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Cleto, istituzione italiana del buonumore a Malindi

Quasi quarant'anni in Kenya, tra base San Marco e spadellate

19-12-2016 di Freddie del Curatolo

Quando dici che certi connazionali sono delle “istituzioni” a Malindi, non puoi non pensare a Cleto.
Sarà perché dal 1979 è di stanza sulla costa del Kenya, sarà perché da almeno vent’anni, ovvero da quando è in pensione,lo puoi incontrare spesso in giro giorno e sera ed ha sempre una battuta, un sorriso o anche un’invettiva intelligente da lanciarti, ma Cleto Ancona è una di quelle persone che chi frequenta Malindi non può non conoscere.
Romano “de Roma”, settantacinque anni, una vita nell’Aeronautica Militare iniziando come infermiere e terminando come instancabile factotum, con la grande passione per la cucina italiana e la spontanea verve da animatore di serate in allegria, con una chitarra alla mano o con la voce pronta a recuperare dai cassetti della sua fervida memoria antiche canzoni o magari tutta “A’ Livella” di Totò.
Un istituzione del buonumore, sempre pronto a scambiare quattro chiacchiere e a dire la sua.
“Il Centro Spaziale Luigi Broglio di Ngomeni, ovvero la base San Marco – racconta Cleto – aveva bisogno di qualcuno che si occupasse di pronto intervento, di prime cure in caso di infortuni sul lavoro o malattie. Nel 1979 i tecnici italiani che lavoravano alla base erano un centinaio e la situazione sanitaria a Malindi si può bene immaginare. Così l’Aeronautica Militare mi propose di trasferirmi all’Equatore. Nel 1993 l’Aeronautica cessò la collaborazione con la base, ma per me, rimasto vedovo e con i figli ormai grandi, l’Africa era diventata casa. Tempo di sistemare le cose e rimasi a disposizione come collaboratore”.
L’insostituibile Cleto si occupa un po’ di tutto alla San Marco, dall’insegnare ai cuochi a fare il pane e la pasta fresca, a spiegare il Kenya ai nuovi arrivati, un cicerone perfetto per le decine e decine di tecnici che si sono succeduti in tutti questi anni.
“Il Kenya che vivo io è quello che ti incanta fin dalla mattina con i suoi colori e il profumo dell’aria – spiega il vivace romano – è quello degli spazi aperti e del rapporto quotidiano con la natura, del clima che è la migliore medicina contro i malanni dell’età. Qui gli anni volano, è vero, ma lo fanno con una leggerezza che annulla lo stress e non ti fa invecchiare, specialmente di testa”.
Sarà per questo che Cleto è ancora attivo e di fare il tranquillo pensionato non ne ha proprio voglia.
Ha accettato di buon grado di mettere il suo estro a disposizione dell’Olimpia Club di Casuarina, dove si inventa piatti e serate a tema (obbligatorio assaggiare i suoi gnocchi) e accoglie i clienti con la sua proverbiale positività.
“Mi piace il contatto con la gente – ammette Cleto – e amo l’ambiente dei ristoranti e dei ritrovi, credo di averlo dentro di famiglia, mio nonno gestiva uno dei ristoranti più famosi di Ferrara. Purtroppo a Malindi gli italiani non hanno la capacità di essere una vera e propria comunità, ma l’Olimpia Club è l’unico luogo dove ci si prova. Ci teniamo il meglio dell’Italia, il mangiare il bere, le canzoni e l’allegria, e lo mescoliamo con le cose buone della costa keniota: il pesce fresco, le spiagge, il senso di libertà. Con il tempo poi si acquisisce quella dose di fatalismo, di prendere la vita come viene, alla giornata, che è il più bell’insegnamento che mi hanno dato i kenioti”.
Indubbiamente Cleto è l’immagine di chi in Kenya ha trovato il suo equilibrio e trasmette in maniera naturale a chi lo incontra il piacere di vivere lontano dal Belpaese, in un luogo con tanti paradossi ma alla fine accogliente e solare.
“Io non potrei mai tornare a vivere in Italia, ormai questa è la mia terra e cerco sempre persone con cui condividere quest’emozione  - spiega il “figaro” dell’Olimpia Club – Certo, oggi la popolazione locale non è più disponibile, ingenua e rispettosa come trent’anni fa, ma la convivenza è sempre buona.  Purtroppo con i locali la complicità esiste solo nel momento in cui noi decidiamo di “africanizzarci”, non c’è un vero confronto, un incontrarsi a metà. Così avviene anche per le tante coppie miste. Ma il Kenya è ancora in grado di far innamorare i turisti, ha questo grande potere nonostante le istituzioni non aiutino chi lavora nel settore e non facciano abbastanza per invogliare la gente a venire qui”.
Ma finché avremo testimonial e “animatori” come Cleto, Malindi avrà sempre un asso nella manica in più per mettere a suo agio i connazionali che la frequentano.

 

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