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PRODOTTI KENIANI

La kanzira africana, cos'è e come si mangia

Una varietà di foglia di provenienza etiope

09-02-2025 di redazione

Per chi ama la verdura, e specialmente quella in foglia, l’Africa orientale è un mezzo paradiso. Una volta stabilita la provenienza, la genuinità e l’uso minimo di pesticidi, la scelta è davvero varia e gustosissima.
Basti pensare alle tante qualità di spinaci ed erbe di campo, che producono sfumature anche minime ma essenziali per modificare la propria alimentazione e le ricette.
Spesso bisogna conoscere i nomi originali, a volte nemmeno quelli swahili ma i dialettali, per poter distinguere e quindi chiedere al commerciante la giusta varietà.
Chi è pratico di Kenya, ormai ha imparato a distinguere ad esempio la sukuma wiki (foglia della famiglia delle brassicacee, quindi di cavoli e rape, ma dal sapore più tendente verso la cicoria) dalla mchicha, che invece è un’amarantacea, quindi simile allo spinacio), ma al mercato e sulle bancarelle delle “mama” del Kenya vi sono tante altre meraviglie verdi; managu (o mnavu), più amarognolo ("belladonna africana", in Italia, in realtà "African nightshade", anche perchè la belladonna è velenosa) e mchunga, ad esempio.
Oggi ci occupiamo della buonissima Kanzira, in termine botanico "Brassica carinata", e chiamata anche cavolo abissino.

Le foglie di questo cavolo che pare sia originario degli altopiani dell’Etiopia, sono particolarmente tenere e saporite ed ormai sono di uso comune in tutto l’Est Africa. Possono essere consumate crude, insieme ai gambi, ma spesso la kanzira viene bollita in pochissima acqua. Il sapore è delizioso e netto e sono ricche di sostanze nutritive come proteine, fibre, vitamine ed acido folico. La pianta viene spesso coltivata insieme ad altre verdure a foglia tradizionali. Oltre che come alimento, la kanzira è utilizzata anche per le sue proprietà medicinali. I semi di questa pianta sono noti per la loro efficacia nel trattamento dei dolori di stomaco, mentre l'acqua utilizzata per bollire le foglie è ritenuta utile per la diarrea. I semi della kanzira vengono chiamati “senape etiope” e sono usati anche per insaporire la carne in marinatura. Secondo la medicina tradizionale, i semi sarebbero in grado di aiutare nelle cure alternative per il cancro.

Ecco una ricetta keniana con la kanzira:

 

Ingredienti: 100gg di foglie di kanzira
1 tazza d’acqua
1 cucchiaio di burro vegetale o chiarificato
1 cipolla
2 pomodori
1/3 di tazza di latte di cocco
Sale e pepe q.b.

 

Preparazione

Dopo aver tagliato la parte bassa dei gambi, lavare e scolare la kanzira, poi sminuzzarla.
Sbollentare per 3 minuti in acqua e sale, poi lavare con acqua fredda per mantenere il colore e le sostanze nutritive delle foglie.
In una padella, sciogliere il burro e soffriggere la cipolla con il pepe, fino a doratura. Aggiungere i pomodori a pezzetti e farli ammorbidire, senza cuocerli eccessivamente per conservare più vitamine sensibili al calore. Aggiungere la kanzira e far andare altri 3 minuti. Aggiungere il latte di cocco e mantecare, spegnendo il fuoco. Questa pietanza è ideale come contorno di carne, pollo o pesce, ma anche come primo piatto vegetariano accompagnata dall’ugali, la polenta locale. Alla kanzira si può aggiungere la mchicha (terere) se si vuole una combinazione di gusti diversi, oppure il managu (mnavu) se la si ama con una punta di amaro, che comunque il cocco addolcisce.

TAGS: verduramanagusukumaerbevegetables

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