale, Tana River e Lamu con programmi di sostegno alle Beach Management Unit, le organizzazioni comunitarie che gestiscono l’attività peschiera a livello territoriale,con la costruzione o il miglioramento di infrastrutture come mercati del pesce e strutture per la conservazione, distribuzione di attrezzature per la pesca e per incentivare la filiera produttiva delle alghe”.
Sempre sulla costa, a Malindi, e precisamente nel distretto di Magarini ma fuori dal programma “Go Blue”, è stato studiato un intervento mirato per le comunità che vivono dove sorge da più di 50 anni il Centro Spaziale Luigi Broglio.
“In quella zona, da sempre identificata con la presenza italiana e la partnership con il Kenya a livello scientifico e tecnologico – spiega Melloni – siamo pronti per partire, con fondi a credito concessi dall’Italia, con una serie di interventi di ultilità sociale che prevede, oltre alla strada asfaltata che collegherà l’autostrada Malindi-Lamu al Centro Spaziale, la costruzione di scuole e centri sanitari. Si tratta dei progetti più vicini a sbloccarsi e che potrebbero agire da apripista per tutti gli altri sparsi per il paese”.
Tra questi c’è un importante sostegno a tutela dell’ambiente, con la costruzione di un impianto moderno di smaltimento rifiuti che andrà a risolvere i problemi della discarica di Kajado, più tanti altri progetti minori.
“Già da anni – ricorda il direttore keniano di AICS – l’Italia come altri paesi ha deciso per la conversione del debito del Kenya in programmi di sviluppo. Il bilancio è di sicuro molto positivo con oltre 130 progetti nel campo dell’istruzione, della sanità, dell’approvvigionamento all’acqua e delle strade. Più interventi sociali negli slum e in piccole realtà locali dove è più facile individuare le criticità e lavorare con le comunità per ottenere risultati concreti”.
Infine ci sono i finanziamenti “a dono”, che riguardano progetti di completo sostegno socio-economico, come gli acceleratori d’impresa (oltre 3 milioni di euro di finanziamenti, grazie anche ai partenariati con Università Cattolica di Milano, ENI e ENEL.
“Abbiamo anche finanziato un programma di sostegno alla filiera del caffè – rivela Melloni - attraverso un bando finanziato totalmente dalla Cooperazione che attiverà un gruppo di ONG italiane sul territorio per ottimizzare la produzione e migliorare la qualità del prodotto dei coltivatori keniani in 7 contee del Kenya centro-orientale”.
Se tutto andrà bene, per Fabio Melloni e il suo staff non ci sarà da annoiarsi nei prossimi due anni, pandemia e burocrazia permettendo.
“Sto apprezzando gli sforzi del Governo per snellire i processi e oliare i meccanismi istituzionali, garantendo più trasparenza – conclude l’esperto dirigente – confido nella volontà e nel dinamismo delle nuove generazioni di keniani che, specialmente nel settore privato e delle imprese, hanno dimostrato una gran voglia di fare e di crescere e continuano ad incuriosirmi con i loro contenuti e l’entusiasmo con cui li trasformano in progetti concreti che meritano di essere supportati. Finché il Kenya avrà questa forza, ci sarà speranza e da parte dell’AICS sarà naturale affiancarsi e sostenerli”.
 

TAGS: cooperazione kenyaaiuti kenyaaics kenya

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